04/09/2026
CONSIGLIO COMUNALE DEL 1° SETTEMBRE 2026
————————————-
Ogni qual volta il dibattito consiliare tocca le criticità dell'amministrazione — dalle scuole al bilancio, fino al decoro urbano — il Primo Cittadino evita il merito e si rifugia nel racconto di venti o trent'anni fa. Rievocare il passato non è una difesa ma è la confessione di non avere argomenti per giustificare il presente.
Ci si accusa quasi fosse un limite l'appartenenza a Fiore di Lino per Soveria, una storia politica che ha contribuito a guidare il paese e a realizzare quel modello di comunità che oggi molti cittadini rimpiangono.
Da una parte c'è chi tenta di liquidare quell'esperienza evidenziandone solo i limiti pur avendo amministrato per due terzi degli ultimi quindici anni — compreso un quinquennio caratterizzato dalle straordinarie opportunità del PNRR, rimaste in gran parte inespresse.
Dall'altra parte ci siamo noi che abbiamo guidato un ricambio generazionale nei fatti, con la serietà di chi sa bene che ogni percorso amministrativo porta con sé successi e inevitabili imperfezioni. Non rinneghiamo ciò che è stato, ma da quegli errori abbiamo tratto la maturità per fare meglio.
L’ultimo Consiglio Comunale ha messo in luce una gestione amministrativa che oscilla tra annunci trionfalistici e scorci di realtà ben più inquietanti.
🟢PARCO BIVIO BONACCI
Ci fa quasi sorridere (se non ci fosse da piangere) scoprire improvvisamente che il Primo Cittadino ha tanto a cuore la tutela e la valorizzazione del verde pubblico, fino a destinare 100 mila euro per un parco a Bivio Bonacci. Dov’era questa viscerale passione per la natura quando, tra i primi atti d'impatto di questa amministrazione, si è assistito alla sostanziale desertificazione dell’area della Colonna, soffocata e circondata da una distesa di sassi bianchi? O quando si è proceduto al taglio dell’albero in piazza Bonini?
Ci stupisce, ed è a dir poco paradossale, lo spettacolo che si presenta agli occhi di chi vive Soveria. Ci sono intere aree urbane e periferiche che giacciono completamente invase dalle erbacce, abbandonate all'incuria e al degrado. E la giustificazione che ci viene propinata ogni volta è sempre la solita nenia: "non c’è personale, manca l’acqua, non ci sono risorse".
E allora la domanda sorge spontanea e disarmante: se non si hanno la capacità o i mezzi per estirpare le erbacce che devastano i nostri marciapiedi, come si può pensare di garantire la cura, la tutela e la gestione costante di un intero parco?
L'idea di trasformare il parco al Bivio Bonacci in un hub attrattivo per il turismo, con area camper e zona pic-nic, è indubbiamente suggestiva e condivisibile nelle intenzioni.
Tuttavia, lascia stupefatti l'improvviso cambio di rotta di un'amministrazione per la quale il turismo non è mai parso figurare tra le priorità strategiche.
Abbiamo appena lasciato alle spalle il mese di Agosto, un periodo che ha visto la presenza di diversi turisti a Soveria, i quali si sono però trovati immersi nella desolazione più totale, in assenza di un programma coordinato di attività, attrattive ed eventi capaci di accoglierli e trattenerli.
Sorprende dunque che, dopo anni di disinteresse e all'indomani di un'estate trascorsa sottotono, spunti all'improvviso una folgorante attenzione per il verde e la ricettività. Ben vengano i progetti di valorizzazione, ma resta il forte dubbio che si tratti di una sensibilità maturata SOLO PER ESIGENZE DI CALENDARIO ELETTORALE piuttosto che di una vera e meditata visione di sviluppo.
A questo punto la domanda la rivolgiamo direttamente a voi cittadini: come si può credere a chi si ricorda del turismo e del verde a pochi mesi dalle elezioni, quando poi la quotidianità di Soveria è fatta di erbacce dimenticate, distese di sassi, assenza di programmazione culturale e zero sostegno alle associazioni e ai movimenti che volontariamente si spendono per rendere il nostro paese accogliente?
🔵EDILIZIA SCOLASTICA
Uno dei passaggi più critici dell'assise ha riguardato il destino dei nostri studenti. L'opposizione, con il consigliere Anastasio, ha espresso la fortissima e legittima preoccupazione per un mondo scolastico lasciato letteralmente in un "limbo" alle porte del nuovo anno: cantieri ancora aperti, forti preoccupazioni sui tempi delle certificazioni per l'Agraria e nessun piano di riserva concreto e immediato per la collocazione dei ragazzi.
La questione della sistemazione degli studenti richiede un'analisi seria e priva di retorica, specialmente ora che è stata comunicata la consegna dei lavori e si attende l'avvio imminente dei cantieri. Il problema immediato e stringente riguarda in particolare i ragazzi della scuola media, per i quali occorre garantire una sede idonea e una continuità didattica priva di disagi.
Non possiamo permetterci di sottovalutare i rischi: abbiamo già sotto gli occhi l'esempio dei ragazzi dell'Istituto Agrario, costretti a spostarsi a Decollatura. Il pericolo concreto è che, in assenza di una pianificazione tempestiva, altre scuole siano costrette ad "emigrare" verso i comuni vicini, con pesanti ripercussioni sulle famiglie e sul tessuto sociale ed economico del nostro territorio.
