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10/10/2026
La sicurezza democratica riguarda tutti noi.Il 20 ottobre, nella Sala del Consiglio Comunale di Todi, presenteremo Contr...
05/10/2026

La sicurezza democratica riguarda tutti noi.

Il 20 ottobre, nella Sala del Consiglio Comunale di Todi, presenteremo Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica di Franco Gabrielli.

Un libro che è insieme analisi e manifesto: parte dal tema della sicurezza per interrogarsi sul ruolo delle istituzioni, sulla responsabilità pubblica e sulla capacità della politica di costruire risposte che non alimentino paura e contrapposizione.

Perché la sicurezza non può essere messa in alternativa alla libertà. Al contrario, la sfida è costruire una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla prevenzione, sulla trasparenza e sulla capacità di tenere insieme le persone.

Ne discuteremo con l’autore Franco Gabrielli, l’On. Debora Serracchiani e il Sen. Walter Verini, con Sergio Casagrande, Direttore del Corriere dell’Umbria.

Ad aprire l’incontro, i saluti della Segretaria del PD Todi Tiziana Qama e l’introduzione del Capogruppo PD Todi Umberto Magni.

📍 Sala del Consiglio Comunale, Todi
📅 20 ottobre
🕕 Ore 18.00

Un confronto aperto su sicurezza, libertà, istituzioni e democrazia.

🔴 UNITÀ BENTORNATA! 🔴Vi invitiamo per due giornate di iniziative politiche e di condivisione. Ci vediamo all’Area Verde ...
23/09/2026

🔴 UNITÀ BENTORNATA! 🔴
Vi invitiamo per due giornate di iniziative politiche e di condivisione. Ci vediamo all’Area Verde di Due Santi.
​Ecco gli appuntamenti in programma:

​📌 IL BILANCIO REGIONALE DEI DIRITTI: OPPORTUNITÀ PER UN NUOVO BENESSERE SOCIALE
📅 Data e Ora: 26 Settembre, dalle ore 19:30

​📌 MOBILITÀ SOSTENIBILE, DIRITTO ALLO STUDIO: IDEE E PROPOSTE
📅 Data e Ora: 27 Settembre, ore 16:30


​📌 CULTURA E TURISMO: OCCASIONI PER IL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO
📅 Data e Ora: 27 Settembre, ore 18:00

👥 Vi aspettiamo numerosi non mancate!

Ci lascia Emma Bonino , una donna che ha scelto, per tutta la sua vita, di stare dalla parte dei diritti, anche quando f...
11/09/2026

Ci lascia Emma Bonino , una donna che ha scelto, per tutta la sua vita, di stare dalla parte dei diritti, anche quando farlo significava essere impopolare, scomoda, spesso sola.

Dall’autodeterminazione delle donne al diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, dal divorzio alla lotta contro la pena di morte, dal fine vita alla libertà di scelta, dai diritti delle persone detenute a quelli delle minoranze. E ancora, per un’Europa più forte, più unita e capace di difendere i propri valori.

Molte battaglie che oggi consideriamo parte della nostra libertà sono state, ieri, battaglie difficili da sostenere. Emma Bonino ha avuto il coraggio di iniziarle quando sembravano impossibili e l’ostinazione di portarle avanti quando era più facile arrendersi.

È questa, forse, la sua lezione politica più grande: non avere paura di stare dalla parte dei diritti. Non avere paura di andare controcorrente quando è necessario.

Ci lascia un esempio di coerenza, coraggio e libertà.

Un abbraccio ai suoi familiari, alle persone che le sono state vicine e a tutta la comunità radicale.

Todi, opere restaurate e abbandonate: fallisce il modello “Positano”La regola principe nella conservazione dei beni cult...
11/09/2026

Todi, opere restaurate e abbandonate: fallisce il modello “Positano”

La regola principe nella conservazione dei beni culturali è la corretta e costante manutenzione. Quando opere restaurate e consolidate con ingenti risorse pubbliche vengono lasciate in uno stato di totale abbandono, la mancata cura non è solo una gravissima colpa politica, ma un fattore che potrebbe configurare un vero e proprio danno erariale.

