ArticoloUno - Settimo Torinese

ArticoloUno - Settimo Torinese Articolo Uno - Sezione di Settimo Torinese E.Berlinguer Articolo 1 - Movimento democratico e progressista - coordinamento area Nord Est Torino (NET)

03/05/2021

Non si era ancora mai visto. L’azionista con oltre il 30% di un’azienda di capitale che convoca una manifestazione contro se stesso.
Lo ha fatto la Sindaca di lotta e di governo nell’ultimo Consiglio Comunale.

Per la verità non è una vera e propria novità. La suddetta già nel passato aveva dato buona prova di sé chiedendo l’accesso agli atti (come ci si può aspettare da un’impresa o da un cittadino avente interesse ma non da un’azionista di “riferimento”) delle gare per la gestione del bar, della mensa e delle manutenzioni aggiudicate con procedura ad evidenza pubblica dalla Società SAAPA SpA. Ovviamente non ci fu seguito all’iniziativa.

Non soddisfatta di questa innovativa modalità di interpretare il ruolo di azionista si era poi esibita in interviste e presidi davanti all’Ospedale aventi lo scopo di alimentare, in piena pandemia COVID, una vera e propria sistematica campagna di propaganda (a cui si era dedicato con passione e foga il suo sempre più nutrito staff di comunicatori) sui social, in TV, sui giornali locali e il cui apice fu una denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti dell’Amministrazione e della Direzione Sanitaria di SAAPA relativa a presunte inadempienze in ordine alla gestione delle misure di sicurezza per il trattamento dei pazienti COVID. Seguirono numerose visite ispettive di diversi organi di controllo, tutte con esito positivo e senza nessun addebito.

Il TG3, a seguito di uno di questi presidi con relativa intervista dell’azionista Sindaca arrivò a definire quello di Settimo “l’Ospedale della morte” seppure i tassi di mortalità fossero decisamente al di sotto della maggior parte delle altre strutture ospedaliere e di lungo degenza.

C’è chi dice che questo attivismo della Sindaca fosse motivato dalla necessità di arrivare rapidamente alla sostituzione dei vertici di SAAPA allo scopo di onorare le “promesse” di nomina fatte in campagna elettorale e che già avevano avuto grande eco fin dalla prima seduta del Consiglio Comunale.

Anche gli increduli a questa affermazione hanno però poi dovuto constatare come effettivamente, a seguito delle nomine del nuovo Amministratore unico e del nuovo Collegio dei Sindaci e di un primo nutrito gruppo di consulenti, nonostante ricominciasse l’emergenza COVID con i conseguenti problemi di gestione, fosse calato il silenzio del Comune di Settimo e della sua pasionaria Sindaca.

Solo ad inizio anno 2021, finito l’iddilio motivato dal comune nemico, tra la Sindaca e il nuovo Amministratore Unico e venuti a galla i problemi, più volte segnalati con lettere, ordini del giorno, interviste dall’opposizione comunale e dai precedenti amministratori, l’Amministrazione di Settimo ricomincia lo “stato di agitazione”.
Anziché cercare di riprendere i fili di un progetto importante per la città durato dieci anni, aprire un tavolo di confronto riconoscendo i propri errori e sottovalutazioni, costruendo proposte condivise, ancora una volta la Sindaca di lotta e di governo tenta la carta della fuga dalle responsabilità.

Prima si plaude alla gestione diretta del personale (sperando di poter cavalcare la legittima aspettativa dei lavoratori di un posto più sicuro e meglio pagato), poi si strizza l’occhio alle richieste della Cooperativa Frassati (che altrettanto legittimamente chiede che gli siano sbloccati i pagamenti), quindi si incarica un legale perché “non si sa mai cosa possa capitare in tribunale”, poi si chiede all’ASL e agli altri Sindaci del territorio di intervenire, e non ultima si indice la manifestazione del 1 maggio a presidio dell’ospedale e solidarietà ai lavoratori.

