Cinquepani

Cinquepani Fraternità Gesù Risorto, Casa di Preghiera di Tavodo, Trento Italy Riuniti nel mio nome).

Siamo in tutto sei fratelli, di cui due sacerdoti diocesani, e quattro sorelle; viviamo in una Casa di Preghiera diocesana, vicino a Trento, a Tavodo, paese che conta circa cento abitanti. Qui cerchiamo di vivere la nostra sequela a Gesù e il servizio che il Padre Vescovo ci ha affidato: “Procurare alla Chiesa un luogo di silenzio, preghiera e carità, un luogo dove si possa contemplare e condivide

re la vita della prima Chiesa di Gerusalemme” (cf. Nella Casa accogliamo le persone, non solo della nostra diocesi, che desiderano trascorrere un tempo di intimità col Signore Gesù: può trattarsi di un’ora come di un giorno o di una settimana, secondo le esigenze delle singole persone; cerchiamo di offrire loro il servizio della nostra preghiera comunitaria, cui possono partecipare, il nostro silenzio, perché Gesù possa parlare loro, la guida spirituale e l’introduzione all’ascolto della Parola, ed anche dei corsi di Esercizi Spirituali, un servizio semplice per la cucina in un ambiente povero ed essenziale.

04/06/2026

68 “Che cosa intendi per conversione, abba?” domandò il giovane. Rispose Davide: “Conversione? È ciò che serve per cambiare il mondo! Quando ci convertiamo, invece che ragionare e agire come Adamo, ragioniamo e agiamo come Gesù. Tutto qui. Puoi anche dire che la conversione consiste nel cambiare linguaggio: di usare quello di Caino, e impariamo quello di Abele. Oppure: conversione è essere liberi dai regni del mondo per far parte del regno dei cieli, disgustarsi dei regni del mondo e di ciò che offrono, per immergerci con gioia nei beni del regno di Dio”.

02/06/2026

67 E continuò: “Quando incontro chi pare ambiguo o malvagio, temo possa influenzarmi negativamente. So però anche che potrebbe essere influenzato lui dallo Spirito che è in me. È per questo che ho ricevuto e cerco di ricevere ogni giorno lo Spirito Santo! Quando egli è in me, si effonde da me senza che io me ne accorga e senza che io faccia niente. Invece di aver paura, ricorderò che, grazie a Gesù, posso essere abitato dallo Spirito di Dio, che non resta inoperoso: mi custodisce e mi adopera. Quando Gesù dice: «Voi in me e io in voi» (Gv 14,20), non è proprio questo che vuol dire? Se avessimo paura ci sgriderebbe, come ha sgridato i discepoli quando lo hanno svegliato sulla barca piena d’acqua. Chi incontra lo Spirito Santo che è in me potrà convertirsi”.

31/05/2026

66 “La conversione è sempre necessaria: ci è affidato il compito o la missione di cambiare il mondo, ma non siamo ancora santi a sufficienza!”, disse ancora abba Davide. Il primo dei giovani intervenuto pareva preoccupato, tanto che disse: “Il mondo è pieno di persone negative. Io ho paura di incontrarle. Può pregare per me, abba, perché queste persone non influiscano negativamente sulla mia vita, sul mio lavoro e sulle mie relazioni?”. Davide rispose con decisione: “No, non pregherò per questo. Pregherò invece perché tu, che porti in te Spirito Santo, con il suo frutto influisca su coloro che ti circondano: da te, essi potranno ricevere pace, mitezza e santità, e l’avvio alla conversione”.

29/05/2026

65 Anche abba Dario intervenne. “Aver bisogno di salvezza significa aver bisogno di Gesù, salvezza di Dio. Se il ringraziare mi avvicina a lui, posso cantare: alleluia! Quando ringrazio qualcuno, riconosco che quella persona è più importante di me, è un dono di Dio. Quando ringrazio divento semplice, e anche umile”. Abba Damiano godeva di tutto questo colloquio. Aggiunse: “Ringraziare il Padre, e con lui Gesù, è semplicemente ciò che lo Spirito Santo continua a suggerire al nostro cuore e alla nostra mente. In tal modo riesce a cambiare i nostri desideri, e così ci converte”.

