26/08/2017
Progetto di scarico in mare dei fanghi del porto di Ortona: fregnacce 'un tanto al chilo' dei sig. Vito Partipilo (l'esperto del 'fango'). Il progetto è del 2015 quando lui era vicesindaco. Come amministratore non poteva non sapere, ma è rimasto rimasto in silenzio.
Ciò che afferma il sig. Partipilo, che forse non si è ancora rassegnato al fatto di non rivestire più alcun ruolo politico, è inattendibile e non corrisponde a verità.
Infatti, diversamente da quanto da lui affermato, il sito di sversamento in mare, denominato ABR01D e individuato per il progetto di dragaggio del porto di Ortona, non è stato individuato ex novo nel 2011, ma in realtà deriva dall’area di sversamento in mare già individuata nel lontano 1999 con Decreto 11559/ARS7DI/AC con denominazione diversa, ma praticamente nella medesima posizione.
Inoltre il sito di sversamento ABR01D, posizionato in mare a sud del torrente Piomba e a cui si riferisce il piano di caratterizzazione e monitoraggio redatto dall’ISPRA nel 2011, è in realtà legato alla vicenda del progetto di dragaggio del porto di Pescara e del conseguente deposito dei fanghi in mare nel predetto sito.
Vicenda della quale le principali associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, diversamente da quanto affermato sempre da Partipilo, si sono invece ampiamente occupate all’epoca dei fatti e successivamenteanche nel 2012, come si può riscontrare facilmente dalla stampa di allora.
In realtà il Progetto di sversamento in mare dei fanghi del porto di Ortona risale al 2015 ed è stato reso pubblico, sempre nel 2015, dallo stesso Comune di Ortona e dalla Regione Abruzzo. Quindi il ‘novello ambientalista’ Partipilo, invece di gettare ‘fango’ sulle associazioni ambientaliste del territorio, dovrebbe spiegare lui il suo imbarazzante “silenzio” sul progetto, visto che nel 2015 era vice sindaco del comune di Silvi, e quindi come amministratore non poteva non sapere ciò che stava accadendo difronte la costa nei pressi di Silvi. Così come dovrebbe spiegare il suo silenzio anche sulla scellerata approvazione della variante al piano regolatore che ha finito di devastare il territorio di Silvi, avvenuta per mano della sua stessa Amministrazione quando lui era vicesindaco. Dovrebbe inoltre spiegare come mai durante il suo mandato elettorale non ha detto e fatto nulla rispetto ai preoccupanti dati, rilasciati ogni anno da Goletta Verde,
sull’inquinamento della foce dei torrenti che ricadono nel territorio di Silvi. O perché non si è mai adoperato per far approvare un ‘Piano Antenne’, assolutamente necessario e urgente per la Città e i suoi abitanti.
E’ evidente che le dichiarazioni di Partipilo, che dovrebbe leggere e studiare meglio la documentazione del progetto e non limitarsi solo a copiare e incollare malamente ciò che altri hanno scritto, sono solo unosquallido tentativo propagandistico di strumentalizzare una vicenda seria, solo per poter guadagnare un briciolo di visibilità in vista della prossima campagna elettorale.
Sulla vicenda è invece importate sottolineare, come hanno in parte evidenziato le osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste e dall’AMP Torre Del Cerrano, che il DM 24.01.1996 prevede che ‘la scelta
delle zone di scarico deve essere effettuata in modo che lo scarico stesso avvenga a distanza tale da non influenzare, anche indirettamente, le aree protette’. Questa chiara prescrizione, in attuazione anche del ‘principio di precauzione’, porterà necessariamente la commissione VIA a ritenere non idoneo il sito in mare ABR01D individuato per lo scarico dei fanghi, vista la sua vicinanza all’AMP Torre Del Cerrano e vista anche la qualità e la natura dei fanghi stessi.