Commissione per le pari opportunità "Raffaela Calitri"

Commissione per le pari opportunità "Raffaela Calitri" Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Commissione per le pari opportunità "Raffaela Calitri", Organizzazione politica, Piazza Municipio, Soriano Calabro.

Il nostro impegno nell'onorare la memoria di Giovanni che troppo presto ci ha lasciati, dopo aver offerto alla vita ogni...
06/03/2024

Il nostro impegno nell'onorare la memoria di Giovanni che troppo presto ci ha lasciati, dopo aver offerto alla vita ogni sofferenza incontrata lungo il suo cammino terreno.
Vi aspettiamo per ascoltare la sua "Ultima lezione".
Affinché la malattia smetta di essere un tabù e la cura sia, anzitutto, medicina per l'anima.
In collaborazione con ACMO Vibo Valentia.

La cittadinanza è invitata.

L'amore... Multiforme sentimento che, nonostante il viaggio nel tempo, scopriamo giovane, ardente, geloso, umano, molto ...
11/02/2024

L'amore...
Multiforme sentimento che, nonostante il viaggio nel tempo, scopriamo giovane, ardente, geloso, umano, molto umano e vivo ❤



05/01/2024
C'era una volta e c'è ancora...🧙🏻‍♀️🧚🏻‍♀️🧜🏼‍♀️🎠🎎📖🧞‍♂️🧚🏼‍♂️🥀🍬🍭🦄𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱ì 𝟱 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲.𝟯𝟬 📌La 𝘊𝘰𝘮𝘮𝘪𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘗𝘢𝘳𝘪 𝘖𝘱𝘱...
02/01/2024

C'era una volta e c'è ancora...

🧙🏻‍♀️🧚🏻‍♀️🧜🏼‍♀️🎠🎎📖🧞‍♂️🧚🏼‍♂️🥀🍬🍭🦄

𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱ì 𝟱 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲.𝟯𝟬 📌
La 𝘊𝘰𝘮𝘮𝘪𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘗𝘢𝘳𝘪 𝘖𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘶𝘯𝘪𝘵à 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘚𝘰𝘳𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘊𝘢𝘭𝘢𝘣𝘳𝘰 legge "𝙁𝙞𝙖𝙗𝙚 𝙚 𝙍𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙖𝙡 𝙈𝙤𝙣𝙙𝙤" 📚📖

Ufficio Postale di Babbo Natale 📫🎄

I componenti della Commissione per le pari opportunità invitano tutti i bambini a seguirli nel mondo incantato delle fiabe, dove tutto è possibile.
Lasciamo fluire la fantasia sulle ali della libertà, per imparare a riconoscere nell'altro una parte di noi.

P. S.
I bambini potranno portare con loro un cuscino su cui sedere, una calza o un sacchetto vuoti da riempire con dolci sorprese. Chi volesse può indossare un accessorio a tema.

Per la ricerca di un sorriso e di un futuro.  La CPO del nostro comune aiuta la Fondazione CHOPS malattie rare. Un Gazeb...
14/12/2023

Per la ricerca di un sorriso e di un futuro.

La CPO del nostro comune aiuta la Fondazione CHOPS malattie rare.
Un Gazebo di solidarietà, per la raccolta fondi a favore della ricerca medica per le malattie rare, sarà allestito domenica 17, a partire dalle ore 10.00. Vi aspettiamo in villetta, nella piazza antistante l'edificio della Biblioteca Calabrese.

Le scelte d'amore non sono mai sbagliate. Scegliamo di donare: facciamo anche noi, insieme, un passo verso la ricerca.

Grazia a Pasquale Varì per averci coinvolti.

In cambio della vostra generosità riceverete il nostro calendario 2024 con l'augurio che sia un anno ricco di salute

06/12/2023

Carissimi tutti,
abbiamo vissuto un tempo di profonda angoscia:
ci ha travolto una tempesta terribile
e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai.
Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone
che si sono strette attorno a noi per portarci il calore del loro abbraccio.
Mi scuso per l'impossibilità di dare riscontro personalmente,
ma ancora grazie per il vostro sostegno
di cui avevamo bisogno in queste settimane terribili.
La mia riconoscenza giunga anche a tutte le forze dell’ordine,
al vescovo e ai monaci che ci ospitano al presidente della Regione Zaia e al ministro Nordio
e alle istituzioni che congiuntamente hanno aiutato la mia famiglia.

Mia figlia Giulia, era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria. Allegra, vivace, mai sazia di imparare.
Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare
dopo la prematura perdita della sua amata mamma.
Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma.
Nonostante la sua giovane età era già diventata una combattente,
un’oplita, come gli antichi soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà:
il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti.

Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro avrebbero dovuto amarle
e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi
fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita.
Come può accadere tutto questo? Come è potuto accadere a Giulia?
Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa ci coinvolge tutti:
famiglie, scuola, società civile, mondo dell’informazione…
Mi rivolgo per primo agli uomini, perché noi per primi dovremmo dimostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di genere. Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali.
Dovremmo essere attivamente coinvolti, sfidando la diffusione di responsabilità, ascoltando le donne, e non girando la testa di fronte ai segnali di violenza anche i più lievi. La nostra azione personale è cruciale per rompere il ciclo e creare una cultura di responsabilità e supporto.
A chi è genitore come me, parlo con il cuore:
insegniamo ai nostri figli il valore del sacrificio e dell’impegno
e aiutiamoli anche ad accettare le sconfitte.
Creiamo nelle nostre famiglie quel clima che favorisce un dialogo sereno perché diventi possibile educare i nostri figli al rispetto della sacralità di ogni persona, ad una sessualità libera da ogni possesso e all’amore vero che cerca solo il bene dell’altro.
Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia ci connette in modi straordinari, ma spesso, purtroppo, ci isola e ci priva del contatto umano reale.
È essenziale che i giovani imparino a comunicare autenticamente,
a guardare negli occhi degli altri, ad aprirsi all'esperienza di chi è più anziano di loro.
La mancanza di connessione umana autentica può portare a incomprensioni e a decisioni tragiche.
Abbiamo bisogno di ritrovare la capacità di ascoltare e di essere ascoltati, di comunicare realmente con empatia e rispetto.

La scuola ha un ruolo fondamentale nella formazione dei nostri figli.
Dobbiamo investire in programmi educativi che insegnino il rispetto reciproco, l'importanza delle relazioni sane e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo per imparare ad affrontare le difficoltà senza ricorrere alla violenza.
La prevenzione della violenza di genere inizia nelle famiglie,
ma continua nelle aule scolastiche, e dobbiamo assicurarci che le scuole siano luoghi sicuri e inclusivi per tutti.

Anche i media giocano un ruolo cruciale da svolgere in modo responsabile. La diffusione di notizie distorte e sensazionalistiche non solo alimenta un’atmosfera morbosa, dando spazio a sciacalli e complottisti, ma può anche contribuire a perpetuare comportamenti violenti.
Chiamarsi fuori, cercare giustificazioni, difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza e la disperazione per chiamarlo col suo nome, trasformare le vittime in bersagli solo perché dicono qualcosa con cui magari non siamo d’accordo, non aiuta ad abbattere le barriere. Perché da questo tipo di violenza che è solo apparentemente personale e insensata si esce soltanto sentendoci tutti coinvolti. Anche quando sarebbe facile sentirsi assolti.

Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il flagello della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Le forze dell’ordine devono essere dotate delle risorse necessarie per combattere attivamente questa piaga e degli strumenti per riconoscere il pericolo.
Ma in questo momento di dolore e tristezza, dobbiamo trovare la forza di reagire, di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento.
La vita di Giulia, la mia Giulia, ci è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte,
può anzi DEVE essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne. Grazie a tutti per essere qui oggi:
che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita.
Vi voglio leggere una poesia di Gibran che credo possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere:

"Il vero amore non è ne fisico ne romantico.
Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è,
è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente
coloro che hanno il meglio di tutto,
ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,
ma di come danzare nella pioggia…"

Cara Giulia,
è giunto il momento di lasciarti andare. Salutaci la mamma.
Ti penso abbracciata a lei e ho la speranza che, strette insieme,
il vostro amore sia così forte da aiutare Elena, Davide e anche me
non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto, ma anche ad imparare a danzare sotto la pioggia.
Sì, noi tre che siamo rimasti vi promettiamo che, un po’ alla volta,
impareremo a muovere passi di danza sotto questa pioggia.
Cara Giulia, grazie, per questi 22 anni che abbiamo vissuto insieme e per l’immensa tenerezza che ci hai donato.
Anch’io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano.
Io non so pregare, ma so sperare:
ecco voglio sperare insieme a te e alla mamma,
voglio sperare insieme a Elena e Davide
e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti:
voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore
fecondi il terreno delle nostre vite
e voglio sperare che un giorno possa germogliare.
E voglio sperare che produca il suo frutto d’amore, di perdono e di pace.

Addio Giulia, amore mio.
(Gino Cecchettin padre di Giulia)

02/12/2023
La mattanza non si arresta. Una, un'altra e un'altra ancora… E con loro, chissà quanti figli, il "morbo", si trascina ne...
29/11/2023

La mattanza non si arresta. Una, un'altra e un'altra ancora… E con loro, chissà quanti figli, il "morbo", si trascina nell'abisso della dimenticanza... Imponderabile dramma della vergogna.
Le vittime invisibili, i sopravvissuti, bussano alle porte della nostra coscienza con la loro " voce oltre il buio". Rivendicano di resistere all'oblio della storia e dell'orrore.

