05/11/2020
SUBIACO - Fogazzaro accolto a Subiaco tra punizioni papali agli alti prelati
Lo scrittore Antonio Fogazzaro, che scrisse più di un secolo fa il suo celebre romanzo "Il Santo", ambientato nell'Alta Valle dell'Aniene, all'epoca suscitò non pochi mal di pancia all'interno delle alte gerarchie ecclesiastiche, ed uno dei motivi di questi borborigmi fu la calorosa accoglienza che lo scrittore ebbe proprio a Subiaco.
L'11 marzo del 1906 infatti, Fogazzaro visitò Subiaco, ed al suo arrivo venne accolto da una forte manifestazione di affetto: secondo le cronache dell'epoca, le finestre di molte case esposero il tricolore, ed una folla si recò presso la stazione ferroviaria di Subiaco, attendendo l'arrivo del treno che trasportava lo scrittore.
Al suo arrivo Fogazzaro venne accolto da uno scrosciante applauso, ed entrò nella cittadina tra cordiali acclamazioni. Il senatore Fogazzaro, che era giunto assieme al duca Leopoldo Tolonia, al consigliere comunale di Roma Staderini, il prof. Barzellotti dell'Università di Roma, i professori Princivalli e Molajoni assieme a molti altri.
Tutti assieme si recarono alla prospicente Villa Scarpellini, dove ad attenderli vi era il conte Attilio Scarpellini, già molte volte eletto Sindaco di Subiaco ed in quei giorni in carica come Consigliere Provinciale.
La Villa per lìoccasione venne addobbata tutta con corone di alloro, e nel fondo del salone, si trovava una corona di alloro cn al centro la scritta:"Marzo 1906 - A Antonio Fogazzaro il saluto augurale di Subiaco".
Su un tavolo stile impero di colore verde-oro, era stato posto un album contenente 50 fotografie di Subiaco corredate da 200 firme degli ammiratori dello scrittore.
Il cav. Angelucci diede il benvenuto allo scrittore offrendogli l'album, ringraziandolo dell'onore riservato a Subiaco parlandone nel suo romanzo, augurandosi che venga presto un altro suo lavoro ispirato dalla Valdaniene.
Fogazzaro accettò l'augurio, affermando di ricordare queste ore liete che lo confortavano dalle asprezze rivoltegli dalla critica.
Poi, venne tenuto un pranzo con cento coperti nella sala principesca dell'Albergo Aniene. A questo banchetto prese parte anche monsignor Jella, autorizzato a parteciparvi dal cardinal Macchi, suo superiore diretto.
Jella brindò al Fogazzaro, pur mantenendo alcune riserve sul contenuto religioso de Il Santo.
Ma questo non gli bastò per sfuggire alle ire pontificie: il maggiordomo d'ordine del Papa mons. Bisleti, gli comunicò infatti che era stato radiato dall'elenco dei camerieri segreti d'onore del pontefice; mons. Jella si recò immediatamente a Roma per avere udienza in Vaticano, ma non gli venne concessa.
Foto dei il "Gruppo di Subiaco" scattata l'11 marzo 1906