02/05/2026
Restiamo colpiti, ma non sorpresi. Ancora una volta si tira in ballo chi non c’è più. Sempre lì. Sempre allo stesso punto. E sia chiaro: non siamo noi. Non lo abbiamo mai fatto. E non inizieremo oggi. Per rispetto. Di una persona che ha lottato. E di una famiglia che merita silenzio, non strumentalizzazioni.
Chiamarlo “sciacallaggio politico” mentre lo si pratica è una contraddizione quasi imbarazzante. Noi, da minoranza, avremmo avuto mille occasioni per scendere a quel livello. Non lo abbiamo mai fatto. Mai. Perché il rispetto, quello vero, non si usa a intermittenza.
Il punto, però, è un altro. Ed è quello che si evita accuratamente. Perché mentre si parla d’altro, si copre il fatto vero: modi inaccettabili, toni arroganti, un atteggiamento incivile del Vicesindaco nei confronti di una consigliera. Questo è successo. Il resto è fumo.
E poi i toni, quelli con cui siete abituati a liquidare tutto: “vergognatevi”, “porcheria”. Quando gli argomenti finiscono, si alza la voce. Classico. Si parla tanto, si dice poco. E spesso senza neanche pesare le parole. Eppure sapete benissimo a cosa ci riferivamo. Ma è più comodo strumentalizzare che rispondere.
Perché qui c’è poco da girarci intorno: due dimissioni in pochi giorni. “Perdere pezzi” non è un’opinione. È matematica. E dentro quelle dimissioni ci sono parole che pesano: esclusione, margini, zoccolo duro. Provate a spiegare questo, senza cambiare discorso. Altro che maggioranza solida.
E sia chiaro anche un altro punto: diffidiamo chiunque dall’attribuirci parole o frasi che non ci appartengono. Non accettiamo ricostruzioni comode da usare contro di noi. Questo sì è un modo scorretto di fare politica. Ed è su questo che qualcuno dovrebbe vergognarsi.
Quanto al resto, colpisce un passaggio: quello del “brandello di carne”. Un’immagine forte. Che dice più di quanto si voglia ammettere. Perché significa che, pur di salvarsi, si era pronti a sacrificare qualcuno. Poi, però, si è fatto un rapido conto… e si è capito che non c’erano panchinari.
La verità è semplice, anche se fa male: quando il merito diventa scomodo, si cambia argomento. Ma i fatti restano. E quando restano, prima o poi presentano il conto. E no, stavolta non si può far finta di niente.
P.S. Ci piacerebbe capire, per trasparenza, chi sarebbero questi “cittadini” descritti come persone che “banchettano con offese e ingiurie” o che si “accalcano su un presunto ca****re politico”.
Perché una cosa è certa: questa è una considerazione grave. E soprattutto offensiva.
Bella idea avete dei cittadini. Davvero.