22/05/2026
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/22/flotilla-gaza-scontro-attivista-canafoglia-notizie/8396053/
È semplicemente indecente che un rappresentante delle istituzioni, un uomo che dovrebbe garantire l'imparzialità e la tutela di tutti i cittadini, si scagli con tale ferocia contro una persona che ha subito traumi indicibili. Chiede conto a Vittorio del disastro dell’alluvione del 2014, a Vittorio che spalava il fango insieme alla sua città. Dov’era invece chi oggi gli urla contro?
Ma il punto di non ritorno, l'atto più disgustoso e intollerabile, è stata la dinamica della provocazione: richiedere, con un ghigno burocratico e sadico, "le prove" della tortura subita. Caro consigliere regionale, te lo diciamo senza giri di parole: questo non è dibattito politico, questo è disumano. È la totale perdita di empatia, è il cinismo elettorale elevato a sistema di governo.
Questo modus operandi ci fa capire bene da che parte sta il consigliere regionale. Tifa per i torturatori. Per il disprezzo del diritto internazionale, come un piccolo Trumpino de noialtri.
Ma forse, in tutta questa triste vicenda, l’elemento ancora più inquietante e disumano è il comportamento del sindaco "moderato" Olivetti. Ad oggi non si è ancora espresso sul rapimento di due suoi concittadini: a quanto pare il peso delle cariche del suo partito è più importante dell'umanità.
Questo peso politico fatto di arroganza e violenza verbale non rischia solo di schiacciare Senigallia e l'istituzione comunale, ma rischia di fare qualcosa di molto peggio: far sparire l’umanità e la solidarietà che hanno sempre contraddistinto e reso orgogliosa la nostra comunità.
Senigallia ha una storia chiara. È una città tradizionalmente accogliente, aperta, profondamente umana. Una città che non si fa intimorire dai palazzi del potere e dalle urla di chi pensa di poter calpestare la dignità delle persone per racimolare qualche voto nei talk show locali. Questa città andrà al voto a testa alta. E sappiamo con assoluta certezza che i senigalliesi non rinunceranno alla propria storia, alla propria identità e alla propria decenza in cambio di pochi spicci elettorali e di urla scomposte, becere e profondamente disumane. La nostra rabbia oggi è la democrazia di domani