Se è vero che la Regione Piemonte (per onestà politica ed intellettuale non solo da ora) continua a dare prova di ignavia e, nella migliore delle ipotesi, di sostanziale disinteresse delle sorti dell’Ospedale di Settimo, è altrettanto vero che l’attuale Amministrazione di Settimo è ugualmente responsabile della mancanza di prospettiva dovuta dall’incapacità di disegnare e perseguire un progetto convincente di gestione di questo importante servizio. A farne le spese pagando prezzi elevati sono in primo luogo i circa 150 lavoratori addetti e i cittadini di Settimo che rischiano di dover sostenere i costi (milionari ?) di una gestione senza prospettive.

Pensare che sarebbe bastato poco per proseguire il cammino tracciato dalle amministrazioni comunali precedenti le quali, dopo aver conquistato con il sostegno di tutto il Consiglio Comunale l’apertura dell’ospedale, per dieci anni hanno collaborato con le ASL di riferimento per farlo crescere (negli ultimi anni anche con un buon margine di cassa ed un piccolo utile) e fornire ad oltre 15 mila persone (di cui quasi la metà di Settimo) un servizio sanitario indispensabile per il territorio.

Ma questo era possibile quando chi governava era in grado di assumersi responsabilità e non convocava televisioni e fotografi ma, con pazienza e spirito costruttivo, faceva proposte e aveva in testa progetti di miglioramento per i servizi della propria città.

01/05/2021

Cappuccio: 0,25 centesimi di lira
Biro 1 colore: 0,20 centesimi
Refil metallico per penna 4 colori: 0,75 centesimi
Pennarello: 0,20 centesimi; grande 0,40

Erano alcuni dei prezzi del lavoro a domicilio a cui si dedicava qualche decina di migliaia di settimesi negli anni 70.

Toccò anche a me. Avevo 13 anni e ricorreva l’anno del signore 1972. Si lavorava in 4 persone dalle 17 alle 20 (il capofamiglia era escluso perché turnista alla FIAT). Alle otto di sera avevi guadagnato circa 3 mila lire per tutta la famiglia (1,4 euro diviso 4, ovvero 35 centesimi di euro a testa per 3 ore di lavoro, 12 centesimi di euro all’ora la paga base).

L’ambiente di lavoro era quasi sempre la “cucina” (come si usa dire in Piemonte) e le pareti degli alloggi del villaggio FIAT erano colorate dall’inchiostro dei pennarelli. I cappucci erano dipinti in casa con vernice “alla nitro” e ripuliti sempre con solvente “alla nitro”. Non c’erano cappe e le ammine aromatiche si aggrappavano ai vestiti.
Leggo oggi con tristezza il racconto che la Sindaca di Settimo fa di quel periodo.

La favola del cappuccetto rosso: sullo sfondo dell’Ecomuseo, che ormai abbandonato serve solo più a fare da set di sfondo alle interviste della Sindaca, si citano la casa dei suoi nonni, il “ritrovo” della famiglia attorno al tavolo, la volontà di integrazione al reddito della famiglia e il conseguente obiettivo di fare “tante penne”.

Queste dichiarazioni seguono di pochi giorni e fanno il paio con quelle di Matteo Renzi sul senso di invidia provato per il basso costo del lavoro praticato in Arabia Saudita.

Altro che sinistra, altro che nuova idea del lavoro. Negare l’esistenza di un brutale sfruttamento avvenuto nella nostra città tra gli anni ’70 e ’80 di migliaia di famiglie costrette a fare il lavoro a domicilio per mancanza del reddito necessario a pagare l’affitto, a fare la spesa, a mandare i figli a scuola, è non solo una mancanza di rispetto verso le persone che quella storia hanno vissuto e subito, ma anche un modo sciocco di riscrivere la storia solo per potersi illudere di stare dalla parte giusta (naturalmente quella del miracolo della nuova economia globale).

Oggi siamo tutti impegnati a discutere di didattica a distanza e delle limitazioni dovute dall’emergenza sanitaria, perché si vuole riscrivere quella parte di storia della nostra città dove migliaia di bambini e ragazzi invece di giocare, andare in biblioteca o in bicicletta, facevano i doppi turni a scuola e le penne a casa ?
Oppure oltre che avere invidia per il basso costo del lavoro in Arabia Saudita i post renziani settimesi hanno nostalgia anche del lavoro minorile e del lavoro a domicilio ?

