13/06/2019
CON CHE FACCIA
La scuola svenduta. Il Governo – nella figura del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – ha siglato ieri un accordo con i sindacati che è uno schiaffo in faccia a tutti coloro che credono che al centro della scuola debbano esserci gli studenti; e che per nulla al mondo si debba derogare a mandare in classe docenti che non abbiano superato prove per dimostrare le loro capacità e competenze. Che non abbiamo superato, insomma, quello che nella Costituzione si chiama “concorso”.
Che cosa prevede l’accordo?
Di bandire un concorso straordinario (lo chiamano concorso ma è una sanatoria) per 24 mila posti di docenti nella scuola secondaria, riservato a chi ha maturato tre anni di servizio.
Anche se non ha l’abilitazione. Ci rientrano quindi anche coloro che non hanno partecipato ai percorsi banditi negli ultimi anni (e non si capisce perché), e coloro che, avendovi partecipato, sono stati bocciati!
Parteciperanno ad un concorso farlocco, dato che consisterà in una PROVA SCRITTA FATTA DI DOMANDE A RISPOSTA MULTIPLA e sul cui livello di difficoltà accetto scommesse ma solo se avete tanti soldi da perdere; e – reggetevi forte – su una PROVA ORALE NON SELETTIVA.
L’espressione non è mia, è ripresa tale e quale dal testo dell’accordo.
UNA-PROVA-NON-SELETTIVA.
Cosa diavolo vuol dire? Semplice: che non si boccia; che passano tutti. Ma allora, a che serve farla?
A volersi divertire, caro Ministro, andrebbe denunciato per danno erariale.
Questo concorso farlocco rappresenta una ipoteca vera sulla scuola italiana.
Uccide la qualità della didattica.
Uccide ogni forma di valutazione.
Uccide il merito.
Uccide la possibilità di dare l’esempio alle studentesse e agli studenti. Perché cosa mai potrai insegnare ai tuoi studenti, se credi che sostenere un concorso sia “umiliante”?
Care ragazze, cari ragazzi, perdonateci.
Ci riempiamo la bocca parlando del vostro futuro ma non siamo mica preoccupati davvero.
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(immagine: La riproduzione vietata, di René Magritte)