Punto d'Incontro Trento

Punto d'Incontro Trento Chi siamo e cosa facciamo quotidianamente! Aggiornamenti delle novità della Cooperativa Sociale "Punto d'Incontro"!

08/09/2026
A un mese dalla scomparsa di Francesco Guccini, il vuoto lasciato dalla sua voce non si misura soltanto nella perdita di...
07/09/2026

A un mese dalla scomparsa di Francesco Guccini, il vuoto lasciato dalla sua voce non si misura soltanto nella perdita di un maestro della canzone d'autore o di un gigante della letteratura in musica. Il vuoto, quello vero, si avverte nella perdita di uno sguardo. Per oltre mezzo secolo, Guccini ha messo in luce un particolare punto di vista: l’angolo buio in cui vive chi sta in basso, ai margini, che non ha voce per farsi ascoltare, che subisce guerra ed ingiustizie.

Mentre gran parte della cultura di consumo insegue il mito della forza e del successo individuale, la poetica gucciniana ha coltivato il dubbio e ha quindi scavato nella direzione opposta. Ha piantato le radici nelle periferie esistenziali e geografiche, tra le case di ringhiera, la calce dei cantieri, i bar di provincia e la terra aspra dell'Appennino. Non per indulgere in uno sterile amarcord, ma per compiere un atto squisitamente politico: restituire dignità storica e umana agli ultimi, in ogni periferia esistenziale, esplicitando le contraddizioni fuori e dentro ognuno.
In brani come Milano (Poveri bimbi di) — dove cantava il dramma dei quartieri operai chiedendosi «chissà se un giorno cambierà la vita di questi poveri bimbi di Milano» — o La collina, con la sua memoria contadina segnata dal dolore per la «gente della mia terra, finita a far la guerra o a cedere la vita nei campi», la miseria si rivela per ciò che è realmente: una gabbia di sfruttamento e violenza.

Anche nei brani più intimi e generazionali, la spaccatura sociale resta un nervo scoperto. Così l’ Eskimo diventa la divisa di una condizione economica ben precisa, segnando il confine tra chi viveva nelle ristrettezze e chi apparteneva alla borghesia: «noi due diverse invano, tu ricca ed io con l'eskimo innocente». Guccini ha cantato e denunciato le diseguaglianze, smascherando le ipocrisie del potere e rivendicando l'appartenenza a un'umanità ferita, come accade in Migranti, dove dà voce alla disperazione di chi cerca futuro sfidando il mare: «siamo la storia che non ha fortuna, la forza che si perde nella nebbia».

Il suo è stato un umanesimo ruvido, capace di dare un nome e un volto ai "vinti" della storia.

Oggi, a un mese dal suo addio, cantare e riascoltare le sue strofe significa molto più che coltivare la memoria di un artista amatissimo. Pur nella sua profonda anima laica, scettica e fieramente anarchica, il "Vangelo secondo Guccini” non offre dogmi, ma si apre costantemente alla dimensione del dubbio e dell'interrogativo esistenziale. Tra le pieghe di Canzone delle domande consuete e Quello che non..., Guccini non ha mai smesso di cercare il senso dell'umano e la verità oltre le apparenze, trasformando l'incertezza in uno spazio di speranza risorta, che risuona negli iconici versi di Dio è morto: la certezza che «in ciò che noi crediamo, Dio è risorto, in ciò che noi vogliamo, Dio è risorto». Un'invitante spinta a non rassegnarsi, a illuminare gli angoli bui della società, a restituire voce a chi non ce l'ha e a schierarsi, sempre e senza compromessi, dalla parte degli sconfitti.

- editoriale di Mattia Civico pubblicato su Vita Trentina - 06 settembre 2026 -

Capire e farsi capire è il primo passo per sentirsi parte di una comunità e costruire il proprio futuro lavorativo.Nel n...
04/09/2026

Capire e farsi capire è il primo passo per sentirsi parte di una comunità e costruire il proprio futuro lavorativo.

Nel nostro Punto d'incontro Trento non ci occupiamo solo della lavorazione del legno o dell’assemblaggio: grazie al prezioso supporto dei nostri volontari, come Daniela, offriamo percorsi di formazione linguistica per imparare e perfezionare l'italiano.

