26/05/2026
Riportiamo la nostra posizione in merito al modo in cui il Treviso Calcio ha trattato i bambini definiti "esuberi" (cfr articolo Tribuna di Treviso): "Buongiorno, leggo con rabbia l'articolo in merito a quanto fatto dal Treviso Calcio verso i piccoli calciatori.
Mi è successo in passato con i miei figli di assistere a questi fenomeni anche in altri sport: a parole si parla di inclusione, di pratica sportiva come mezzo di socializzazione e divertimento per i minori, poi al contrario si privilegia biecamente solo la competizione e il risultato; così si escludono progressivamente quei bambini che non portano risultati o che sono giudicati dagli allenatori "non adatti".
Questi vengono nel migliore dei casi inseriti nella "seconda squadra" della società (come dire siete di catagoria B), nel peggiore si convocano i genitori e gli si dice che è meglio vadano da un'altra parte.
Poi ci si lamenta di fenomeni di bullismo, tifo esasperato nei tornei giovanili, fino alle violenze nei campi minori.
Nulla vieta alle società di programmare uno sviluppo di carriera professionale per gli atleti, ma questo andrebbe chiarito fin dall'inizio ai genitori: qui noi lavoriamo per costruire una squadra vincente, se volete praticare semplicemente sport senza ambizioni speciali dover rivolgervi altrove. Ma non lo fa nessuno, dato che le società vivono sulle sponsorizzazioni, che arrivano se la squadra vince e muove pubblico dando visibilità.
Dobbiamo smettere di stressare la competizione ad ogni costo fin da piccoli, lo sport deve essere un divertimento fino alla maggiore età, altrimenti da strumento di sviluppo psicofisico e sociale diventa un generatore di rivalità, stress e conflitto, un esempio negativo da non seguire.
Le opportunità di fare sport sono già ridotte, se facciamo diventare lo sport di base solo funzionale al business della vittoria ad ogni costo (più vinci più hai sponsor più hai mezzi) abbiamo sbagliato tutto e distruggeremo gli aspetti educativi e formativi dello sport vero.
Purtroppo la miopia del risultato immediato ed a ogni costo si sta già mangiando gli ideali che dovrebbero essere il presupposto dello sport giovanile.
E le istituzioni assistono passivamente a questo scempio...." Paolo Luzi