30/05/2026
GIU’ LE MANI DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI
Se c'è una cosa che fa male ai cittadini è la profonda disonestà intellettuale di certa politica.
Certo, aumentare l'addizionale regionale Irpef, che peraltro incide sui redditi medio alti, non è una scelta semplice, perché impopolare.
Tuttavia si è resa necessaria perché lo stato centrale, come previsto dalla costituzione italiana, non ha provveduto a rendere sostenibile il Servizio Sanitario Regionale Pugliese.
Le ragioni evidentemente sono tutte politiche: far implodere la Regione Puglia.
Hanno preferito impiegare le tasse degli italiani per aumentare le pensioni d'oro dei politici, per aumentare i cachet dei ministri non parlamentari, per aumentare la spesa per il mantenimento dei Ministeri e in particolare di Palazzo Chigi (si parla di circa 700 unità di diretta nomina politica! Quindi notevole crescita dei costi di gestione rispetto alla gestione del precedente governo Draghi. Ma non è tutto. A Palazzo Chigi ci sono circa 2000 dipendenti (organico cresciuto negli ultimi tre anni...) e di recente c’è stato un aumento contrattuale medio tra 170 e 400 EUR al mese, a fronte di 8 euro per i pensionati!
Per non parlare degli sprechi dell'Albania e d'intorni (oltre alla costruzione, vi è il mantenimento di personale delle forze dell'ordine a guardare alla luna, giacché il “centro di accoglienza” è praticamente vuoto da sempre!).
Senza calarsi nelle politiche economiche internazionali, con i regali al "biondo ossigenato" americano tra dazi, acquisto materiali energetici a prezzi esosi e acquisto di armi, oltre alla passività per le sue “temerarie” guerre che stanno influenzano le economie mondiali a favore dei grossi gruppi finanziari, e a totale danno Italiano, visto che il nostro paese non possiede alcuna autonomia energetica.
E questi signori si permettono di raccogliere firme per un atto amministrativo che ha il compito di sostenere e rilanciare la Sanità Pugliese, nonostante i mancati finanziamenti nazionali!
Ma il "famoso buco" è dovuto principalmente all'aumento dei costi: farmaci e gestione. Un esempio su tutti: se vi sono aumenti salariali dovuti al rinnovo del contratto collettivo nazionale della sanità, gestito a livello nazionale, andava conseguentemente adeguato il trasferimento equivalente di provviste economiche, che in Regione, evidentemente, non è mai arrivato.
Da ultimo facciamo una domanda al conterraneo sottosegretario Gemmato: di quanto sono aumentati i farmaci per il servizio pubblico e se ha stanziato la corrispondente cifra a copertura per la sua regione.