11/03/2026
SCUOLA MEDIA: dopo 8 anni siamo ancora al punto di partenza.
Chi passa davanti alla scuola media Garibaldi lo vede ogni giorno: un cantiere fermo, tre pareti messe in croce e poco più. Quella che doveva essere la nuova scuola del nostro territorio è diventata l’immagine di un’opera incompiuta. E un quadro estremamente preoccupante è emerso durante la riunione del 20 febbraio presso l’Ufficio Scolastico Territoriale di Arezzo, convocata proprio per fare il punto sulla situazione.
Il progetto è del 2018. Gli studenti sono stati trasferiti nella sede provvisoria nel gennaio 2019 e dovevano restarci poco tempo. Oggi, dopo sette anni, quella sede temporanea è ancora la loro scuola: un capannone industriale adattato, non certo progettato per ospitare attività didattiche.
Eppure, nonostante tutto, la scuola continua a fare un lavoro eccellente. La dirigente scolastica e gli insegnanti stanno portando avanti un progetto innovativo basato sul modello DADA (Didattiche per Ambienti di Apprendimento). Un impegno che merita rispetto, soprattutto se svolto in spazi nati per tutt’altro scopo.
Ma la situazione sta diventando sempre più difficile e la scuola sta già perdendo iscritti, perché molte famiglie non si fidano più di una situazione senza certezze.
I lavori dovevano terminare nel 2023. Invece nel settembre 2025 il contratto con l’impresa è stato risolto per inadempienze e il cantiere è rimasto fermo.
Oggi ci sarebbe anche un’impresa pronta a subentrare, ma al 20 febbraio 2026 non risultano ancora atti per riaffidare i lavori, tanto che l’Ufficio Scolastico ha dovuto convocare i Comuni per sollecitare una soluzione.
Nel frattempo i costi sono aumentati: serviranno tra 800 mila e 1,5 milioni di euro in più. Il fondo statale non è stato rifinanziato e quindi i Comuni dovranno trovare le risorse.
E qui emerge un altro problema: la situazione finanziaria di Subbiano non è certo florida. Negli ultimi anni il Comune ha acceso mutui per circa due milioni di euro per il tennis e per il palazzo comunale, mentre nel bilancio non è stata prevista alcuna risorsa per la scuola, nonostante il rischio di dover contribuire al completamento dell’opera fosse concreto.
Capolona è il Comune capofila, ma Subbiano è comproprietario della scuola e avrebbe dovuto vigilare sull’andamento dei lavori.
Ancora più grave è l’atteggiamento del Sindaco di Subbiano: invece di cercare una soluzione, ha sollevato un cavillo legato alla registrazione di un atto del 1979 per sostenere che il Comune non può accendere un mutuo.
Peccato che per oltre quarant’anni Subbiano abbia partecipato alle spese della scuola senza che questo problema fosse mai stato sollevato.
Il rischio è concreto: l’opera potrebbe restare incompiuta.
E c’è una scadenza che non possiamo ignorare: i lavori devono terminare entro il 30 settembre 2027, altrimenti verrà perso anche il finanziamento BEI.
Dopo otto anni di attesa, studenti, famiglie e insegnanti meritano risposte, non cavilli.