29/02/2020
UN ARCHIVIO DEI DESAPARECIDOS DELL'AMERICA LATINA.
Il Centro di Giornalismo permanente, un collettivo di giornalisti indipendente attivo su Roma, sta promuovendo una raccolta fondi sul sito Produzionidalbasso.it per diffondere le storie che ha raccolto finora sui deasaparecidos dell'America Latina.
Il progetto si chiama Archivio desaparecido, con la finalità di creare, attraverso un lavoro di inchiesta giornalistica, un archivio digitale e multimediale, una raccolta di documenti e testimonianze, per mantenere la memoria su una delle pagine più drammatiche della storia della seconda metà del '900.
Tra il 1964 e il 1990 l'America Latina visse l'orrore dei regimi dittatoriali. Iniziò il Brasile e poi con un effetto domino devastante seguirono l'Argentina, l'Uruguay, l'Equador, il Cile e il Messico.
Le conseguenze furono terribili: le persone furono arrestate per motivi politici, o anche semplicemente accusate di avere compiuto attività contrarie al regime: bastava un sospetto per segnare inesorabilmente il destino di uno studente, un sindacalista, un prete, un qualunque cittadino.
Tra questi si intrecciano e rivivono le storie di tanti immigrati italiani, anche sardi, che lasciarono il loro paese negli anni 50 per cercare fortuna nel nuovo mondo. Ricordiamo tra le 40.000 vittime, di cui 30.000 desaparecidos, il tresnuraghese Martino Mastinu, di cui si sono p***e le tracce il 7 luglio 1976, quando fu sequestrato da un gruppo di militari.
Ridare un nome, un' identità e una storia a chi subì l'orrore di questi "crimini contro l'umanità" (Risoluzione Nazioni Unite n. 47/133 del 1992) è un dovere morale e civile.