Nel video di oggi le parole di Ihor e Abdulahi, che attraverso la lettura, la grammatica e qualche chiacchiera informale stanno costruendo giorno dopo giorno la propria autonomia.

Ascolta la loro esperienza!

Dalla nostra falegnameria alla vostra tavola: vi presentiamo il prodotto del mese.Un bellissimo tagliere da polenta in l...
21/08/2026

Dalla nostra falegnameria alla vostra tavola: vi presentiamo il prodotto del mese.

Un bellissimo tagliere da polenta in legno d'abete, perfetto per i momenti di condivisione e accompagnato da un coltello in legno coordinato, interamente lavorato a mano nel nostro laboratorio.

Questo oggetto unisce la praticità in cucina a un alto valore sociale. La lavorazione artigianale del legno rappresenta per i nostri ragazzi un'importante occasione di formazione e riscatto sociale, restituendo centralità alla dignità del lavoro.

Potete acquistarlo in due modi:
🔴 Venendo a trovarci di persona nel nostro laboratorio di Mattarello
🔴 Ordinandolo direttamente dal nostro sito internet - www.puntodincontro.trento.it/prodotto/tagliere-polenta/

Credi che una buona lavorazione possa fare bene anche alle persone?Forse non lo sai ma in laboratorio abbiamo un reparto...
18/08/2026

Credi che una buona lavorazione possa fare bene anche alle persone?

Forse non lo sai ma in laboratorio abbiamo un reparto di assemblaggio dove costruiamo e confezioniamo prodotti conto terzi per diverse realtà del territorio, tra cui partner consolidati come Edizioni Erickson, Indal, Legodigit e Grafiche Futura.

Un pezzo alla volta, attorno a un tavolo condiviso, le persone con fragilità imparano le dinamiche della catena di montaggio, la logistica e il valore del lavoro di squadra.

Come racconta il nostro operatore Pietro, si tratta di una palestra fondamentale per acquisire competenze reali e spendibili nel mercato del lavoro.
Affidare le lavorazioni della tua azienda al nostro laboratorio significa scegliere un servizio accurato e su misura, diventando parte di un percorso che genera autonomia.

Scopri di più sul nostro servizio di assemblaggio sul sito e contattaci per una collaborazione.

GIOCHIAMO A NASCONDINO?"Io conto e tu ti nascondi"."Ma poi vieni a cercarmi vero?"Disegno e incisione realizzati nel Lab...
12/08/2026

GIOCHIAMO A NASCONDINO?

"Io conto e tu ti nascondi".
"Ma poi vieni a cercarmi vero?"

Disegno e incisione realizzati nel Laboratorio Punto d’Incontro Trento da Leonardo – agosto 2026

MI VEDI?Da bambino giocavo a nascondino. Uno si girava, copriva gli occhi e iniziava a contare, altri si nascondevano me...
12/08/2026

MI VEDI?

Da bambino giocavo a nascondino. Uno si girava, copriva gli occhi e iniziava a contare, altri si nascondevano meglio che potevano, nella speranza di non essere visti. Se scoperti iniziava una gran corsa verso la base. Il tutto secondo regole precise rispettate da tutti.
Da adulti dovremmo aver smesso e invece succede ancora, ma non è più un gioco.
Succede ancora oggi che “chi conta” volta le spalle e si copre gli occhi.
Ma chi è invisibile non si sta nascondendo: spera di essere visto, chiamato, coinvolto nel gioco. Chi conta, spera non escano mai allo scoperto. Così troppi rimangono nei loro nascondigli senza che nessuno o quasi li vada a trovare e li chiami per nome.