Perché chiamare “delocalizzazione” il trasferimento in paesi ad elevato tasso di sfruttamento della mano d’opera lo stesso modello di business già sperimentato a Settimo e in Italia durante gli anni del boom economico ?

Perché voler negare o non ricordare le lotte fatte per ottenere salari dignitosi e redditi da lavoro sufficienti ad eliminare la necessità del lavoro a domicilio ? O la conquista di contratti di lavoro e condizioni di sicurezza minima anche per i lavoratori a domicilio ?

Questa parte di storia della nostra città evidentemente non piace al PD e alla Sindaca di Settimo, meglio continuare la recita di cappuccetto rosso, più adatta ai social e al sorriso di circostanza.

Buon Primo Maggio, festa dei lavoratori (anche quelli a domicilio).

03/04/2021
26/03/2021

Prendiamo nota. Aiutare il prossimo non costa nulla, basta una firma.

06/03/2021

I rider “non sono schiavi ma cittadini”. L’ha detto la Procura della Repubblica di Milano al termine di un’inchiesta che ha preso in esame il comportamento delle più importanti piattaforme di consegna a domicilio. Contestualmente sono stati notificati verbali per 783 milioni di Euro di sanzioni per violazione delle norme sulla sicurezza e ordinanze per l’assunzione di 60.000 rider con contratti di collaboratori coordinati e continuativi anziché di lavoro autonomo.
Viene da dire: “Finalmente un po’ di giustizia “uguale per tutti” anche nei confronti dei nuovi padroni del mondo”. Ma poi ti rendi subito conto che non basta e ti chiedi dove sta la Politica, quella con la P maiuscola, ancora una volta sostituita dalla Magistratura.
Ma che mondo è quello che ha bisogno dell’intervento di una Procura per affermare che in Italia, la Repubblica “fondata sul lavoro”, non può esistere la schiavitù.
Ma che Paese è quello in cui l’ex leader del principale partito della sinistra (Renzi), dopo aver percepito 80 mila Euro per una conferenza in Arabia Saudita (uno dei più sanguinari regimi al mondo, dove la vita, oltre che i diritti, valgono poco o nulla) afferma di essere invidioso per il livello basso del “costo del lavoro” esistente in quel Paese.
Ma che Paese è quello in cui la sinistra (o presunta tale) non sa fare autocritica per aver distrutto con il job act, l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, l’allungamento indiscriminato dell’età pensionabile, le principali norme di difesa dei lavoratori senza introdurne di nuove più estese ed efficaci.
Ma che Paese è quello in cui i cittadini non si indignano più, non provano almeno un po’ di imbarazzo o vergogna per quella frase pronunciata dal Procuratore di Milano (“Non sono schiavi ma cittadini”) e, come se nulla fosse continuano ad osservare, distanti, quelle ombre scure e silenziose che in bicicletta, con la borsa cubo sulle spalle, continuano, come moderni schiavi, a portare a domicilio la loro disperazione.
Leggo con piacere che Zingaretti, con le sue generose dimissioni, vuole contribuire a “voltare pagina nel PD”. Spero sinceramente che si incominci di qui: dal lavoro, dai diritti dei lavoratori, dalla lotta senza incertezze ad ogni schiavitù. Ogni altra cosa sarebbe una finzione.
1 marzo 2021

