Treviso Civica

Treviso Civica per una città solidale, moderna e sostenibile

Treviso Civica nasce come proposta unitaria per le prossime amministrative della nostra città, in risposta alla frammentazione politica e al protagonismo dei singoli. Crata dall'associazione culturale Siamo Treviso e dalla lista civica Città Mia, Treviso Civica è una lista aperta ad accogliere al proprio interno tutti i concittadini che sentono forte l’impegno a prendersi a cuore le sorti della pr

opria città. I fondatori di Treviso Civica sono consapevoli che una compagine unita può realizzare concretamente il “cambiamento” invocato da tutti solo se lo si fonda su due principi ineludibili: l’etico agire per il bene comune e la progettazione partecipata attraverso l’ascolto. Sono questi i due elementi che possono dare slancio alla nostra città perché ritrovi la vitalità perduta
Per realizzare tale obiettivo, oltre al compimento dell’unione di due realtà nei fatti, Treviso Civica ha deciso di non chiudere ancora definitivamente la lista con l’individuazione di tutti e trentadue i candidati, ma di lanciare un ulteriore appello all’unità e alla collaborazione, rivolto sia alle singole persone competenti e motivate che volessero aderirvi nella convinzione del progetto di bene comune sia a quelle associazioni o movimenti che in questo periodo stanno ancora lavorando e pensando all’eventualità di presentare una propria singola lista civica. La visione che Treviso Civica ha della nostra città è quella di uno spazio relazionale fra persone legate da una comune ambizione, quella di vivere il futuro non come minaccia ma come speranza, nel continuo ed aperto dialogo fra i singoli e le istituzioni: una città in cui ogni cittadino ha il filo della democrazia nelle sue mani con l’impegno a tessere insieme agli altri il benessere di tutti.

Abbiamo chiuso la Festa Democratica con un incontro nel quartiere di Monigo, insieme alla coalizione, per ascoltare dire...
07/09/2026

Abbiamo chiuso la Festa Democratica con un incontro nel quartiere di Monigo, insieme alla coalizione, per ascoltare direttamente chi vive il territorio ogni giorno.
Domande, bisogni, proposte: un confronto concreto che ci aiuta a definire le priorità del quartiere.
Monigo è una comunità attiva, che chiede attenzione su mobilità, tutela degli spazi verdi, servizi educativi e per la socialità.
L’ascolto è il primo passo per costruire risposte credibili e utili.
Qui l’articolo completo sull’incontro:
👉 Leggi l’articolo

02/09/2026

In Veneto è stata approvata la legge sul fine vita. Grazie per il tuo prezioso contributo!

Siccità: ognuno, nel suo piccolo, cerchi di non sprecare 😣🥵
06/08/2026

Siccità: ognuno, nel suo piccolo, cerchi di non sprecare 😣🥵

L'anticiclone africano terrà l'Italia nella morsa del caldo fino almeno a Ferragosto. Al Nord cresce la crisi idrica, con Piemonte in stato di emergenza.

Le Scuole Aperte: riscoprire il valore di una comunità educante.C’è un modello educativo che in Italia sta cambiando int...
05/08/2026

Le Scuole Aperte: riscoprire il valore di una comunità educante.

C’è un modello educativo che in Italia sta cambiando interi quartieri, riducendo il disagio giovanile, rafforzando la coesione sociale e creando comunità più sicure: si chiama Scuole Aperte Partecipate.
Non è un doposcuola. Non è un servizio in appalto. È una politica urbana.
Le scuole, invece di chiudere alle 16, diventano luoghi vivi, aperti nel pomeriggio, la sera e nei weekend. Spazi dove bambini, adolescenti, famiglie, associazioni e cittadini possono incontrarsi, fare attività, costruire relazioni, partecipare alla vita del quartiere. Stare insieme con senso di responsabilità verso se stessi, gli altri e i luoghi.

È una strategia semplice, ma potentissima: aprire le scuole al territorio e trasformarle in presidi educativi e sociali.

Cos’è una Scuola Aperta Partecipata

Una scuola aperta è una scuola che:
- rimane accessibile oltre l’orario scolastico
- ospita laboratori culturali, sportivi, artistici, musicali, civici
- coinvolge famiglie, associazioni, volontari, gruppi informali
- diventa un bene comune del quartiere
- crea relazioni, appartenenza, sicurezza
- offre opportunità ai ragazzi che altrimenti resterebbero soli, isolati o in strada.

Non è un servizio assistenziale.
È comunità.

Perché funziona

Perché interviene dove nasce il disagio: nella solitudine, nella mancanza di spazi, nella povertà relazionale.
Le Scuole Aperte:
- riducono la dispersione scolastica
- prevengono bullismo, vandalismi e microcriminalità
- sostengono le famiglie
- favoriscono integrazione e inclusione
- ricostruiscono legami nei quartieri fragili
- offrono ai giovani alternative reali, non slogan.

È la vera prevenzione: quella che si fa prima che il problema esploda.

Chi lo ha già fatto con successo in Italia

Il modello nasce a Roma dalla Scuola Di Donato e oggi è una rete nazionale che coinvolge Milano, Bergamo e Bologna.

Sono esperienze consolidate, studiate a livello nazionale, e riconosciute come buone pratiche di prevenzione del disagio giovanile.

E Treviso?

Treviso oggi offre principalmente doposcuola in appalto, utili per la conciliazione famiglia-lavoro, ma non equivalenti al modello delle Scuole Aperte Partecipate.
Manca:
- co-progettazione con famiglie e associazioni
- uso civico degli spazi scolastici
- una strategia di comunità educante
- un presidio nei quartieri più fragili

Perché dobbiamo parlarne:
Perché il disagio giovanile non si risolve con slogan o repressione.
Si risolve con presenza, relazioni, spazi, comunità e cultura.
Le Scuole Aperte sono la politica più economica e più efficace per costruire una città più sicura e più umana.