Il caso del Muro cosiddetto "etrusco" della Valle è l'emblema di questa colpevole inattività dell’Amministrazione comunale. Un’inerzia che ha consentito la devastazione dell’area antistante la fontana trecentesca di Termoli: un sito persino inserito nei percorsi turistici ufficiali, ma oggi del tutto invaso ed eclissato dalla vegetazione incolta. A questo si aggiunge la situazione a valle del Muro — la monumentale struttura che da oltre duemila anni sostiene il quartiere — dove il Fosso delle Lucrezie, pur essendo stato oggetto di massicci e costosi interventi di sistemazione, si trova colpevolmente ostruito da alberi e arbusti che ne compromettono la funzionalità idraulica.

Perché spendere e investire il denaro dei cittadini per poi lasciare che tutto vada in malora?

È l'ennesima dimostrazione di una gestione miope e di facciata: questa Amministrazione si dimostra incapace di comprendere che la riqualificazione di un'opera pubblica non termina con il taglio del nastro, ma comincia con la sua manutenzione quotidiana. Inaugurare interventi per poi abbandonarli al degrado significa sminuire il valore dei finanziamenti ottenuti, svilire il decoro urbano e mortificare il nostro patrimonio.

Tale abbandono rappresenta il peggior biglietto da visita possibile per una città che aspira a vivere di accoglienza e bellezza. Il tanto decantato modello di una "Todi come Positano", più volte sventolato dall'attuale Sindaco, si rivela nella sostanza del tutto fallimentare: non si costruisce un'offerta turistica di livello internazionale coprendo i monumenti di erbacce e lasciando i percorsi ufficiali nell'incuria.

E così, mentre nuovi alberi crescono incontrollati sulla porta della Valle e in attesa che una piena al Fosso delle Lucrezie crei seri problemi, il solerte responsabile delle manutenzioni del Comune di Todi preferisce vestirsi da legionario romano. Un paradosso che costituisce un’ironia amara: proprio quei legionari che costruirono i monumenti che oggi lui dovrebbe tutelare subiscono l'affronto di vederli soffocare dall'incuria.

Chi non rispetta la storia, il decoro e la sicurezza di Todi dimostra una totale inadeguatezza nell'amministrarla: è tempo di restituire dignità e vera programmazione alla nostra città.

Todi fuori dalla ZES istituisce una nuova zona franca urbanaDopo l’esclusione del Comune di Todi dall’elenco dei comuni ...
28/08/2026

Todi fuori dalla ZES istituisce una nuova zona franca urbana

Dopo l’esclusione del Comune di Todi dall’elenco dei comuni rientranti nella ZES (Zona Economica Speciale), che avrebbe potuto permettere un rilancio delle iniziative economiche nel territorio comunale e magari avrebbe potuto consentire la creazione di nuovi posti di lavoro utili ad attrarre residenti e a mettere a freno anche lo spopolamento del nostro Comune si è istituita una vera e propria zona franca urbana al parcheggio del Mercataccio, che si aggiunge alle altre zone abbandonate a se stesse del territorio (sia nel Centro storico che nelle frazioni).

Infatti, con il rifacimento del parcheggio e la riqualificazione della zona sono stati eliminati gli stalli precedentemente esistenti nell’area sottostante i nicchioni romani per creare al loro posto un grande marciapiede pedonale. Nonostante la riqualificazione abbia effettivamente aumentato la bellezza del luogo, non si può negare che tale scelta abbia ridotto il numero dei posti disponibili per residenti e paganti.

Da qui l’idea della nuova zona franca urbana: tali spazi (che non prevederebbero parcheggi) sono occupati abusivamente e gratuitamente da auto disposte caoticamente in ordine sparso.

Il risultato quindi della riqualificazione è una riduzione di stalli per residenti, un minor gettito per le casse comunali a fronte di auto parcheggiate in una zona “libera” e la penalizzazione proprio della zona riqualificata che si voleva invece valorizzare non prevedendovi auto parcheggiate davanti.

A questo punto non sarebbe utile rivedere la scelta di eliminazione dei parcheggi sul lato sinistro, coinvolgendo ove necessario gli enti preposti, magari prevedendo stalli posizionati in linea (che quindi non restringerebbero la piazza) destinati in parte ai residenti e in parte a stalli con disco orario (utile per rilanciare anche la fruibilità dei negozi e dei ristoranti del centro storico)?

Inutile dire che tale “zona franca” – al pari delle numerose altre situazioni critiche sparse per la città e le frazioni – soffre la totale assenza di controlli sul territorio. Ma il problema parte da lontano e i numeri ufficiali lo confermano: a Todi la Polizia Municipale è ridotta all'osso. Con soli 10 o 11 agenti in organico per oltre 15.500 residenti, la nostra città registra un rapporto critico di un solo operatore ogni 1.400-1.500 abitanti, collocandosi tra le realtà più fragili dell'intera Umbria.

