Ordine degli Avvocati di Trani

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TRANI - Relazione morale del 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝗮𝗻𝗶, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗟𝗼𝗴𝗿𝗶𝗲𝗰𝗼: traccia un bilancio del...
24/04/2026

TRANI - Relazione morale del 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝗮𝗻𝗶, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗟𝗼𝗴𝗿𝗶𝗲𝗰𝗼: traccia un bilancio dell’attività istituzionale svolta nell’ultimo anno e apre una riflessione ampia sul ruolo dell’Avvocatura, sullo stato della giustizia, sulle riforme ordinamentali e sulle criticità del sistema giudiziario. Un intervento che intreccia memoria, analisi e prospettive, richiamando la storia forense tranese e le sfide che attendono la professione.

Trani, 23 aprile 2026

𝐑𝐄𝐋𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐌𝐎𝐑𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐈𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄

Care Colleghe e Cari Colleghi,
anche a nome delle Signore e dei Signori Consiglieri Vi ringrazio per la partecipazione a questa assemblea, nella quale il Consiglio espone le attività svolte nell'ultimo esercizio sociale e presenta il bilancio consuntivo al 31.12.2025 per la discussione e l'approvazione.

Voglio innanzitutto ricordare le Colleghe ed i Colleghi scomparsi nell'ultimo anno: Giuseppe Albrizio, Francesca Caroppo, Mauro De Gennaro, Michele Deluca, Costanzo Di Palma, Domenico (Mimmo) Franco, Salvatore Marzella e Magda Rocca.

Saluto e ringrazio i Presidenti emeriti, il Presidente della Onlus avv. Carlo Barracchia, il Presidente dell'O.G.I.M., avv. Domenico Insanguine, il Delegato Cassa Forense avv. Vincenzo Barile.
Saluto e ringrazio la Presidente del Consiglio Distrettuale di Disciplina avv. Mariantonietta Martinelli, con il Vice Presidente Aldo Balducci ed i Componenti Lucia Massaro, Giulia Murolo, Francesco Tedeschi, Arturo Ferlicchia e Rocco Cantatore.

Saluto il Presidente del Comitato pari opportunità, Domenico Facchini, con tutti i suoi componenti, che ringrazio sentitamente per le azioni svolte in nome della promozione dell'uguaglianza sostanziale, del superamento delle discriminazioni di genere, età e disabilità, della pari dignità lavorativa. Ho molto apprezzato una recente presa di posizione del Comitato, finalizzata ad evidenziare che le discriminazioni, talvolta, si consumano proprio all'interno degli Organi preposti a combatterle.

Saluto e ringrazio per il loro contributo, il Direttore della Scuola Forense avv. Rino Mazzilli, il Direttore scientifico della Fondazione avv. Tiziana Carabellese, i Consiglieri del CdA della Fondazione Mariangela Cannone, Giuseppe Dello Russo, Tiziana Belsito, Carmine Solofrizzo, il Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione nelle persone del Presidente Antonio Giorgino e dei componenti Davide de Gennaro, Giuseppe Losapio, e Domenico Monterisi, la Cons. Segretaria Francesca Rizzi, e la Tesoriera Brigida Mulinelli, il Collegio dei revisori dr. Antonio Griner, dr. Giuseppe Luglio e avv. Giuseppe Canfora.

La Scuola Forense continua a rappresentare un motivo di orgoglio del nostro Ordine, come testimoniato dal risultato ampiamente positivo conseguito dai suoi frequentanti nell'ultima sessione dell'esame di abilitazione: sono stati ammessi agli orali il 69% dei frequentanti, a fronte di una media del 60%, così come è risultata elevatissima la percentuale degli ammessi che avevano frequentato il nostro corso intensivo pari al 90%. Colgo l'occasione per salutare e ringraziare il Collega Sabino Palmieri, nominato Presidente della I sottocommissione presso la Corte di Appello di Bari per gli esami della professione forense, sessione 2025/2026.

Saluto i Componenti del coordinamento dell'O.M.T. Maria Teresa Leone (referente), Angela Napoletano, Marina Tangari, Sabina Iacobone, Tiziana Leonetti, nonché i Colleghi Riccardo Giorgino e Domenico Monterisi, rispettivamente referente e componente del direttivo dell'O.C.C., ed il Revisore unico dell'Ordine avv. Antonio Lattanzio.

