Coordinamento Volontarie/i Alluvione 2022

Coordinamento Volontarie/i Alluvione 2022 Siamo le volontarie e i volontari dell'alluvione Marche 2022. Organizziamoci!

🌁 𝗗𝗜 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜: l'ipocrisia della partecipazione civica 🤡"Dopo 2 alluvioni in meno di 10 anni, dopo...
05/02/2025

🌁 𝗗𝗜 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜: l'ipocrisia della partecipazione civica 🤡

"Dopo 2 alluvioni in meno di 10 anni, dopo i morti e i feriti, dopo le ripercussioni psicologiche, dopo gli ingenti danni materiali e immateriali 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶.

Pretendiamo 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲, 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲. Chiediamo 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗶𝗰𝗶, processi di 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗰𝗼-𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, momenti di 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶, campagne di 𝗱𝗶𝘃𝘂𝗹𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼-𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼.

Vogliamo che le amministrazioni locale e regionale rendano 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 i meccanismi che determinano o meno le nostre possibilità di indennizzo nonché di salvaguardia dell’ecosistema fiume."

🌁 𝗗𝗜 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜:🤡 𝗟'𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗰𝗮.Mercoledì 5 febbraio, alle ore 10.30, si t...
04/02/2025

🌁 𝗗𝗜 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜:
🤡 𝗟'𝗶𝗽𝗼𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗰𝗮.

Mercoledì 5 febbraio, alle ore 10.30, si terrà il Consiglio Grande a Senigallia alla presenza del governatore Acquaroli e del Vicecommissario Babini. L’obiettivo? Coinvolgere la cittadinanza nella pianificazione e progettazione della città e del territorio, in particolar modo rispetto ad opere ad alto impatto urbanistico, essenziali nel disegno complessivo di mitigazione del rischio idrogeologico.

Peccato che il “progetto già condiviso” (con chi?) del Ponte Garibaldi, tema principale della discussione, sia 𝗲𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗼 e “𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲”. Peccato che solo gruppi organizzati e formalmente riconosciuti potranno partecipare alla discussione, non le/i singole/i cittadine e cittadini. Peccato che la riunione si svolga in un momento della giornata in cui la maggior parte delle persone che abita, vive e lavora nel territorio non potrà essere fisicamente presente.

Il Consiglio Grande “servirà a chiarire” i prossimi interventi in città, 𝗻𝗼𝗻 𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗹𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀ di chi da anni convive con la paura di essere travolto da acqua e fango, subendo le conseguenze dell’incuria. 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗲, né per ascoltare il sapere locale ed esperienziale di chi conosce a fondo la grave situazione di fragilità territoriale che affligge il Comune di Senigallia.

Il 28 marzo scorso, alla presenza dell’assessore Aguzzi, è stata formalizzata la sottoscrizione dell’accordo di programmazione negoziata che avrebbe ricostituito la vigente assemblea del Contratto di Fiume Misa-Nevola.

L’accordo rappresentava il punto di arrivo nella forma - ma di partenza nella sostanza - di un percorso iniziato ufficialmente nel 2015, con la prima costituzione del Contratto di Fiume. Anche qui, l’obiettivo? Definire, 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗶 𝟵 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗮, le modalità del processo partecipativo da mettere in atto e le linee d’indirizzo strategico del piano d’azione per la ricostruzione.

Forse, in occasione del Consiglio Grande, 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗧𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼 rispetto ad alcuni degli elementi chiave del processo di riduzione del rischio idrogeologico: la ricostruzione del Ponte Garibaldi secondo norma di legge, il ripristino di tutti i ponti gravemente danneggiati o distrutti dalla scorsa alluvione, la realizzazione di nuove vasche di laminazione, il completamento della vasca di Brugnetto-Bettolelle, gli interventi di restringimento dell’alveo fluviale in corrispondenza dell’opera di presa della vasca.

Ancora una volta assisteremo alla presentazione di interventi cruciali per la vivibilità del territorio, ma privi di una visione d’insieme del sistema fiume. Ad oggi, questi interventi appaiono scollegati non solo da un’analisi approfondita dei costi sociali e dei benefici economici, ma anche da un reale processo di confronto con la comunità. La pianificazione/progettazione, infatti, resta 𝗽𝗿𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝘁𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶, senza un coinvolgimento attivo e concreto degli abitanti.

Questo approccio, estremamente settoriale e calato dall’alto (top-down), risulta non solo anacronistico ma anche in netto contrasto con le attuali linee guida nazionali, europee ed internazionali in materia di pianificazione e progettazione territoriale.

Le strategie più avanzate, infatti, promuovono modelli partecipativi inclusivi, in cui il coinvolgimento attivo degli abitanti è considerato essenziale per garantire interventi efficaci, sostenibili, realmente rispondenti ai bisogni del territorio e socialmente accettati. Ignorare questa prospettiva non solo preclude opportunità di sviluppo equilibrato e consapevole, ma condanna il territorio a un inevitabile arretramento rispetto agli standard ormai consolidati a livello globale.

Convocare il Consiglio Grande il giorno prima dell’assemblea del Contratto di Fiume mostra purtroppo la formalità dei passaggi istituzionali e la distanza dell’Amministrazione capofila dall’informare, condividere e coinvolgere la comunità. Dopo 2 alluvioni in meno di 10 anni, dopo i morti e i feriti, dopo le ripercussioni psicologiche, dopo gli ingenti danni materiali e immateriali 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶.

Pretendiamo 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲, 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲. Chiediamo 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗶𝗰𝗶, processi di 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗰𝗼-𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, momenti di 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶, campagne di 𝗱𝗶𝘃𝘂𝗹𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼-𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼.

