21/04/2026
TRATTA D DELLA PEDEMONTANA CANCELLATA: ORA ARCHIVIARE DEFINITIVAMENTE L’AUTOSTRADA BERGAMO–TREVIGLIO
Con l’approvazione di lunedì 20 aprile da parte di Regione Lombardia della modifica al Piano Territoriale Regionale e la conseguente eliminazione della Tratta D della Pedemontana, si compie un passaggio rilevante per il nostro territorio.
La rimozione dei vincoli urbanistici che per anni hanno interessato i Comuni di Boltiere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Capriate San Gervasio, Chignolo d’Isola, Filago, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Suisio e Terno d’Isola consente finalmente agli enti locali di riacquisire piena capacità di pianificazione e programmazione, superando una fase di incertezza che ha inciso sullo sviluppo di intere aree.
Si tratta di un esito che conferma, nei fatti, le criticità strutturali di un’impostazione infrastrutturale ormai superata. In particolare, viene meno definitivamente il presupposto originario su cui si fondava il progetto dell’autostrada Bergamo–Treviglio, concepita come interconnessione tra Pedemontana e Brebemi.
Il MoVimento 5 Stelle ha espresso sin dall’inizio una posizione contraria a tale opera, ritenendola eccessivamente impattante sotto il profilo ambientale, incoerente rispetto ai reali fabbisogni di mobilità e non giustificata da un adeguato rapporto costi-benefici. In questo senso, sono state presentate osservazioni puntuali nelle sedi competenti, a tutela del territorio e delle comunità locali.
Alla luce delle decisioni assunte e del mutato quadro di riferimento, non è più rinviabile la chiusura definitiva del progetto dell’autostrada Bergamo–Treviglio, un’opera ormai priva di utilità, giustificazione e prospettiva. Si scrive infatti un ulteriore capitolo che ne certifica l’inconsistenza: l’infrastruttura, nel progetto originario denominata “Interconnessione Pedemontana–Brebemi”, nasceva con l’obiettivo di collegare l’autostrada Brebemi alla Pedemontana. Un presupposto che oggi è definitivamente venuto meno, facendo cadere ogni residua ragione alla base dell’opera.
Non siamo contrari alle soluzioni né alla realizzazione di nuove infrastrutture quando sono utili e necessarie. Ma l’autostrada IPB rappresenta un progetto vecchio, costoso, inefficace e dannoso. Per questo chiediamo con forza alternative concrete, praticabili e sostenibili, realmente rispondenti ai bisogni del territorio.
Parallelamente, resta prioritario affrontare in modo organico il tema della mobilità provinciale, con particolare attenzione ai collegamenti nord-sud e all’area dell’Isola, che continuano a presentare criticità rilevanti.
In tale prospettiva, si ritiene fondamentale orientare le scelte future verso:
– il potenziamento e la messa in sicurezza della viabilità esistente
– la realizzazione di infrastrutture realmente funzionali al territorio
– il miglioramento del trasporto pubblico locale
– una pianificazione integrata e sostenibile, coerente con le esigenze delle comunità
È su queste direttrici che occorre concentrare l’impegno istituzionale, superando definitivamente modelli infrastrutturali non più rispondenti alle esigenze attuali e promuovendo uno sviluppo equilibrato, sostenibile e condiviso.