Saluto i Presidenti delle Associazioni forensi ed i loro iscritti, il neo eletto Presidente della Camera Penale, avv. Luca Gagliardi, con i componenti della Giunta, e porgo le mie più vice congratulazioni ad Adamo Logrieco e Francesca Pistillo, recentemente eletti rispettivamente Vice Presidente nazionale dell'A.I.G.A. e Coordinatrice regionale delle sezioni A.I.G.A. della Puglia.

Per ultimo, non per importanza rivolgo un affettuoso saluto e ringraziamento ai Consiglieri che non mi hanno mai privato della loro vicinanza, dell'orgoglio della stima, e del calore della loro amicizia.

Il mio primo pensiero lo rivolgo alla situazione carceraria, ed al drammatico aumento dei suicidi e tentati suicidi determinato sicuramente dalla situazione di disagio nel quale versano le carceri italiane: sovraffollamento, celle fatiscenti, condizioni degradate di vita, insufficiente supporto psicologico, affievolimento dei diritti e delle garanzie. Ciò che più manca ai detenuti è la speranza del domani.

Con tutti voi vorrei ricordare le vittime delle guerre, delle troppe guerre in corso, ed i tanti bambini che vivono in quelle zone, privati dell'adoloscenza e costretti ad affrontare pericoli estremi, come la morte, le violenze, i rapimenti, le mutilazioni, la fame.
Vorrei ricordare anche i tanti Avvocati arrestati nel mondo per avere tutelato i diritti degli oppressi, e tra questi l'avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh, già insignita del Premio Sacharov, arrestata nel 2018, poi nel 2023 durante il funerale di Armita Garawand, e nuovamente nei giorni scorsi.

A Lei ed a tutte le Avvocate ed Avvocati imprigionati nel Mondo indirizzo idealmente un messaggio di sostegno e di umana solidarietà.

1.La redazione di questa relazione morale è stata influenzata, è inutile nasconderlo, da un sentimento di delusione per l'inatteso risultato referendario su un tema, quello della riforma dell'ordinamento giurisdizionale, oggetto di discussione quasi trentennale, testimoniata da importanti iniziative seminariali tenutesi a Trani fin dagli anni '90, alcune di rilevanza nazionale.
Il referendum confermativo del 22-23 marzo 2026 ha visto l'affermazione dei cittadini contrari alla Riforma, e questo è un dato certo che deve essere rispettato, ma che impone una riflessione da parte di tutti gli attori che si sono confrontati sull 'argomento.
I dati relativi alla consultazione referendaria e gli interventi dei numerosi politoligi hanno evidenziato che gli elettori, più che sul merito della riforma costituzionale, si sono espressi confermando o meno il loro sostegno all'attuale esecutivo.

Il Consiglio ha mantenuto un ruolo di garanzia delle diverse sensibilità referendarie, e ringrazio i consiglieri per avere condiviso la mia idea di non coinvolgere l'Istituzione nella discussione, anche se la stessa prospettiva avrebbe dovuto illuminare almeno i rappresentati apicali degli Uffici giudiziari, per evitare che si accentuasse la perniciosa patologia del rapporto tra diritto e giustizia.

Nessun attacco alla Costituzione da parte dei sostenitori della revisione costituzionale; semmai rafforzamento della Costituzione con l'attuazione del principio del giusto processo scolpito nell'art. 111 Cost., e superamento delle scorie del processo inquisitorio, che nel dibattito referendario spesso sono state messe in luce involontariamente anche da autorevoli conferenzieri. Sostenere, ancora oggi, che il Giudice deve intervenire a sostegno del Pubblico Ministero per il perseguimento del fine punitivo comune, quale manifestazione del concetto unitario ed indistinto di autorità giudiziaria, significa rifiutare l'applicazione dei principi fondamentali del processo accusatorio, ed operare nella direzione opposta a quella propagandata dai sostenitori del NO, cioè di volere preservare l'autonomia e l'indipendenza dei giovani magistrati, perché in costoro non potrà mai germogliare la cultura del garantismo, intesa come giudice terzo ed imparziale.