Si tratta di un nodo che dimostra, ancora una volta, la scarsa visione strategica di chi governa. In passato, di fronte a prospettive di questo tipo, si era avviato un confronto concreto e istituzionale con gli enti preposti per recuperare e rifunzionalizzare l'immobile dell'ex Comunità Montana, individuando una soluzione strutturale, pubblica e a beneficio di tutta la comunità.
Purtroppo, la mancanza di continuità e di programmazione di questi anni ci pone oggi di fronte a emergenze che si sarebbero potute governare per tempo.
La reazione della Vicesindaca Pascuzzi? Un goffo e stizzito tentativo di arroccarsi dietro i soliti slogan sulla "priorità dell'edilizia scolastica", accusando la minoranza di ignorare la realtà e fare polemica.
Ma la Vicesindaca scambia la presenza dei cantieri con l'efficienza della pianificazione, perché avere cantieri aperti senza sapere con certezza logistica dove far sedere gli studenti non è un vanto, è la definizione esatta di limbo. Si sbandierano numeri e finanziamenti, ma quando le famiglie chiedono garanzie pratiche, la risposta è una stizzita difesa d'ufficio.
🟡LE LUMINARIE
Fa riflettere la scena a cui abbiamo assistito in aula a proposito della variazione di 5.000 euro inserita in bilancio per le luminarie. Il Primo Cittadino è parso quasi infastidito e contrariato dall'idea che il Comune debba sostenere questa spesa. Secondo la sua visione — chiaramente esternata in Consiglio — l'illuminazione e gli addobbi festivi dovrebbero essere una prerogativa ESCLUSIVA DEI COMMERCIANTI E DELLE LORO ASSOCIAZIONI , proprio come sostiene avvenga in tanti altri Comuni.
Nonostante questo evidente fastidio ideologico, il Sindaco ha finito per cedere e mettere a bilancio questi soldi quasi controvoglia. E allora la domanda sorge spontanea: come mai questo "sacrificio" dal sapore quasi forzato arriva proprio adesso? Perché proprio a ridosso delle imminenti elezioni comunali ci si ricorda delle luminarie e delle tradizioni cittadine, andando in aperto contrasto con le proprie stesse convinzioni?
È bene rinfrescare la memoria a chi governa. In passato le amministrazioni trovavano soluzioni concrete per sostenere gli eventi attingendo a specifici finanziamenti per le attività culturali (come il progetto "Essere a Soveria"), sfruttando regolarmente le voci relative ad attrezzature e servizi per non gravare interamente sulle casse comunali.
Al contrario, in 10 anni l'amministrazione di "Uniti per Soveria" non ha mai presentato una sola domanda per intercettare bandi o finanziamenti di questo tipo, dimostrando una totale incapacità di programmazione.
A questo si aggiunge l'inestimabile valore dei contributi volontari, un impegno spontaneo e virtuoso portato avanti dai cittadini e dai vari comitati festa.Un patrimonio che non va assolutamente sminuito o trattato con sufficienza, ma anzi ringraziato e valorizzato come vero pilastro della nostra comunità.
🔴TARI: CONTI CHE NON TORNANO
Un altro passaggio critico riguarda la gestione della TARI e della spesa per la raccolta differenziata. Dal 2021 ad oggi, l'ammontare reale dei costi sostenuti per il servizio Porta a Porta supera ampiamente il PEF approvato, generando uno squilibrio annuale costante compreso tra i 150.000 e i 200.000 euro.
Mentre le tariffe a carico dei cittadini arrivano a coprire a stento il 50-60% dei costi effettivi, ci si chiede con quale alchimia di bilancio si continui a rattoppare questo buco sistematico senza affrontare alla radice l'inefficienza della spesa e senza offrire risposte chiare sulla tenuta finanziaria del Comune.
🟤MANUTENZIONE STRADE
Sullo stesso tono si inserisce la scelta di stanziare 10 mila euro per la manutenzione delle strade. Il classico e trasparente tentativo dell'ultimo minuto per recuperare qualche consenso tappando buche qua e là.
Ciò che si tace, tuttavia, è che quelle risorse andrebbero prioritariamente destinate a copertura delle somme urgenze impegnate per i ripristini a seguito dell'alluvione.
Di fronte a interventi già eseguiti ed esborsi sostenuti dall'Ente per circa 22.800 euro, il rimborso riconosciuto dalla Protezione Civile è stato solo parziale (pari a circa 12.400 euro). Invece di sanare questo disallineamento e coprire responsabilmente le spese rimaste scoperte, si preferisce la politica della vetrina e dei piccoli asfalti elettorali.
➡️ La differenza tra amministrare e fare campagna elettorale sta tutta qui.
Amministrare significa programmare per tempo, intercettare bandi quando ci sono, pianificare i cantieri prima che suoni la campanella, dare dignità al verde pubblico tutti i mesi dell'anno e gestire i tributi e le emergenze senza lasciare debiti o buchi nell'ombra.
In rincorsa, invece, si fa altro. Si mettono pezze a ridosso del voto, si riscoprono le luminarie dopo anni di disinteresse, si improvvisano parchi, si asfaltano buche strategiche e si risponde con la stizza a chi chiede semplicemente risposte per i propri figli.
Soveria non ha bisogno di fuochi d'artificio dell'ultimo secondo per coprire dieci anni di ritardi.
Ha bisogno di visione, di competenza e di rispetto per i cittadini.
E noi di Fiore di Lino per Soveria siamo qui per dimostrare che un altro modo di governare questa comunità non solo è possibile, ma è ormai diventato INDISPENSABILE.