27/05/2026

64 “Ringraziando scopro che spariscono le eventuali invidie del cuore, si attenuano le gelosie, divento incapace di criticare e di condannare! È davvero fonte di salvezza ogni grazie che penso e che pronuncio. E non solo spariscono i sentimenti negativi, ne arrivano di buoni e costruttivi. Mi ritrovo desideroso di amare chi non amavo, semplice nel pensare le situazioni, libero e forte. «È fonte di salvezza rendere grazie sempre e dovunque a te…»: me lo ripeto anche dopo la celebrazione in cui queste parole sono state proclamate!”.

25/05/2026

63 Damiano completò: “Hai avuto una soddisfazione? Ringrazierai. Sei riuscito a completare il tuo lavoro? Ringrazierai il Padre. Qualcuno ti ha fatto dei complimenti? Ringrazierai. I tuoi figli e il tuo coniuge ti ammirano e sono fieni di te? Ringrazierai Gesù. È riuscita un’iniziativa parrocchiale proposta da te o da te completata? Ringrazierai il Signore. Come il ringraziare attenua le sofferenze, così aggiusta pure le gioie, affinché non siano l’occasione per compiacerci di noi stessi. Il pericolo della vanagloria è sempre presente, ed è facilissimo assecondarlo. Rovinerebbe non solo il nostro cuore, ma anche le relazioni con chi ci ama e ci stima”.

24/05/2026

Hai ricevuto Spirito Santo?
Se rispondo sì, ti sto mentendo.



Lo Spirito «è come il vento»:

posso solo continuare a riceverlo,

e mai posso dire di possederlo.

Gesù lo soffia sui Dodici.

Io starò davanti a Gesù

per accogliere in ogni istante

il suo soffio.

23/05/2026

62 Abba Damiano ascoltava. E poi disse: “Grazie. Così faceva anche il re Davide, quando cantava i Salmi. Ringraziare non è solo buono e giusto perché nostro dovere, ma è davvero «fonte di salvezza». Ti senti triste? Ringrazierai. Ti dà fastidio la tal persona? Ringrazierai. Hai ricevuto un dispiacere? Ringrazierai. È avvenuto un contrattempo che rovina i tuoi programmi? Ringrazierai: Dio sa il perché. Ti sei ammalato? Ringrazierai. Ti senti inutile? Ringrazierai ancora. Hai rotto qualcosa di prezioso? Il ringraziare attenua i dispiaceri. In ogni momento abbiamo bisogno di salvezza, perciò in ogni occasione ringraziamo!».

21/05/2026

61 “Non mi preoccupo più di chiedere a Dio salute e benessere per me o per altri: questo lo faccio saltuariamente. Sto imparando a rendere grazie. E imparo non tanto a ringraziare per quanto il Signore ha dato a me o a noi: lo sguardo sarebbe ancora rivolto a me stesso o alle cose di cui io penso di aver bisogno. Cerco di imparare a ringraziarlo perché lui c’è, perché ci ama tutti, perché è santo, buono e fedele, perché è misericordioso e perdona, perché ci aspetta, perché tiene nelle sue mani la mia vita e la storia del mio popolo. Lo ringrazio perché ha mandato Gesù, e ringrazio Gesù perché ha ubbidito al Padre ed è venuto. Mi accorgo che così arrivo ad apprezzare anch’io l’ubbidienza”.

19/05/2026

60 Abba Davide, contento, aggiunse: “Nella Liturgia preghiamo: «È cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie a te». Fino a qualche tempo fa non badavo a questa frase. Adesso mi risuona spesso. Se rendere grazie è fonte di salvezza, perché mi preoccupo di altre preghiere? Non è la salvezza che cerco? Non è la salvezza la grazia che il Signore mi vuol donare? Non è la salvezza il regalo più bello che tutti possono ricevere? Non è la salvezza ciò di cui tutto il mondo ha bisogno? Renderò grazie sempre e in ogni luogo: è fonte di salvezza!”.

Indirizzo

Stenico

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Cinquepani pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi