10/02/2026
Questa è la destra che amministra e che vuole imporre la cultura del proprio nazionalismo a discapito della memoria di Sestu e dell'idea di Paese. Questi sono i metodi subdoli che utilizzano facendoli apparire come un "riconoscimento agli ex combattenti".
La Sindaca Paola Secci e tutta la sua giunta rappresentano la peggiore destra: quella del "nulla cosmico" che deve cancellare e sovrascrivere la storia e intanto lascia, dopo 11 anni, una città colabrodo.
Veniamo a sapere che "Piazza Gramsci" diventerà "Piazza ex combattenti".
Dopo aver impiegato un anno per delle semplici opere e aver tenuto inspiegabilmente chiusa piazza Gramsci, ora ne annunciano l'inaugurazione e il cambio di nome, contrapponendo un illustre esponente della cultura italiana riconosciuto nel mondo intero, all'affetto per un edificio abbattuto per dare spazio al nuovo, al momento invisibile, teatro.
Non c'è alcuna motivazione per cambiare il nome della piazza, e se si vuole, giustamente, lasciare un segnale di quella che fu la sede degli "ex combattenti", ci sono altri modi per farlo, non di sicuro cancellando e oscurando la storia della piazza.
Si viola la memoria dei sestesi e la consuetudine in nome di quali "ex combattenti"? Quelli che sono stati privati dello spazio che prima avevano e al quale si cerca di dare un contentino con questa intitolazione? Questo è uno schiaffo a tutta Sestu.
Sono modi che mi disgustano profondamente e che dovrebbero ricordare a tutte e a tutti che cosa è stata e che cosa continua a essere la destra italiana e quella sestese.