10/06/2026
Mattia Giorno Pd: “Da Urso ennesima occasione sprecata. Passerella a Taranto senza risposte sulla più grande vertenza industriale italiana”*
Lo sviluppo e la crescita di Vestas sul territorio sono un’occasione importante che ci vede tutti soddisfatti e disponibili a costruire ulteriori e più solide collaborazioni.
Ma la presenza del ministro Urso è sembrata quasi una puntata di Scherzi a parte: nessun riferimento sostanziale al tema dell’ex Ilva, se non un fugace passaggio in apertura con i giornalisti. La più grande vertenza occupazionale e industriale d’Europa lasciata lì, sul tavolo, come se non rappresentasse più un problema.
Nessuna risposta, nessuna proposta, nessuna prospettiva per oltre 10 mila lavoratori e per le aziende dell’indotto. E nessun incontro specifico con i sindacati.
Non una parola rivolta alla città sul futuro dell’acciaieria e su tutto ciò che ne consegue, dall’ambiente alla salute allo sviluppo.
È passato un anno dal goffo tentativo del ministro di attribuire al Comune e alla Provincia la responsabilità della confusione che circonda il dossier. La verità, però, è che gli unici ad apparire confusi sono coloro che governano il Paese e che, ancora oggi, non hanno una strategia chiara per risolvere questa crisi. E intanto Taranto vive una condizione di precariato e difficoltà economiche senza precedenti; per non parlare delle questioni generazionali.
Errori, promesse mancate, investitori annunciati e mai arrivati, mentre si continuano a mettere milioni di euro sul tavolo senza una prospettiva concreta e con il rischio reale che, a breve, queste risorse non possano più essere impiegate. E a quel punto sarà il caos.
Comprendiamo l’importanza dei Giochi, la necessità di fare squadra e di lavorare per la città, siamo i primi a crederci e a farlo. Ma tra poco più di due mesi tutto questo sarà alle spalle e torneranno al centro le questioni più urgenti e delicate, a partire proprio dall’ex Ilva e dal futuro della città.
Il Governo ci metta la faccia. Giorgia Meloni venga a Taranto a parlare di acciaio, ambiente, lavoro e futuro: un confronto che, in quattro anni di governo, non ha mai voluto affrontare direttamente con la città.