20/02/2026
Ieri abbiamo vissuto un momento davvero importante per la nostra Conferenza.
L’iniziativa “Educazione sessuo-affettiva: prima che sia troppo tardi”, promossa dalla Conferenza Donne Democratiche di Siena in collaborazione con Donne Insieme Valdelsa – Centro Antiviolenza e con l’Unione Comunale PD San Gimignano, è stata un grande successo: partecipazione numerosa e attenta, confronto autentico e tanti spunti di riflessione che porteremo con noi.
Parlare di relazioni, rispetto, consenso, consapevolezza ed emozioni è fondamentale per costruire una società più equa e inclusiva.
Un grazie sincero a tutte le realtà politiche e associative che hanno collaborato e reso possibile questa iniziativa.
Un ringraziamento speciale al nostro ospite, il filosofo femminista Lorenzo Gasparrini, per la profondità, la chiarezza e la passione con cui ha guidato il dialogo; alla professoressa Rossella Bracali, per aver condiviso la sua esperienza personale e per il suo impegno costante nella Conferenza Donne Democratiche di Siena, dove ricopre anche il ruolo di delegata regionale; e alla moderatrice della serata, la giornalista Barbara Amoroso Donatti, per la professionalità e la sensibilità con cui ha condotto una conversazione così attuale e delicata.
I casi di violenza tra giovanissimi, le cosiddette “liste di stupri” apparse in diverse scuole italiane, i femminicidi che hanno coinvolto ragazze molto giovani: episodi diversi, ma legati da un filo rosso comune. Una cultura delle relazioni ancora segnata dal possesso, dal controllo e dalla negazione della libertà dell’altra persona.
Per questo abbiamo ritenuto urgente aprire una riflessione pubblica sull’educazione sessuo-affettiva.
In Italia manca ancora una legge organica nazionale che la renda strutturale nelle scuole. Esistono esperienze positive, come quelle promosse dalla Regione Toscana, ma serve un impegno nazionale che garantisca a tutte e tutti pari opportunità educative.
La violenza non nasce all’improvviso: affonda le sue radici in una cultura maschilista e patriarcale che si riproduce nei linguaggi, nei social, nei modelli che interiorizziamo. Serve un’educazione che parli di consenso, rispetto dei confini, emozioni, autodeterminazione e parità.
L’educazione sessuo-affettiva è uno strumento di prevenzione, ma anche di libertà.
Chi governa non può più nascondersi dietro il timore di presunte ingerenze ideologiche, né limitarsi a esprimere dispiacere senza affrontare le cause. È tempo che l’Italia si allinei agli standard europei sull’educazione sessuo-affettiva.
Continuiamo a creare spazi di confronto e crescita condivisa.
Roberta Bemoccoli
Elisa Caruso
Giulia Braccagni
Giulia Mazzarelli
Barbara Amoroso Donatti
Rossella Bracali
Eleonora Serra
Salluce