27/02/2021

Parola magica: “querela”.
Rotola su se stessa e riempie la bocca. La usano spesso i bulli del potere. Quelli che pensano alla democrazia come un palcoscenico dove c’è chi racconta e c’è chi applaude, non sono previste altre azioni. A loro la prerogativa di raccontare, usano lo storytelling.
Capita però, ogni tanto, di incontrare la realtà, più complessa e restia a farsi riscrivere. I fatti sono fatti e hanno la br**ta abitudine di lasciare traccia. Non basta raccontare una storia diversa per farli sparire.
E allora ? “L’Amministrazione comunale e la dirigenza di patrimonio valuteranno l’eventualità di querelare l’ex Sindaco Corgiat” si legge sul giornale “La Voce” nell’edizione della scorsa settimana.
E perché ? “Le accuse di Corgiat su Patrimonio (la società del Comune che si occupa di manutenzioni) sono false” si legge nel titolo.
E cosa ci sarebbe da querelare ? Il reato di lesa maestà è aver pubblicato l’estratto di una decisione di Patrimonio srl assunta il 9 dicembre scorso e pubblicata nella sezione Trasparenza del sito della società stessa. La decisione riguardava l’affidamento per 74.400 Euro di un incarico di assistenza fiscale e contabile ad una Società (Elabora srl) avente sede allo stesso indirizzo di un componente dell’organo di controllo della Società Patrimonio srl.
Anziché ringraziare per la collaborazione civica di aver segnalato la possibile incongruenza o conflitto di interesse, tra essere contemporaneamente controllore e (direttamente o indirettamente) consulente del controllato, la Sindaca (nonché assessore competente), il Direttore (che ha dato l’incarico) e mi dicono anche il nuovo Amministratore unico (che poi tanto nuovo non è perché trattasi dell’ex pluri incaricato ed ex Assessore Nino Daniel) si lanciano in un attacco a testa bassa con tanto di accuse di falso e di valutazione di querela.
La realtà poi ha superato la fantasia ed emerge (da una semplice visura storica riportata sempre dal giornale “La Voce” nell’edizione odierna) che effettivamente al momento dell’incarico di 74.400 Euro, la società Elabora aveva come Socio proprio il componente dell’organo di controllo della Società Patrimonio. In data successiva le quote passavano di mano (alla moglie ?) e al primo gennaio 2021, nella visura aggiornata le tracce sparivano a meno di quell’indirizzo sociale che lasciava dubbi sulla possibile sovrapposizione di ruoli.
Querela. Quando i potenti sanno di essere in torto minacciano, provano ad intimidire, “valutano la querela”. La trasparenza non è una gentile concessione della Sindaca o del Direttore di Patrimonio, è un obbligo di Legge.
La trasparenza non si può querelare e a volte si fa prima a dire “ho sbagliato” e chiedere consiglio su come rimediare che non a minacciare improbabili azioni giudiziarie contro chi esercita il diritto di conoscere cosa fa una Pubblica Amministrazione.
Ora non resta che attendere i provvedimenti che l’Amministrazione, dopo questa non esaltante figura, vorrà assumere. Spero che non pensino ancora una volta di poter “fare finta di nulla”.

21/02/2021

Chi li ha visti ?

Nel PCI e nel PSI si faceva autocritica, nella DC si faceva il “mea culpa”, nel PD invece si fa finta di niente.
A Settimo come a Roma erano tutti renziani oggi, come se niente fosse, sono lì che scrivono post contro Renzi “il traditore”.

Ma è davvero Renzi che è cambiato così tanto da giustificare una tale altalena di sentimenti e relazioni politiche contrastanti ?
O invece, purtroppo, nel PD continuano ad essere tutti “renziani” ?

Il “renzismo”, così come il “berlusconismo” è, prima ancora di essere un progetto politico, uno stile, una cultura, un modo di intendere la scalata e l’uso del potere pubblico.

Il “renzismo” inteso come capacità seriale di mentire, o meglio, di non dire mai la verità; di tradire, o meglio, di personalizzare lo scontro politico al punto di progettare e organizzare l’annientamento del tuo alleato per acquisire maggior spazio e scalare il “potere”; di “sparigliare”, o meglio, di giocare ad un continuo riposizionamento del tutto estraneo a contenuti e ideali, mirato a logorare l’avversario (quasi sempre il tuo vicino di banco) e infine di “acquartierarsi”, o meglio, dopo aver conquistato potere, contornarsi di una improbabile corte di adulanti (il cosiddetto cerchio magico) con cui spartire i dividendi e condividere la solitudine.

E poi ? e poi si tornerà da capo, i germi di quella cultura troveranno altro terreno su cui germogliare, nei cerchi magici altre persone impareranno ad essere “renziani”, a mentire, tradire, sparigliare e a conquistare il nulla. L’unica consolazione è che resteranno sempre di meno perché a forza di sbranarsi a vicenda si perderanno i pezzi.