Il discorso di commiato del Presidente dell'A.N.M., dott. Parodi, è condivisibile ed apprezzabile, per la profondità dei sentimenti, per la pacatezza delle parole (che, in verità, lo ha contraddistinto durante la campagna referandaria), per il garbo istituzionale, e per l'invito all'autocritica o all'autoriforma, che ho personalmente interpretato come un invito a rispettare i quasi tredici milioni di elettori che hanno votato la conferma della legge di revisione costituzionale, laddove ha testualmente affermato che "11 voto referendario non ha certificato che tutto funziona bene nella magistratura ma che i cittadini hanno ritenuto semplicemente preferibile difendere l'impianto costituzionale esistente". Non ho condiviso, invece, un passaggio successivo del suo discorso, perché dissimula un'ipocrisia istituzionale di fondo, laddove ha affermato testualmente: "L 'ANM ha fatto ciò che doveva fare: non politica, difendere i principi costituzionali senza trasformarsi in un soggetto politico, ma senza nemmeno rinunciare alla propria responsabilità pubblica. "

L'ANM ha fatto politica durante la campagna referendaria, perché non avendo argomentazioni spendibili per contestare giuridicamente la legge di revisione costituzionale, attesa la chiarezza sia del dato testuale degli articoli riformati, sia della "intenzione del legislatore " ripetuta più volte nella relazione di accompagnamento di volere tutelare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, ha affidato le ragioni del NO ad una martellante campagna di disinformazione concentrata su quello che avrebbe potuto essere l'ordinamento giudiziario dopo la riforma, non sulla base della Costituzione revisionata, ma delle leggi di attuazione tutte da discutere e da scrivere. Ha affidato la propria contrarietà all'argomento unico e principale, secondo cui la revisione costituzionale non incideva sui problemi della giustizia e non portava vantaggi ai cittadini, argomento questo demagogico e populista, assolutamente fuori tema, come tanti altri utilizzati, insieme a quello della difficoltà attuale di passare dalle funzioni del pm a quella del giudice, ben sapendo che trattavasi di un argomento solo polemico, perché il tema vero era ed è quello che svolgendo mestieri diversi devono avere culture diverse, professionalità diverse per essere credibili. Si è affidata ad un carro di comici prezzolati quanto spaesati, ha strumentalizzato le encicliche papali (omettendo di precisare che nello Stato del Vaticano la rigida separazione delle carriere era stata introdotta da Papa Francesco nel 2020, e Papa Leone XIV nell'inaugurazione dell'anno giudiziario aveva rimarcato l'importanza della imparzialità del Giudice) ed altri temi di particolare sensibilità, quali la lotta alle mafie, instillando la paura nei Cittadini e nei fedeli delle parrocchie visitate una per una, coinvolgendo ogni genere di associazione e comitato, fino a scivolare in similitudini inadeguate con il regime totalitario dell'IRAN, pronunciata da un alto Magistrato del nostro distretto.

In Italia i sostenitori della causa palestinese (C.d. comitati ProPal che hanno protestato anche contro la riforma costituzionale) hanno la libertà di manifestare, di sfasciare le vetrine dei negozi, di incendiare le autovetture, di distruggere la redazione di un giornale, di prendere a martellate un agente di polizia; in IRAN tutte le volte che i cittadini affamati di democrazia hanno manifestato contro il Regime, sono stati trucidati in migliaia, in decine di migliaia.

La Magistratura, che da sempre ha resistito a qualsiasi riforma dell'ordinamento giudiziario, questa volta ha messo da parte ogni forma di ipocrisia, organizzandosi ed operando come un partito politico, tanto da relegare alla storia come una autentica finzione la fotografia di Conte, Schlein, Bonelli e Frantoianni, come i vincitori del referendum, mentre in quella fotografia avrebbe dovuto primeggiare il Presidente dell'ANM.

Ritengo che la legittima difesa dell'autonomia ed indipendenza — che i riformatori intendevano perfino rafforzare- ha finito per essere indebolita proprio dalla contiguità con taluni partiti, neppure mascherata da alcuni Colleghi qualificatisi nelle locandine come "esponente del PD".

All'Università ci è stato insegnato, a proposito del ruolo terzo ed imparziale del giudice, che

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