25/05/2026
EX STAZIONE FERROVIARIA
La rivendicazione da parte del Sindaco di Torino di Sangro sull’ex stazione ferroviaria ci sorprende.
Annunciare di voler strappare la gestione dell’area alla Provincia per "riqualificarla" è pura propaganda, utile solo a raccogliere qualche briciolo di consenso facile.
Ovviamente i cittadini di Torino di Sangro hanno un forte legame con quella struttura e con la sua storia, che ha visto arrivare e partire tante persone, che ci ha permesso di accogliere ferrovieri provenienti da tutta Italia e che ha permesso lo sviluppo fiorente di tante attività a Borgata Marina.
Non è facendo leva su questi temi, però, che si può fare politica.
La realtà, purtroppo, racconta tutta un'altra storia. Parla di anni di assoluto immobilismo durante i quali l'Amministrazione Comunale ha tollerato il degrado più totale sotto il proprio naso, usando la burocrazia provinciale come scudo per non muovere un dito.
Perché non si è intervenuti mentre l'ex stazione diventava una discarica a cielo aperto e un polo di insicurezza?
Tombini aperti, rifiuti pericolosi, facilità d’accesso che l’ha resa un dormitorio abusivo in alcuni casi ed è stato un rischio scongiurato per l’eventuale ingresso di bambini che sarebbero potuti accedere per gioco o per curiosità. Il tutto ad un passo dal litorale e dalla via verde, tanto frequentata soprattutto durante la stagione balneare.
Altri comuni hanno quantomeno provveduto a circoscrivere la zona mascherando le recinzioni con pannelli di promozione turistica. A Torino di Sangro si è lasciato che tutto restasse nell’incuria più assoluta.
Viene ribadito che la gestione della struttura vada decisa dai cittadini, ma non ci risulta che in questi anni siano state promosse istanze per raccogliere concretamente proposte da privati, imprenditori o associazioni del paese da convogliare in un progetto.
D’altro canto non sappiamo se l’Amministrazione abbia un piano concreto, non avendolo mai palesato o condiviso con la popolazione.
Chiediamo, a questo punto, che venga mostrato il progetto preliminare, l’idea d'uso o il piano finanziario per sostenere un’opera simile.
Solo annunci spot: si reclama la gestione di un'area complessa senza avere la minima capacità di garantire nemmeno l'ordinaria amministrazione e la pulizia delle strade adiacenti, a partire dal vecchio sottopassaggio e canale di scolo che collega la Strada Statale alla Via Verde, proprio a pochi metri dalla struttura.
Per anni la colpa è stata degli "altri", oggi improvvisamente si finge di avere la soluzione in tasca.
Amministrare una comunità richiede serietà, programmazione e visione strategica.
Gestire la riqualificazione non significa fare un post sui social o lanciare uno slogan: significa avere coperture economiche e progetti reali. Tutto ciò che qui manca. I cittadini meritano fatti e risposte concrete, non l'ennesima narrazione demagogica per coprire anni di totale disinteresse.
A tal proposito nel 2017, un progetto serio, concreto, in linea con la valorizzazione storica, turistica e ambientale del territorio è stato depositato in Regione, ma non da questa Amministrazione, da un’altra, che invece di scaricare la patata bollente della manutenzione dell’ex stazione ferroviaria, per poi reclamarne il possesso solo ora che si spera di prendere fondi o di trarne profitto, si è preoccupata di programmare con una visione e una progettualità che ancora oggi, dopo 10 anni, è all’avanguardia.