Senza un piano straordinario di assunzioni e una reale volontà strategica da parte dell'Amministrazione comunale, la riqualificazione degli spazi pubblici rischia di rimanere l’ennesima opera vuota consegnata al caos e all'anarchia. Serve una svolta immediata: più risorse, più agenti sul territorio e regole di sosta chiare per tutelare i residenti, le attività commerciali e il decoro di Todi.

Partito Democratico Todi

24/08/2026

Dieci anni fa la terra tremava nel cuore del nostro Paese, segnando per sempre le comunità di Amatrice e di tutto il Centro Italia, comprese le nostre zone, e spezzando 299 vite.

Un decennio dopo, il dolore di quei giorni resta immutato, così come il dovere della memoria. Ma ricordare significa soprattutto non abbassare la guardia, pretendere una ricostruzione reale, dare stabilità e futuro alle aree interne e difendere la dignità di chi non ha mai smesso di lottare per la propria terra.

Noi non dimentichiamo.

11/08/2026

L’Unità deve tornare a casa

Da oltre un anno il Partito Democratico lavora perché l’Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta.

Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell’acquisto all’asta del 2022. Una proposta limpida: l’Unità torna al Partito Democratico, senza compartecipazioni societarie. Abbiamo esaminato anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale. A differenza del passato, non cerchiamo investitori perché siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale.

Possiamo assumere questo impegno perché in questi tre anni di segreteria Schlein abbiamo rimesso in sicurezza il PD. Il bilancio 2025 si è chiuso con un utile superiore a 3,6 milioni e un patrimonio netto oltre 5,5 milioni. Il miglior bilancio degli ultimi 15 anni. Abbiamo chiuso la cassa integrazione per i nostri dipendenti, rinnovato e migliorato il contratto, risanato i conti e aumentato fortemente le risorse destinate ai territori, mandandone in tre anni il triplo di quante ne erano state mandate nei sette anni precedenti. Grazie a questo il 2x1000 continua a crescere: già i dati a luglio di questo anno ci dicono che 524.840 cittadini hanno scelto il PD, per oltre 8,1 milioni di euro; cioè le stesse risorse che nel 2023 abbiamo raccolto non in sei mesi ma in dodici.

Questa solidità la investiamo in buona politica: per riaprire sedi, sostenere l’organizzazione e ricostruire strumenti di partecipazione, informazione ed elaborazione culturale, per le nostre campagne sulla sanità pubblica e la scuola, sul salario minimo e il lavoro dignitoso, sulle politiche industriali e la transizione ecologica.

Per questo accogliamo volentieri l’appello rivolto a Romeo e al PD da tante personalità della cultura e dell’informazione: da Edith Bruck a Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia, Ivano Fossati e molti altri. Perdere la voce dell’Unità sarebbe un impoverimento per tutta la sinistra italiana.

Negli ultimi tre anni le Feste dell’Unità sono passate da circa 200 a più di 500. Una comunità è tornata a incontrarsi, discutere, organizzarsi. Vogliamo restituire a quelle feste anche il loro giornale, nello spirito indicato da Antonio Gramsci; cioè non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del paese.

La nostra proposta è sul tavolo. Prima che si imbocchino altre strade, ci auguriamo che prevalga la volontà di riconsegnare l’Unità al suo popolo. Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia. Non per nostalgia. Ma perché una sinistra che vuole cambiare il Paese ha bisogno anche di luoghi nei quali costruire idee, cultura e pensiero.

02/08/2026

2 agosto 1980 - 2 agosto 2026.

Alle 10:25 il tempo si è fermato alla stazione di Bologna. Un attentato eversivo ha spezzato 85 vite e ferito l’intero Paese, colpendo al cuore la nostra Repubblica e le sue istituzioni democratiche.

A quarantasei anni di distanza, il nostro dovere non è soltanto quello di ricordare, ma di pretendere giustizia e verità completa, senza sconti per chi ha cercato di coprire le responsabilità e i depistaggi.

La memoria storica non è un esercizio di stile, ma la bussola del nostro agire quotidiano. Crediamo che difendere i valori della Costituzione e l’antifascismo sia l’unico argine possibile contro ogni forma di violenza e odio politico.

Bologna non dimentica. Noi non dimentichiamo.

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