30/03/2024
== AUGURI A TUTTI DI UNA VERA PASQUA FREE ==
Finalmente la giustizia dei tribunali ha deciso di dare una svolta alla lentezza che spesso intercorre con tempi lunghissimi tra i vari gradi di giudizio in quanto rilevo che c’è chi, come me, aspetta da molti anni anni una data per un ricorso in appello, mentre chi, più fortunat*, il suo ricorso in appello lo ottiene dopo poco più di un anno di attesa.
Mi riferisco al ricorso in appello del sig. Antonello Sannino in cui, come tutti sanno ormai, è stata ribaltata la sentenza in primo grado di assoluzione a mio favore relativa ad una querela per diffamazione da lui presentata per la quale mi corre l’obbligo (ancora) precisare alcuni aspetti visto che ad arte, anche questa volta, da non garantista, ha messo in moto una macchina denigratoria con il solo intento di infangare il mio attuale ruolo politico, ovvero quello di referente comunale del Movimento Free Torre Annunziata che fa capo al sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e, soprattutto, l’alleanza pre elettorale sancita con il Movimento 5 Stelle Torre Annunziata tanto voluta dal senatore Orfeo Mazzella.
Una querela che nasce moltissimi anni fa da una mia reazione ad una sua violazione del copyright di una mia fotografia esclusiva pubblicata sul mio profilo facebook ritraente l’inchino in stile mafioso del quadro della Madonna della Neve (patrona di Torre Annunziata) avvenuto durante la consueta processione in occasione appunto dei festeggiamenti patronali.
Una mia reazione che mi portò ad postare poi, una espressione di uso comune, sintetica, ovvero “C’è poi chi fa il fr**io con il c**o degli altri” - riferendomi appunto a chi vuole apparire eroe con gli strumenti, le armi e i risultati degli altri e dopo alcuni anni, in un’intervista telefonica con lui in diretta facebook su altri argomenti, fu richiamata non essendosi stemperati tra noi due i reciproci rancori per quell’episodio di violazione del diritto d’autore.
Un “detto” napoletano di uso comune che mai avrei pensato - ingenuamente - che potesse essere strumentalizzato a tal punto fino ad essere usato come offesa personale dallo sfondo omofobo.
Fui quindi da lui querelato mentre usò ad arte questo detto napoletano di uso comune, apparendo così, vittima di un’aggressione omofoba ma che tale non era, tant’è che in tribunale, dopo una serie di udienze, grazie alla documentazione probatoria e grazie soprattutto al mio avvocato, fui assolto con formula piena.
Ricordo infatti che lo stesso giudice, interrogandolo, esordì chiedendogli “...se sapesse che la frase da usata dall’imputato fosse una frase di uso comune” e dopo che lui rispose di si, aggiunsi io nella mia deposizione spontanea “...certamente sarebbe stato discriminatorio pensare di non poterla usare solo perchè la parte offesa fosse gay, visto che per il sottoscritto, non vi è alcuna differenza tra gay ed etero e quindi non usarla sarebbe stata, paradossalmente una discriminazione nei suoi confronti”.
Una discriminazione che, è evidente, ha lui ex ante vista la sua gratuita reazione avuta.
Un concetto forse non facile da comprendere per la maggior parte dei cittadini, probabilmente quegli stessi sui quali, grazie anche ai social e alla sua rete di contatti, ha saputo far leva sia all’epoca della pubblicazione e sia in questi giorni, per sollevare il polverone e la macchina del fango a cui stiamo assistendo tutti.
Ma sta di fatto che ne uscii assolto.
Qualche giorno fa, in appello (seduta fissata con una sorprendente e mai vista celerità rispetto alla media) si è ribaltato il giudizio a suo favore con una condanna di cui, differentemente da lui, aspetto le relative motivazioni prima di pronunciarmi e prima di valutarle con adeguata attenzione vista anche l’assurda e pesante - oltre che anomala - condanna richiesta per il tipo di reato (diffamazione).
Antonello Sannino sicuramente è garante dei diritti civili delle persone LGBTQIA+ ma sicuramente non è attento ai diritti d’autore altrui, ovvero alle garanzie che i fotografi hanno per legge sulle immagini da loro create, avendoli violati anche attraverso l’inopportuna cessione della stessa mia immagine (a mia insaputa) ad un quotidiano locale.
A quanto pare, però, non è neanche un GARANTISTA se da quanto si è accanito a scrivere, dimentica che fino al terzo grado di giustizia si è innocenti, così come sancisce il Diritto Penale.
Eppure, quando fui assolto in primo grado, in virtù di questo sacrosanto principio, non scrissi nulla, consapevole appunto che fino alla Cassazione non vi sono certezze.
In questi ultimi dieci anni a Torre Annunziata (città dove risiede il Sannino) ho voluto solo praticare quel giornalismo che richiede una seria dedizione ed un notevole impegno, mettendo a repentaglio anche la mia incolumità in quanto ho subìto non poche minacce ed aggressioni fisiche oltre che danneggiamenti alle mie cose (auto, telecamere, etc.) andando sempre avanti, solo per amore della verità dei fatti, anche quando sono stato minacciato di morte.
Un sano giornalismo che il Sannino ha sminuito definendolo “fare politica".
