02/06/2026
Oggi, in occasione della festa della Repubblica italiana, il nostro Cristian Valenti è stato invitato a rappresentare la sua scuola alla celebrazione organizzata a Siracusa, cui hanno preso parte tutti i rappresentanti istituzionali, civili, militari e religiosi, della provincia.
Qui e nel video, il discorso che ha pronunciato alla Marina 👇🏻
Il 2 giugno non è una data qualunque. Non è soltanto una ricorrenza sul calendario. Il 2 giugno 1946 il nostro Paese scelse, per la prima volta, di essere libero: scelse la Repubblica.
In quel giorno, Italiani e Italiane (queste ultime per la prima volta con diritto di voto) si presentarono davanti a un’urna dopo anni di guerra, macerie e silenzi forzati. In quel gesto democratico viveva la volontà di riscatto di un intero popolo.
Da quel referendum nacque la nostra bussola: la Costituzione della Repubblica Italiana. Un testo scritto da donne e uomini che immaginarono un’Italia democratica, fondata sul lavoro, sull’uguaglianza e sul rispetto reciproco.
Ma cosa significa essere repubblicani oggi? Significa non delegare. Significa ricordare, come diceva Piero Calamandrei, che la Costituzione non è un pezzo di carta immobile: vive soltanto se continuiamo a difenderla ogni giorno, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.
La Repubblica siamo noi: nella capacità di indignarci davanti alle ingiustizie, nel pretendere un futuro per i giovani, nel difendere i diritti fondamentali e nel riconoscere nelle differenze una ricchezza.
Questo legame con la Repubblica è visibile anche nella storia della nostra città. Due siracusani parteciparono infatti alla redazione della Carta costituzionale: Bartolomeo Cannizzo, giovane avvocato ed ex studente del Liceo Classico “Tommaso Gargallo”, impegnato nella definizione dei diritti e dei doveri dei cittadini, ed Edoardo Di Giovanni, anch’egli membro della Commissione dei “75”, che contribuì all’architettura del nuovo ordinamento costituzionale dello Stato.
Ricordare oggi il loro contributo, in un tempo segnato da tensioni e conflitti internazionali, significa riaffermare che la convivenza civile può fondarsi soltanto su regole condivise, partecipazione democratica e solidarietà tra cittadini.
Per questo oggi è giusto celebrare questa giornata e dirlo ancora una volta ad alta voce: Viva la Repubblica, viva l’Italia!