09/06/2026
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Rappresentante di vendita per uno showroom di abbigliamento, Alessandra Matteuzzi, 57 anni, amava riportare la sua vita sui social. Lo evidenziano gli scatti presenti sul profilo Instagram della vittima, dove si vede lei che prova vestiti; gli scatti con le amiche e le vacanze, in Riviera, a Ibiza o in Calabria. E proprio dalle sue pagine social, da Facebook in particolare, arriva una frase quasi emblematica di quanto accaduto: “La cattiveria mi stupisce sempre. Quando la subisco, rimango lì a fissarla come fosse una bestia dalla quale non mi so difendere”. Proprio sul social aveva conosciuto Giovanni Padovani circa un anno fa. I conoscenti hanno raccontato che da parte di lui si era creata una sorta di vera e propria ossessione verso la donna e che l'uomo pretendeva di conoscere tutti gli spostamenti di lei ed era geloso di un suo fantomatico tradimento.
La differenza di età, Alessandra 57 anni e Giovanni 27, non sembrava essere un ostacolo. Ma da gennaio, da quando cioè l’atteggiamento di lui era divenuto quasi persecutorio, la donna viveva nella paura: aveva anche provato a denunciarlo ai carabinieri. Secondo quanto emerso, la vittima aveva contattato di recente i carabinieri per sapere se c'erano stati sviluppi e nei giorni scorsi aveva anche chiamato il legale che la assisteva per comunicare che il suo ex ragazzo si era presentato nuovamente sotto casa sua. A quel punto, secondo quanto emerso, l’avvocato le aveva consigliato di integrare la denuncia. Non era stato preso alcun provvedimento restrittivo, nonostante - ci fossero già stati fatti gravi. "Lui aveva fatto degli agguati, le staccava anche la luce, una volta è salito sulla terrazza, c’erano già parecchi episodi", ha detto. Per questo Alessandra si era decisa ad aggiungere nuovi elementi alla denuncia, nonostante fosse costretta a vivere nella paura cercando rifugio dalla sorella. “La mia essenza di vita, la mia più grande certezza, ti amo da morire”, scriveva a proposito sia di Stefania che della mamma, ricoverata in una casa di riposo. "Ultimamente aveva paura di lui, perché era diventato molto insistente e non voleva farlo entrare in casa", ha raccontato anche una vicina.
Lo aveva meditato da tempo. Non è mai stato un istinto irrefrenabile dell'ultimo minuto per lui, che aveva atteso per oltre due ore il ritorno a casa della sua ex, per essere sicuro di incontrarla e ammazzarla, come poi ha fatto. Uccidere era diventata quasi un'ossessione per Giovanni Padovani, il killer di Alessandra Matteuzzi, la 57enne uccisa lo scorso agosto alla periferia di Bologna a martellate in testa. Tanto da prendere appunti sul telefono, su cui scriveva: "La uccido perché lei mi ha ucciso moralmente".
Per la paura Alessandra evitava anche di andare nel garage condominiale. Lasciava l’auto nello spiazzo davanti all’ingresso. E qui il suo ex, nascosto tra le aiuole, l’ha attesa per oltre due ore. Appena l’auto ha varcato il cancelletto che si affaccia su via dell’Arcoveggio, alla periferia di Bologna, le ha lasciato il tempo di aprire la portiera. Quindi ha cominciato a colpirla a calci e pugni. Ha infierito con il martello che si era portato dietro e poi le ha lanciato contro anche una panchina in ferro. Una furia bestiale. Quindi si è rivolto a un ragazzo richiamato in cortile dalle urla: «Tranquillo, non ce l’ho con voi. Ora mi arrestano e finisce tutto».Alessandra ha avuto la forza di trascinarsi fino al portico all’ingresso del palazzo. Qui è stramazzata a terra. La polizia è arrivata immediatamente, allertata dalla sorella e dai vicini. Lui ha atteso che lo arrestassero, mentre Alessandra moriva in ospedale. Ieri mattina la sua auto e la grossa chiazza di sangue erano ancora lì, a testimonianza di una notte di ferocia.
Stando ai vicini una morte annunciata: «Aveva paura e ci aveva raccomandato: se vedete quell’uomo non dovete farlo entrare». Lo conferma la sorella. «Da gennaio era ormai fuori di testa» e aveva reso la vita di Alessandra un inferno. «Voleva sempre conoscere la sua posizione, la tempestava di messaggi». E poi c’erano gli atti di vera e propria persecuzione. «Spesso staccava la luce dal contatore. Entrava dalla terrazza, oppure se lo trovava sulle scale. Per mia sorella era un incubo». Da qui le denunce.
L'ex compagno di Alessandra Matteuzzi, Giovanni Padovani, è stato condannato in via definitiva all'ergastolo dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno respinto il ricorso della difesa, confermando le sentenze di primo grado (Corte d'Assise di Bologna) e d'Appello.
L'uomo è stato riconosciuto colpevole di omicidio aggravato da premeditazione, futili motivi, legame affettivo e stalking per il femminicidio commesso a Bologna il 23 agosto 2022.