14/09/2023
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 moriva esule a Ravenna Dante Alighieri , dopo la cacciata da Firenze per motivi politici.
Ed è a Ravenna che , ancora oggi , è possibile visitare il sepolcro che contiene le sue spoglie , presso la Basilica di San Francesco.
Qui c'è il tempietto , che è monumento nazionale, costruito in una zona di silenzio denominata “zona dantesca ".
La storia delle spoglie dantesche è davvero molto lunga e particolare...
Il giorno dopo il decesso, Dante fu sepolto all’interno del sarcofago in cui ancora oggi giace, ma Firenze iniziò reclamare le spoglie del suo illustre cittadino, soprattutto quando furono nominati papi i fiorentini Leone X e Clemente VII.
Leone X inviò perfino una delegazione a Ravenna a recuperare i resti di Dante, ma ebbe una br**ta sorpresa: il sarcofago era vuoto.
Attraverso un buco , che dal chiostro raggiungeva la tomba, i frati francescani avevano , infatti, trafugati i resti per metterli in salvo che rimasero in possesso del loro convento.
Anche una seconda volta i frati tolsero le ossa dall’urna originaria per nasconderle: accadde nel 1810, in pieno periodo napoleonico.
La cassetta fu murata nell’oratorio e nessuno ne seppe più nulla.
Per anni, chi faceva visita alla Tomba di Dante faceva visita , in realtà , ad una tomba vuota.
Fino a quando, il 27 maggio 1865, un operaio nell'eseguire dei lavori ritrovò quell’urna.
Uno studente ne tradusse l’iscrizione che vi era apposta e dichiaro' che le ossa di Dante erano lì, non nella tomba!
La salma fu, allora, ricomposta ed esposta al pubblico in una teca di cristallo per essere tumulata, in seguito , nel tempietto che oggi possiamo ammirare.
Firenze , purtroppo, non potè far altro che arrendersi, pertanto , venne costruito un secondo tempietto nella Basilica di Santa Croce a Firenze raffigurante Dante che , pensoso, è innalzato a gloria dall’Italia mentre la Poesia, guardando al sarcofago, piange.
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