20/05/2026
Finalmente il candidato sindaco della destra ha tolto la maschera.
Il civico. Il moderato. L’uomo delle istituzioni.
Sotto stress, in campagna elettorale, fingere diventa difficile. Ed eccolo qui: aggressivo, nervoso, supponente, astioso.
Finalmente.
Forse Ciccioli lo ha preso per le orecchie e lo ha portato dove politicamente è sempre stato: nella destra più dura, più chiusa, più lontana dalla storia di Senigallia.
Una destra che ormai lo ha commissariato su tutto. Anche sulla campagna elettorale.
Massimo, Massimo…
quante cose stai raccontando ai cittadini?
Hai avuto decine e decine di milioni di euro dall'Europa, occasioni irripetibili, possibilità enormi. E cosa hai lasciato?
Promesse non mantenute. Progetti confusi.
Scelte rimandate. Occasioni buttate.
Il nuovo Ponte Garibaldi poteva diventare il simbolo di una città.
E invece sarebbe diventato un obbrobrio urbanistico nel cuore di Senigallia, se diecimila cittadini non avessero alzato la voce.
Un progetto senza anima. Senza gusto.
Senza rispetto per la città.
E tu? Silenzio totale.
Mentre qualcuno progettava uno scempio nel punto più delicato della città, il sindaco spariva.
Il lungomare Marconi?
L’ultima grande promessa trasformata in manutenzione ordinaria.
Un concorso di idee finito nel cestino.
Soldi pubblici buttati.
Un’asfaltata spacciata per riqualificazione.
Più che un lungomare una pista da jet o la tangenziale di una zona industriale.
E poi, solo alla fine, il cordolo con tanto di video esplicativo.
Nessuna visione. Nessun coraggio. Nessuna idea di futuro. Queste sì che sono fake, ma quella terribile asfaltata è realtà.
E poi l’urbanistica. 14 delibere fondamentali per il futuro della città, su cinque progetti importanti. Quattordici delibere!
E tu dov’eri?
Assente mentre si decideva il futuro di Senigallia. Assente quando serviva esserci.
Assente quando bisognava assumersi una responsabilità. Assente perfino nel dare risposte.
Questa è stata la cifra della tua amministrazione: non decidere mai davvero.
Non disturbare nessuno. Non costruire niente.
L’unica scelta forte che hai preso è stata quella di togliere lo striscione per Giulio Regeni.
Quel Giulio evidentemente non ti interessava.
E intanto Senigallia diventa sempre più cara.
Sempre meno accessibile. Sempre più città per pochi.
Chi lavora, chi manda avanti questa città ogni giorno, chi vorrebbe viverci davvero, viene spinto fuori. Case impossibili.
Affitti impossibili. Prospettive sempre più fragili.
Poi lo sport.
Promesse ovunque. Polo sportivo. Ponterosso. Cittadella dello sport. Grandi annunci.
Risultato?
14 milioni persi sul progetto di finanza dello stadio. Piscine chiuse.
Impianti degradati. Associazioni lasciate sole.
Una città di sportivi trattata senza rispetto.
Sei il sindaco delle piscine chiuse.
E questa cosa resterà.
Sulla sanità avevi promesso battaglia.
Avevi promesso una città capace di farsi sentire.
Poi, davanti alla Regione, ti sei fatto piccolo. Piccolissimo. E allineatissimo alla filiera.
Liste d’attesa infinite. Personale insufficiente.
Servizi che arretrano. Casa e Ospedale di Comunità che non si sa dove saranno e con quale personale.
E nessuna vera pressione politica verso Fratelli d'Italia e Acquaroli, che oggi viene a mettere le tende a Senigallia in campagna elettorale invece di dare risposte vere ai cittadini.
La macchina comunale?
Indebolita. Dirigenti rimossi. Professionalità allontanate. Dipendenti lasciati a fare miracoli dentro un’organizzazione sbagliata.
E intanto il Comune compra immobili a cifre assurde. Come la sede del centro per l’impiego: acquistata per 2,3 milioni di euro, ben oltre il valore reale di mercato.
Palazzo Gherardi?
Altri 5 milioni di PNRR persi. Un’altra occasione evaporata.
E la cultura?
Trattata come un accessorio. Come un fastidio radical chic.
Ma la cultura è identità. È turismo. È lavoro.
È futuro.
Una città come Senigallia dovrebbe respirare cultura. Non relegarla a contorno.
Ma per investire davvero nella cultura bisogna averla, conoscerla, capirla, amarla.
Gli eventi?
Tanto rumore e poca sostanza.
Te n’è riuscito uno su tre. Quello pescato dal cassetto di Mangialardi, al quale ovviamente non hai riconosciuto niente.
Noi non diciamo “fake”.
Diciamo che sei stato un bluff.
Qualcuno ci è cascato.
Qualcuno magari ci cascherà ancora.
Un sindaco che ha provato ad apparire per ciò che non è, dopo 5 anni di niente e un PNRR che ha tracciato il mandato.
Civico, ma trainato dalla destra estrema.
Moderato, ma sempre più aggressivo.
Autonomo, ma commissariato politicamente.
Competente, ma senza risultati all’altezza delle occasioni ricevute.
Senigallia merita molto più di questo.
Merita più coraggio. Più cultura.
Più visione. Più futuro.
E soprattutto merita un sindaco libero.
Non un sindaco tirato per la giacchetta dalla destra estrema.