Fuor di metafora: essere visti, cercati, trovati e portati ad una base è un bisogno essenziale nella vita di ognuno. Sapere che qualcuno ti pensa anche quando non ti vede, che fai parte della squadra, che c'è anche per te un posto sicuro, è fondamentale. Si chiama Accoglienza e fa parte delle regole.
Il contrario è l’esclusione: tu non puoi giocare, tu rimani nel tuo nascondiglio, tu non sarai cercato. È sleale.
Non essere chiamati a giocare insieme genera in ogni bambino un sentimento di esclusione, di senso di ingiustizia, che spesso diventa rabbia. Succede così anche quando si diventa più grandi.
Ci vorrebbero oggi molti più adulti, meno impauriti, meno crudeli, meno disumani che hanno ancora voglia di giocare, con curiosità, non lasciando alcuno senza tana, chiedendo a chi c'è di giocare insieme nel rispetto delle regole: si chiamano diritti.

ph. Sabrina Bortolotti

Troppo spesso chi vive momenti di fragilità si sente invisibile agli occhi del mondo. Per questo il laboratorio di fotog...
05/08/2026

Troppo spesso chi vive momenti di fragilità si sente invisibile agli occhi del mondo. Per questo il laboratorio di fotografia partecipata "Tutti è il plurale di tu" è stato prima di tutto un'esperienza umana e di reciprocità.

A luglio, guidati da Sabrina Bortolotti con Roberta Re e Andrea Giacomelli, i nostri ospiti hanno preso in mano lo strumento fotografico per raccontare cosa significa sentirsi riconosciuti, ascoltati e benvenuti. Ne è nata un'opera corale, fatta dalle persone per le persone, dove la storia e lo sguardo di ciascuno danno vita a un messaggio collettivo di dignità e partecipazione e dove il singolo "tu" esce dall'ombra per trovare forza e valore nel "tutti".

Le loro fotografie riempiranno di calore la sala al piano terra della rinnovata sede di via Travai, ricordando a chiunque entri che nessuno, qui, sarà mai invisibile.

Leggi il racconto completo sul nostro sito: https://www.puntodincontro.trento.it/tutti-e-il-plurale-di-tu-un-laboratorio-di-fotografia-per-raccontare-laccoglienza/

29/07/2026

«Cercavo risposte sul mondo dell'accoglienza. Qui ho trovato una squadra unita e ho scoperto una nuova pazienza».

Purnima ha 22 anni e ha scelto la cucina del Punto d'Incontro per il suo anno di Servizio Civile. Superato l'impatto iniziale con la complessità della struttura, ha scoperto la bellezza di sentirsi parte di un'équipe accogliente, imparando a gestire le sfide quotidiane con una nuova maturità.
Se cerchi un'opportunità per crescere come persona e come professionista, le selezioni per i prossimi 2 posti di Servizio Civile Provinciale sono aperte.

Vuoi essere tu il prossimo SCUP? Ecco cosa devi sapere:

Progetto: "Tutti - il plurale di tu" (18-28 anni)
Quando: 12 mesi a partire dal 1 settembre 2026
Scadenza per candidarsi: 4 agosto 2026

Hai dubbi sulla domanda online? Contatta Serena Carmeci a [email protected] o al 349 5374698.
O visita il sito, link in bio.

Pronti per la prossima escursione? Mettete la solidarietà nello zaino.Che sia un trekking ad alta quota, una gita al lag...
24/07/2026

Pronti per la prossima escursione?
Mettete la solidarietà nello zaino.

Che sia un trekking ad alta quota, una gita al lago o un picnic nel parco, ogni camminatore sa che il pranzo al sacco merita il giusto equipaggiamento. Per questo abbiamo scelto come prodotto del mese il nostro pratico tagliere da montagna, realizzato interamente a mano dai ragazzi e dagli operatori della nostra falegnameria.

Estremamente comodo da appendere all'esterno dello zaino grazie al moschettone e al cordino da arrampicata, è l'alleato perfetto per affettare e servire i vostri spuntini.

Ogni pezzo racchiude una storia di inclusione e valore artigianale. Sceglierlo significa sostenere direttamente i progetti del nostro laboratorio.

Scoprite le due varianti in legno massello di faggio, misura 18x7x1 cm:
Versione base con pratico moschettone
Versione kit con coltellino Opinel integrato

Entrambi i modelli sono personalizzabili, quindi ottimi per voi o come idea regalo.

Passate a trovarci allo shop del laboratorio a Mattarello oppure acquistateli direttamente online sul nostro sito internet.

www.puntodincontro.trento.it/negozio/

Indirizzo

Via Travai, 1
Trento
38122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 13:45
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 14:00

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