Il silenzio vibrante di emozione nella sala gremita, ha fatto da contenitore alla narrazione di una vita sacrificata sull'altare del possesso. Perché, come ci ha ricordato Pino, moderatore della serata, in chiusura: “i sentimenti si apprendono”, e il nostro muoverci nel mondo è anche espressione dell'educazione sentimentale che riceviamo.
Elisabeth Rosanò, con un racconto chiaro, sincero e delicato, ha regalato alla nostra Soriano se stessa, recuperando dal tempo, ai nostri occhi, l'immagine nitida di una bambina coi piedi immersi nel sangue del corpo martoriato di sua madre. Di una bambina separata dai fratelli, rifiutata e rimbalzata da una festa all’altra sotto mille alberi di Natale come un pacco indesiderato: rispedito al mittente, non appena le luci degli abeti venivano spente. Una bambina presentata ai suoi futuri genitori adottivi come “un guaio” sicuro. La sua voce, rotta più volte dalla commozione, è tuonata su tutti i presenti fino al fondo della sala consiliare del comune di Soriano e oltre.
Una storia incredibile che trova il suo retroterra culturale in un equilibrio ineguale di potere. Dove il padre che non sa "vederti", punta dritto al tuo cuore con tutta la violenza cieca della sua fragilità. Si muove all'interno di una ferita mai risanata, troppo vaga e antica per mostrarsi. Mai "curata".
Di chi è la colpa? Non spetta a noi stabilirlo. A noi avanzano delle risposte e resta il dovere di parlarne e impegnarci sulla strada della consapevolezza: l’unica percorribile per fare prevenzione. Mettere in rilievo che esiste un problema non ancora totalmente chiaro ed evidente nel suo manifestarsi anche prima del suo atto finale: la privazione della vita.
L’ambizioso incontro di ieri, progettato dalla CPO del comune di Soriano Calabro è stato realizzato grazie all'operosa collaborazione di un numero considerevole di persone ed esperti che per l'occasione si sono spesi con grande generosità.
Al tavolo dei relatori, oltre al moderatore, professore Pino Vitaliano, Don Danilo D'Alessandro, esperto in psicologia sociale, l'avvocata Stefania Rombolà e l'avvocato Giuseppe Di Renzo che sono intervenuti su molti aspetti della vicenda ascoltata: informando sulle norme emanate nel nostro Paese in tema di violenza di genere e commentando il caso specifico. Il pubblico attento e commosso ha lasciato la sala con qualche domanda in più. Domande di senso sulla sacralità della vita, che non è un mero concetto di fede, ma un valore che urge recuperare al più presto, come sottolineato da Don Danilo. Difficile commentare una serata forse troppo ricca: di persone e di emozioni. Tutto e altro è stato contenuto in una cornice che ha fatto del dolore palpabile estrema bellezza. I docenti di strumento musicale dell'Istituto Omnicomprensivo di Soriano: Irene La Rosa, Antonella Caglioti, Giuseppe Augurusa e Francesco Renda, con il collega Domenico Crudo, i giovani Dennis Mamone, Giuseppe Barbuto Francesco e Nunzio Crudo, ci hanno graziati della loro sublime maestria musicale per tutta la durata della serata. Sorprendente l'esecuzione del brano lirico" Dolente immagine" del baritono Francesco Crudo, esibitosi per la prima volta in un'occasione pubblica.
Ringraziamo tutte le persone intervenute, i Commissari Prefettizi che ci hanno concesso la sala consiliare, i membri della pro loco cittadina che ci hanno onorati della loro presenza. In particolare Tonino De Nardo e Rossella Monardo che ci hanno offerto un sostegno materiale mettendo a disposizione della sala sedie in uso all'associazione. L'arma dei Carabinieri che ha garantito il mantenimento dell'ordine pubblico. Ringraziamo Pasquale Varì per l'attenzione dedicata al tema attraverso documenti video e commenti. Ringraziamo l'azienda Monardo per aver omaggiato i nostri ospiti con dolci natalizi, l’Angoletto profumato di Chiara Caglioti per aver fatto dono al pubblico del fiore simbolo della lotta contro la violenza di genere: la gerbera rossa.
Mi scuso con quanti ho dimenticato.
Mi congedo in punta di piedi da tanto sentire, lasciandovi una frase che deve indurci a rispettare la vita del prossimo con l'atteggiamento di chi non guarda attraverso la lente del giudizio: “Le nostre ferite ci raccontano da dove veniamo, ma non ci dicono dove arriveremo”. Così concludeva appena ieri il suo intervento Don Danilo D'Alessandro.
Credo che l’empatia sia un valore di profonda Fede nell’Umano.

A nome di tutta la Commissione per le pari opportunità "Raffaela Calitri", Angela Varì

Il nostro impegno continua sulla strada dell'educazione ai sentimenti. Al prossimo appuntamento parleremo dei volti oscu...
24/11/2023

Il nostro impegno continua sulla strada dell'educazione ai sentimenti. Al prossimo appuntamento parleremo dei volti oscuri della violenza.

Ci sono storie che chiedono diritto di cittadinanza alla nostra coscienza. Storie obliterate dall'ombra di un dolore senza lividi che urlano dal fondo del cuore.
Abbiamo deciso di accoglierne la narrazione affinché affiorino alla coscienza di tutti le vite di orfani per mano assassina. Storie del "doppio" femminicidio.

La CPO del comune di Soriano Calabro vi aspetta martedì prossimo per parlarne insieme.

Indirizzo

Piazza Municipio
Soriano Calabro
89831

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