È tempo anche per Treviso

Cose che si possono fare
05/08/2026

Cose che si possono fare

L'Italia ha un ottimo potenziale solare.

E la superficie che riceve più sole in qualsiasi città non sono i tetti: sono i parcheggi.

Un parcheggio è già costruito, già asfaltato, assorbe calore tutto il giorno ed è inutile per qualsiasi altra cosa.

Coprirlo con pensiline fotovoltaiche produce energia pulita, dà ombra alle auto, abbassa la temperatura dell'asfalto fino a dieci gradi e lascia in pace i terreni agricoli.

Pensa ai parcheggi di un qualsiasi centro commerciale, supermercato, ente pubblico o università: ettari di asfalto nero roventi sotto il sole, senza un solo pannello sopra.

Nel frattempo ci sono progetti che vogliono mettere impianti solari a terra su suoli coltivati.

La priorità non è se il fotovoltaico funziona. È su quale superficie si installa per prima.

La Francia ha già reso obbligatorie le pensiline solari sui grandi parcheggi.

In Italia non esiste ancora quest'obbligo sui parcheggi scoperti, ma la direttiva europea EPBD prevede il fotovoltaico sui nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici entro il 2029.

E secondo l'ISPRA restano oltre mille chilometri quadrati di coperture edificate ancora sfruttabili.

La logica è la stessa: prima di occupare un metro quadro di terra fertile, copri le superfici che hai già sigillato con il cemento.

Consigli di Giardinaggio e Suggerimenti

Ma quanto caldo fa?Il caldo di questi giorni non è un episodio isolato: è il risultato di scelte sul territorio che rich...
04/08/2026

Ma quanto caldo fa?
Il caldo di questi giorni non è un episodio isolato: è il risultato di scelte sul territorio che richiedono una revisione immediata e scelte lungimiranti da parte del Comune.
Le temperature in città stanno aumentando ogni anno, e questo non dipende solo dal clima globale: dipende anche da come gestiamo il territorio urbano.
Ci sono due leve concrete su cui il Comune ha piena autonomia decisionale e che possono migliorare la qualità della vita dei cittadini.
1. Tutela degli spazi verdi e inversione della cementificazione.
Gli alberi e le aree verdi non sono un dettaglio estetico: abbassano le temperature reali, riducono l’isola di calore, migliorano l’aria e rendono vivibili le strade anche nelle giornate più critiche.
Ogni volta che si elimina un’area verde o si aumenta la superficie impermeabile, la città diventa più calda e più costosa da raffrescare.
Proteggere e ampliare il verde urbano è una scelta amministrativa, non un fatto naturale.
2. Comunità energetiche per ridurre i costi delle bollette.
Con estati sempre più calde, i climatizzatori saranno usati sempre di più. Senza una strategia energetica locale, le famiglie e le attività si troveranno bollette sempre più pesanti.
Le Comunità Energetiche – certificate dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) – permettono di produrre energia rinnovabile e condividerla, abbattendo i costi e aumentando l’autonomia dei cittadini.
Non è teoria: molti Comuni italiani lo stanno già facendo.
Città come Bologna, Torino, Padova, Bergamo e Reggio Emilia hanno avviato Comunità Energetiche con scuole, cooperative e tetti pubblici.
Treviso, pur avendo gli stessi strumenti, non ha ancora attivato un percorso strutturato.
In un contesto di caldo crescente e consumi energetici in aumento, investire su verde urbano e Comunità Energetiche non è un’opzione: è una responsabilità verso chi vive qui.

Quale di questi due interventi ritieni più urgente per Treviso?

In Consiglio regionale si è persa un’occasione concreta per aiutare davvero i piccoli Comuni veneti.Rossella Cendron (Le...
03/08/2026

In Consiglio regionale si è persa un’occasione concreta per aiutare davvero i piccoli Comuni veneti.
Rossella Cendron (Le Civiche Venete) ha presentato un emendamento semplice, utile e immediatamente applicabile: 4,5 milioni di euro dell' avanzo libero per installare impianti fotovoltaici su municipi, scuole, palestre e altri edifici pubblici di 181 comuni veneti sotto i 3000 abitanti.
Un investimento intelligente, capace di ridurre stabilmente le bollette energetiche e liberare risorse nei bilanci comunali da destinare a servizi, manutenzioni, scuola e politiche sociali. Una proposta che avrebbe portato solo vantaggi economici ed energetici, soprattutto nei territori più fragili e nei Comuni di piccole dimensioni. Eppure, il centrodestra – con il voto contrario dei consiglieri regionali del territorio – ha scelto di dire no.
Un no difficile da comprendere: se le risorse ci sono, perché negare ai Comuni la possibilità di diventare più autonomi e meno esposti ai costi energetici?
Rossella Cendron ha portato una proposta seria, utile e orientata al futuro.
Altri hanno preferito respingerla.
I cittadini devono sapere chi lavora per portare opportunità ai territori… e chi decide di fermarle.

07/05/2026
Basta con la retorica di bassa lega che a colpi di slogan e sgomberi occasionali non risolve nulla. È ora di affrontare ...
29/04/2026

Basta con la retorica di bassa lega che a colpi di slogan e sgomberi occasionali non risolve nulla. È ora di affrontare le questioni in modo responsabile per il bene di tutti.

Indirizzo

Viale Monfenera, 4
Treviso
31100

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