A Settimo come a Roma i “renziani” non si vedono più affollati sui social a raccontare le gesta del loro leader. Non si vedono più nemmeno sul treno della fortuna accalcati a farsi i selfie e a fornire la prova che loro alla Leopolda c’erano.

Sembrano passati secoli, a Roma Zingaretti tenta, senza pagare dazio, di ricostruire un partito “Renzi free” e, in perfetto stile democristiano, fa finta di dimenticarsi che la sua vice Serracchiani usava lo stesso tono privo di dubbio anche quando era la vice di Renzi. Oggi di Renzi si critica il comportamento ma nel Pd, e non solo, raramente si alzano voci che ricordano i guasti prodotti dal job act o che si indignano perché dopo aver appena incassato 80 mila Euro per una conferenza pagati da uno dei più sanguinari regimi arabi, dichiara di essere invidioso del basso costo del lavoro in Arabia Saudita.

Anche a Settimo sembrano passati secoli da quando erano tutti (o quasi) Renziani nelle diverse varianti (Boschi, Martina, Guerini, Laus, Esposito, Gallo, Lepri, Gariglio, ecc.). Come disse la Sindaca a proposito del referendum che cambiò la politica italiana: “non credo sia così importante”. Tutti restano impegnati e concentrati nel loro cerchio magico, in attesa, chi più chi meno, di partecipare ai dividendi della politica.
Stai serena Elena…. a Settimo continuano ad essere tutti renziani.

21/02/2021

Civico

Il fine non giustifica i mezzi.

Apriti cielo: dopo aver messo in evidenza l’ammontare dei trasferimenti dal Comune di Settimo alla Fondazione Comunità solidale (oltre 200 mila Euro nel 2020) e pubblicato il video di RAI 3 del 13 aprile 2020 che ritraeva l’Assessore Volpatto nella versione “Ufficio Acquisti”, il quale, con aria greve, ci spiegava che era in contatto con Germania, Cina e Vietnam per l’acquisto di mascherine anti COVID, sono volati gli strali della Sindaca e del suo nutrito entourage di comunicazione.
La domande da me poste erano piuttosto semplici: con quale logica il Comune prima trasferiva i soldi (molti soldi) alla Fondazione Comunità Solidale (controllata direttamente dal Comune di Settimo) per poi incaricare i suoi assessori a fare da “ufficio acquisti” per la Fondazione ? Non era più chiaro e trasparente comperare “le mascherine” direttamente come Comune incaricando dell’acquisto gli uffici (quelli veri) ? Le mascherine acquistate dall’Assessore erano arrivate tutte oppure erano state fermate alla dogana ? L’Amministrazione di Settimo era consapevole, oppure no, che i politici non possono trasformarsi in “ufficio acquisti” e trattare direttamente con i fornitori ?
Anziché fornire risposte o dire semplicemente che si era trattato di un errore motivato da eccesso di zelo, la Sindaca tuttofare, in uno di quei monologhi su Facebook che hanno sostituito le informazioni istituzionali, si è scagliata contro l’uso strumentale del COVID.
Leggo dai giornali che addirittura “il fatto che a Settimo non ci siano stati medici contagiati” è merito delle azioni dell’Amministrazione. E via decantando i tamponi fatti al personale scolastico e non so più a chi altri.
Non ho parole: a parte il consiglio di uscire da Facebook e dalla sua “narrazione” e di tornare alla realtà.
Se si escludono i racconti della Sindaca e dei suoi fedeli (almeno fino ad ora), non risulta vi sia stato un caso Settimo nella lotta contro il COVID. I medici e il personale sanitario purtroppo si sono contagiati come da altre parti e hanno pagato un prezzo altissimo. Per altro se fosse bastato così poco per bloccare il contagio bisognerebbe denunciare tutti i Sindaci che non hanno “imparato” dall’Amministrazione di Settimo.
Diciamo la verità, questo si chiama far girare il can per l’aia ovvero prenderla alla larga per non rispondere alla domande che, in conclusione, voglio ripetere: perché il Comune ha trasferito soldi alla Fondazione in suo controllo per fare ciò che avrebbe potuto fare direttamente ? Quali sono le procedure seguite dalla Fondazione (pubblica) per fare gli acquisti ? A che titolo gli assessori della stessa amministrazione che ha trasferito i soldi si trasformano, come dice il servizio di RAI 3, in “ufficio acquisti” della Fondazione beneficiaria del trasferimento ? Gli acquisti fatti all’estero erano regolari (oggi ad esempio scopriamo che le mascherine di stoffa vietnamita forse non offrivano tutta quella prevenzione dal contagio) ? Quanta merce è stata bloccata in dogana ?
Il fine non giustifica i mezzi, almeno quando si usano i soldi pubblici.

