La Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo è situata nella parte orientale della regione Friuli Venezia Giulia lungo l’ultimo tratto del corso del fiume Isonzo. Il principale punto d’interesse della Riserva è costituito dall’Isola della C**a, ambito in cui nel tempo sono stati effettuati numerosi interventi di ripristino ambientale e dove sono concentrate le principali infrastrutture ded
icate alla fruizione come il centro visite, la foresteria, il bar, i sentieri, gli osservatori, i capanni per la fotografia ed il maneggio per i cavalli. Due sono i sentieri che si snodano all’interno della C**a, lungo i quali sono situati gli osservatori e i punti di osservazione: il sentiero ad anello, più breve (tempo di percorrenza circa 45 minuti) che permette di raggiungere l’Osservatorio della Marinetta e tramite un percorso circolare attorno ai ripristini riporta al Centro visite e il sentiero del Mondo unito che porta ai prati del Biancospino, al Mezza C**a ed alla Foce (tempo di percorrenza circa 3 ore andata e ritorno). La Riserva si estende nell’estremo orientale della pianura padana e comprende l’ultima parte del settore fluviale di alta pianura, caratterizzato da alluvioni ghiaiose, e i settori di bassa pianura con suoli prevalentemente limosi, sede delle vaste bonifiche del ‘900. Nella parte più meridionale dell’area si trova l’intero ambito di foce, ancora in buona parte palustre, caratterizzato dalle alluvioni argillose salmastre e salse (di golena, barena e velma) e dai depositi sabbiosi della barra di foce che emergono con alcuni isolotti. Il principale punto d’interesse della Riserva è la parte finale denominata “Isola della C**a”, zona nella quale sono stati effettuati una serie di interventi che hanno portato alla creazione di una palude temporanea d’acqua dolce, denominata “il Ripristino”. Questi interventi, assieme all’istituzione della Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo nel 1996 e il varo di un programma di ricostruzione delle infrastrutture e di ulteriori rinaturazioni, hanno incrementato notevolmente il numero delle specie legate agli ambienti umidi ed in particolare l’avifauna per la quale si segnala la presenza di oltre 320 specie di uccelli fra migratori, svernanti, estivanti e stazionari. Un altro sito decisamente interessante si trova nella parte più orientale della Riserva ed è l’area di Punta barene e del Bosco Alberoni. Punta barene si trova a sinistra del canale di Quarantia ed offre un punto panoramico straordinario sul golfo di Panzano lo sguardo può spaziare dal castello di Duino a quello di Miramare. Il Bosco Alberoni rappresenta un relitto di bosco planiziale costiero dove si può incontrare il Picchio nero, specie normalmente legata ai boschi alpini e prealpini, che qua nidifica al livello del mare. Nei pressi della foce del fiume Isonzo, in sinistra orografica, è presente l’area del Caneo caratterizzata da un’estensione notevole di canneti e scirpeti, importante dormitorio per il Falco di palude e l’Albanella reale. Nell’area sono presenti una struttura ricettiva privata, una torretta per l’osservazione degli isolotti alla foce, un piccolo villaggio di pescatori ed una pista ciclabile che porta a Grado passando per la Riserva naturale regionale Valle Cavanata. Per chi vuole visitare le parti meno note della Riserva, ma altrettanto interessanti, è consigliabile sicuramente la golena dell’Isonzo posta nella parte settentrionale della Riserva. Si può facilmente accedere dal Ponte di Pieris (GO) o da Fiumicello (UD) per poi procedere lungo strade campestri. Gli elementi d’interesse sono dati dai boschi golenali, dai rami abbandonati del fiume e dalla presenza di specie interessanti come lo Smergo maggiore, il Picchio nero, il Falco pecchiaiolo ed il Lodolaio.