31/08/2026
ACCENDETE PURE LE LUMINARIE. IL BUIO È ALTROVE.
Il 4 settembre Giorgia Meloni festeggerà al porto di Bari i 1.413 giorni del suo Governo.
Hanno scelto il tramonto.
Il mare dietro il palco, un corridoio di luminarie davanti e gli applausi tutt’intorno.
La fotografia perfetta.
Ma le luminarie hanno un difetto: illuminano soltanto il punto in cui qualcuno decide di montarle.
E appena fuori da quella luce resta una domanda:
STIAMO PROGREDENDO O REGREDENDO?
Mentre si prepara la festa del Governo più longevo, la Rai allontana Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report.
Non è stato licenziato e gli sono state offerte altre collocazioni.
Va detto, perché la verità non ha bisogno di trucchi.
Ma dopo nove anni Ranucci viene separato dalla trasmissione della sua vita, mentre la redazione definisce la decisione «irricevibile» e minaccia di andarsene.
Se fosse soltanto una poltrona, nessuno si alzerebbe per difenderla.
Report è altro.
È una fonte che trova il coraggio di parlare. Un documento sottratto a un cassetto. Una telecamera davanti alla porta che il potere avrebbe preferito lasciare chiusa.
Ranucci non è un santo.
Può sbagliare e deve rispondere di ogni scelta. Ma alle inchieste si replica con i fatti, non con il sollievo per la rimozione di chi le conduce.
Oggi resta la persona offesa in un attentato. E il giudice ha scritto che non è emerso alcun elemento per ritenerlo a conoscenza del piano.
Poi parla Ignazio La Russa.
Non un uomo qualunque: il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato.
Dice che andava abolita la «metodologia di Report» e definisce “bufale” le sue inchieste.
La Russa non è obbligato ad amare Ranucci.
È obbligato a ricordarsi di essere presidente del Senato prima di comportarsi come un avversario ferito.
Perché quando una delle più alte cariche dello Stato sembra provare più fastidio per le domande di un giornalista che preoccupazione per la libertà d’inchiesta, non si sta spegnendo soltanto una trasmissione.
Si sta abbassando la luce della democrazia.
E alla vicepresidenza della Vigilanza Rai siede Augusta Montaruli, condannata definitivamente a un anno e sei mesi per peculato.
La condanna non cancella i suoi diritti politici.
Ma la contraddizione resta feroce: chi ha una sentenza definitiva può vigilare sulla Rai; chi indaga sul potere viene processato politicamente senza una sentenza.
STIAMO PROGREDENDO O REGREDENDO?
Una cosa, però, va detta anche a sinistra.
Chi vota Meloni non è stupido.
Insultare quegli elettori significa regalarli per sempre alla destra. Il compito della politica è parlare con loro e pretendere che il Governo risponda delle proprie scelte.
Il 4 settembre accendano pure ogni luce.
Festeggino il record, il palco sul mare e il tramonto perfetto.
Ma 1.413 giorni raccontano soltanto quanto è durato un Governo.
Per capire che cosa è diventato il Paese bisogna contare quante domande possono ancora essere poste senza che qualcuno provi a spegnerle.
Perché il buio non comincia quando mancano le lampadine.
Comincia quando il potere decide che una domanda deve restare senza luce.
Walter Trani
Coordinatore di Grottaglie Rinasce