8 febbraio 2021

20/02/2021

Lo sapevate che a luglio il Comune di Settimo (con determina 457) si è dotato di DRONI per il servizio di monitoraggio e controllo del territorio ?
La notizia, riportata dai giornali locali e dai soliti toni trionfalistici era passata inosservata, anche perché non riportava il costo.
La spesa prevista era di 10 mila Euro per cinque mesi (22 mila euro in un anno).
Se avete avuto la sensazione di essere osservati da una presenza aliena o avete visto in cielo un oggetto non identificato non era un UFO ma lo sguardo lungo dell’Amministrazione di Settimo.
Se si aggiungono le scatole di latta disseminate un po’ ovunque per la città (non idonee per elevare sanzioni a chi non rispetta i limiti di velocità) del valore di circa 40 mila Euro (oltre ai costi di manutenzione, revisione e installazione) siamo di fronte a una bella cifra, 50 – 60 mila Euro che potevano certamente essere più utili nell’assunzione di agenti di polizia municipale.
Ora sarebbe bene che l’Amministrazione, dopo i post entusiasti informasse su quale sia stata l’utilità e l’attività di questi strumenti di controllo del territorio.
Naturalmente non siamo contrari all’utilizzo delle nuove tecnologie, purché siano controllate, legali e di supporto alla Polizia Municipale in carne ed ossa.
Se continua così a Settimo sarà più facile avvistare gli UFO che non una pattuglia di vigili urbani.

14/02/2021

CIVICO

CONTROLLORE E CONTROLLATO ?

75 mila euro di assistenza fiscale alla società Patrimonio del Comune di Settimo.
Dal 2021 al 2024 quasi 20 mila euro l’anno per dare assistenza fiscale ad una società che mediamente fa 1.500 Euro annui di utili.
Da un po’ di tempo a questa parte sembra che i soldi non siano più un problema per questa Amministrazione Comunale.

Ma il dubbio che ci è sorto è un altro.
Siamo andati a vedere chi era il fortunato studio che si era aggiudicato il ricco incarico (lo può fare ogni cittadino grazie alla legge su anticorruzione e trasparenza) e abbiamo visto che si trattava di un “affidamento diretto” alla Società Elabora srl. Affidamento diretto vuol dire che senza gara e sotto l’importo di 75.000 Euro le amministrazioni pubbliche e le loro aziende possono scegliere, senza fare né gara né richiesta di preventivi, il fornitore di beni o servizi.
La società prescelta dal Direttore di Patrimonio srl, noi crediamo in condivisione con i vertici aziendali e/o comunali (Amministratore Delegato di Patrimonio? Assessore alle Partecipate ?), è la Elabora srl, con sede in Torino in via Pejron, 38. Guarda caso lo stesso indirizzo dello studio di uno dei componenti del Collegio Sindacale, il dott. Alfredo Galasso.
Può essere una coincidenza, ma crediamo sia utile avere qualche rassicurazione da parte dell’interessato e dei vertici aziendali e comunali che non via sia un nesso tra il controllore o il controllato, tra il componente del Collegio Sindacale e il consulente per il bilancio e l’assistenza fiscale.
Per ora segnaliamo che sui campanelli di via Pejron 38 a Torino, dove c'è lo studio del dott. Galasso, non vi è traccia di Elabora srl.