Non sa che tutto è stato fatto esclusivamente per la mia città di nascita e per i cittadini di Torre Annunziata, da sempre vessati per lo più, da un’informazione malata e di parte, spesso deontologicamente scorretta, affinché nulla venisse nascosto sulle moltissime attività “poco chiare” delle ultime due amministrazioni Comunali e l’ho continuato a fare allo stesso modo anche quando sono stato ingiustamente sospeso dall’ordine dei giornalisti con una procedura che definirla irregolare è un eufemismo.
L’ho fatto sempre mettendoci la faccia indicando esplicitamente nomi e cognomi, mostrando con prove alla mano le mie “accuse” giornalistiche, ovvero pubblicando i documenti probatori e documentando le anomalie istituzionali con foto e video a tal punto che oggi mi viene riconosciuto da più parti il merito di essere stato l’unico giornalista che ha denunciato il malaffare e la corruzione di Torre Annunziata molti anni prima delle inchieste della Procura e della DDA che hanno dimezzato l’ultima giunta comunale per mazzette e commissariato il Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose.
E’ un valido ed ammirevole riferimento per me il collega Ranucci che, con 176 querele e la fedina penale pulita, così come la mia che vi mostro, continua a chiedere alla “politica” di attivarsi contro le “liti temerarie” o “querele temerarie” che dir si voglia.
Quindi, ricevere una condanna di tanto in tanto (oltretutto in appello e soprattutto dopo una sentenza di assoluzione in primo grado) in luogo delle numerosissime vittorie già avute, fa parte del rischio che ovviamente ho calcolato, seppur non si possono mai calcolare le “gesta” di chi probabilmente è avvezzo ai polveroni o abituato a muoversi nel torbido dei pettegolezzi e dei sotterfugi (come molti sanno fare in questa città) per attaccare il sottoscritto nel solo intento di screditare in piena campagna elettorale anche il nostro giovane Movimento civico Free Torre Annunziata ed il “Patto” pre elettorale sancito con il Movimento 5 stelle di Torre Annunziata.
Un patto, i cui 8 punti furono proposti dal senatore Orfeo Mazzella ai vari tavoli inter partitici aperti alle realtà progressiste della città di Torre Annunziata, ai quali noi di Free Torre Annunziata mai siamo andati, è stato dagli stessi rigettato e rifiutato e quando lo stesso senatore ci ha chiamati e ce l’ha proposto chiedendo se volessimo condividerlo, lo abbiamo fatto immediatamente con convinzione e spirito di collaborazione, apprezzando gli intenti e soprattutto l’impalcatura etica degli otto punti, con il solo scopo di contribuire a dare un segnale morale forte a queste elezioni che presentano già da tempo scenari vecchi ed ancora malati.
Stranamente però, il Sannino ha cominciato a contattare - con messaggi e telefonate - i vertici del Movimento 5 stelle e di Movimento Free con Josi Della Ragione persuadendo gli stessi a prendere le distanze dal sottoscritto additandomi quale omofobo, non all’indomani della sottoscrizione del Patto avvenuta già molte settimane fa ma, come per magia, in prossimità dell’udienza di appello dell’altro giorno.
Karma o coincidenza?
Sento quindi l’esigenza di fare ciò che non hanno fatto coloro che sembravano avessero fiducia in me e da GARANTISTI, conoscendo anche il mio casellario giudiziale immacolato ovvero DIFENDERMI dalle speculazioni postume messe in campo ad arte e ad orologeria.
Avrebbero dovuto DIFENDERMI senza se e senza ma, da garantisti quali dicono di essere, oltretutto visto che più volte mi hanno scritto e detto “...conosco tutta la tua storia ed il tuo trascorso da giornalista giornalista in questa città difficile”.
Una città - aggiungo io - dove vittimismo, interessi personali, l’appuntarsi medaglie in petto, opportunismo, silenzi ed omertà, oltre che il malaffare come stile di vita, la fanno da padroni anche tra la maggior parte di coloro che si definiscono attivisti e brave persone.
Ricordo quanto mi è stato detto “...tu sei un cavallo di razza…” e quindi perchè non DIFENDERMI - in qualità di garantisti quali dicono di essere - a spada tratta soprattutto per quanto ho fatto nei miei 12 anni da giornalista impegnato a Torre Annunziata e successivamente (in questi ultimi mesi) con il Movimento Civico Free Torre Annunziata che tanto si sono affannati a voler coinvolgere per condividere il Patto dopo che nessuno lo ha fatto??
Mi aspettavo che qualcuno di loro lo facesse - e vedo che continuano a non farlo sui social sicuramente per “opportunismo politico” - mentre invece lo hanno fatto senza se e senza ma gli ex iscritti al Movimento Civico Free Torre Annunziata ai quali va tutto il mio sentito ringraziamento per la solidarietà espressa pur continuando ad invitarli - ma solo per il bene di Torre Annunziata - a ripensare alla loro decisione e di ritornare sui loro passi portando avanti, UN PASSO ALLA VOLTA, la mission e provare a scendere in campo anche senza il sottoscritto.
Buona Pasqua a tutti e soprattutto, buona resurrezione alla città di Torre Annunziata con l’augurio che con queste elezioni si liberi presto da quel “macigno” messo da se stessa a mo’ di “pietra tombale” così come Gesù fece quando risorse, appunto “buttando all’aria il grosso masso”.