07/02/2021

Senso Civico Settimo

Cose mai viste.

Sul Verbale n. 9/20 del 01/12/2020 della Fondazione E.C.M. (controllata del Comune di Settimo) si legge:
punto 7): “allo scopo di fornire ai giovani strumenti adeguati...." e nella "...azione di supporto e di coordinamento, rivolta alla realtà scolastica del territorio...", “in riferimento agli interventi nei confronti delle fasce di popolazione più giovane, in età scolastica” “il Consiglio di Amministrazione, all’unanimità, designa il dott. Edoardo CHIANURA quale coordinatore programmatico dell'attività di Fondazione ECM in relazione alle fasce di popolazione come sopra indicate.
Il medesimo parteciperà, quale invitato permanente, a tutte le riunioni del Consiglio medesimo, così come potrà partecipare alle altre riunioni organizzate in fondazione ECM, nei medesimi termini dei componenti il Consiglio di Amministrazione e nelle attività quotidiane riferirà direttamente al Presidente, alle cui direttive sarà tenuto ad attenersi. “
Ma chi è il dott. Edoardo Chianura ? Ovviamente un altro candidato non eletto di una lista civica che ha sostenuto la Sindaca Piastra. Per questo “merito” si inventa un incarico non previsto dallo Statuto della Fondazione ECM e gli si da agibilità ad utilizzare uffici, personale e mezzi dell’Ente pubblico.
Ma questo, seppur grave e di cattivo gusto, non è il problema.
20 giorni dopo sul Verbale n. 10/20 del 21/12/2020 della Fondazione E.C.M. (controllata del Comune di Settimo) si legge:
punto 6 a): Presentazione progetto Merits
“Il Presidente cede la parola alla sig.ra Tiziana Tiziano e al sig. Michele Pizzino che illustrano dettagliatamente il programma Merits, (progetto della Fondazione Comunità Solidale), una iniziativa articolata su diverse aree di intervento per apportare benefici alla comunità e per valorizzare e dare riconoscimento ai cittadini che volontariamente si prendono cura degli altri e dei beni comuni..
Si occuperà in via prioritaria di distribuire derrate alimentari, della cura e manutenzione dei parchi e aree verdi, della inclusione degli stranieri come nuovi cittadini.

Il Consiglio di Amministrazione, visto il progetto, all'unanimità DELIBERA di prevedere una collaborazione con la Fondazione Comunità Solidale di Settimo Torinese, dando mandato al dott. Edoardo Chianura di essere il trait d'union programmatico tra le due Fondazioni.”

E quindi ???
Non solo emerge che quanto dichiarato il 1 dicembre viene smentito 20 giorni dopo, ma si prevedono nuovi travasi di fondi pubblici da una Fondazione comunale all’altra, il tutto sotto l’egida e il “coordinamento” dei candidati della Sindaca.
Tutto questo vi sembra “normale amministrazione” ?
Tecnici e controllori dove sono ?

07/02/2021

Senso Civico Settimo

Ancora fondi alla Fondazione.
Ancora soldi pubblici a Fondazione Comunità Solidale. Anche in questo caso, senza bando, li ha erogati l’Unione dei Comuni NET a cui il Comune di Settimo partecipa con oltre il 60% dei trasferimenti.
Nella delibera n. 44 del 14 dicembre 2020 si legge infatti che per generi alimentari sono erogati altri 11 mila Euro alla Fondazione.
Ancora una volta il Comune di Settimo per dare contributi alla Fondazione Solidale (che controlla), sceglie di farli arrivare tramite un altro Ente (finanziato dallo stesso Comune di Settimo).
Sarà difficile tenere i conti quando occorrerà verificare le pezze giustificative.
Continuiamo a chiederci perché a Settimo Torinese non si è fatto come negli altri Comuni d’Italia erogando direttamente i generi di prima necessità ai cittadini o, meglio ancora, dando direttamente agli aventi diritto la possibilità di acquistare ciò di cui avevano bisogno.
Non vogliamo pensare male ma la trasparenza è un’altra cosa.

Indirizzo

Via San Francesco D'assisi 15
Settimo Torinese
10036

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

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