Vogliamo che le amministrazioni locale e regionale rendano 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 i meccanismi che determinano o meno le nostre possibilità di indennizzo nonché di salvaguardia dell’ecosistema fiume.


31/08/2024

Ascolta il nostro intervento prima della proiezione del docufilm

31/08/2024

Ascolta il nostro intervento dopo la proiezione del docufilm .

Riportare la "questione alluvione" in uno spazio pubblico, fuori dai recinti dei soli specialisti e tecnici. Provare a r...
31/08/2024

Riportare la "questione alluvione" in uno spazio pubblico, fuori dai recinti dei soli specialisti e tecnici. Provare a restituire alla cittadinanza il senso di appartenenza ad un territorio e quindi anche al suo sistema idrogeologico e ambientale.
A quasi due anni dall'alluvione che ha colpito per la seconda volta Senigallia e il nostro entroterra abbiamo voluto presentare il docufilm del regista Pascal Bernhardt.

Un'inchiesta sui retroscena politici, urbanistici, economici e ambientali che hanno permesso a un evento climatico non più eccezionale di devastare un territorio, sradicare attività, sicurezze e vite.
Se le destre negano ogni responsabilità antropica nei confronti del cambiamento climatico, le sinistre pur riconoscendola, si limitano a prenderne atto. In entrambi i casi il pensiero politico è succube del "realismo capitalista", del "non c'è alternativa a questo sistema".

Questa narrazione politica porta ad un'unica conclusione, le tragedie accadono perché le persone erano "al posto sbagliato, al momento sbagliato" e non ci si può fare niente.
Da due anni cerchiamo di raccontare una storia diversa e cioè che le tragedie hanno responsabilità politiche con nomi e cognomi in quanto sono il risultato prevedibile di chi governando ha come bussola il profitto e i sistemi clientelari che lo garantiscono.

Ecco perché senza la costruzione di una "massa critica" che sia in grado di imporre dei cambiamenti allo sviluppo urbanistico delle nostre città, tragedie come quelle accadute in Romagna o nelle Marche continueranno a ripetersi e a pesare principalmente sulle classi sociali più deboli.

Alleghiamo il testo completo dell'intervento che abbiamo fatto durante la presentazione del film.
Infine un particolare ringraziamento al Cinema Gabbiano Senigallia e al Mercato Bio Mezza Campagna per aver reso possibile e godibile la serata.

𝗦𝗔𝗩𝗘 𝗧𝗛𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘: 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬!Docufilm: "Romagna Tropicale". Incontro con il regista + apericena Dal fango delle   a quel...
29/08/2024

𝗦𝗔𝗩𝗘 𝗧𝗛𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘: 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬!
Docufilm: "Romagna Tropicale". Incontro con il regista + apericena
Dal fango delle a quello dell' , un filo rosso di speculazioni, incuria, profitto.

In sala sarà presente il 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘀𝗰𝗮𝗹 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗵𝗮𝗿𝗱𝘁 e interverranno i 𝗰𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗻𝗶𝗴𝗮𝗹𝗹𝗶𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶.

☀️ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗲𝗻𝗮 a cura di Mercato Bio Mezza Campagna

Costo apericena + film: 15€
Prenotazione obbligatoria 👇
Mail: [email protected]
Cell: 393 359 6573

🥦 𝗠𝗲𝗻𝘂'
- vino
- insalata di riso e verdure
- frittata porri e zucchine
- crostoni misti
- melone

Cinema Gabbiano Senigallia OpenDDB (Distribuzioni dal Basso)


Guarda il trailer👇

Regia di Pascal Bernhardt (ITA - 70' - 2024)https://openddb.it/film/romagna-tropicale/Tra il 16 e il 17 maggio 2023 si verifica un evento catastrofico in gra...

27/08/2024

𝗦𝗔𝗩𝗘 𝗧𝗛𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘: 𝟯𝟬 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟰!
Docufilm: "Romagna Tropicale". Incontro con il regista + apericena
𝙍𝙤𝙢𝙖𝙜𝙣𝙖 𝙏𝙧𝙤𝙥𝙞𝙘𝙖𝙡𝙚 è un viaggio attraverso terre, città, quartieri e vite colpite, infangate e franate durante l'alluvione in Romagna nel maggio 2023. Dalle all' un filo rosso di speculazioni, incuria, profitto.

In sala sarà presente il 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘀𝗰𝗮𝗹 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗵𝗮𝗿𝗱𝘁 e interverranno i 𝗰𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗻𝗶𝗴𝗮𝗹𝗹𝗶𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶.
Sarà possibile prenotare l'𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗲𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗕𝗶𝗼 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮!

Costo apericena + film: 15€
Prenotazione obbligatoria tramite mail o cellulare.
Mail: [email protected]
Cell: 393 359 6573

Link all'evento: https://facebook.com/events/s/docufilm-romagna-tropicale-inc/1220037892457743/
Cinema Gabbiano Senigallia

Siamo le volontarie e i volontari dell'alluvione Marche 2022. Organizziamoci!

Sul perché non aderiamo alla nuova progettualità inerente al
03/04/2024

Sul perché non aderiamo alla nuova progettualità inerente al

𝗦𝗨𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘' 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗗𝗘𝗥𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗨𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗜𝗡𝗘𝗥𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗘.Giovedì 28 marzo alla presenza dell’as...
02/04/2024

𝗦𝗨𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘' 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗗𝗘𝗥𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗨𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗜𝗡𝗘𝗥𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗘.

Giovedì 28 marzo alla presenza dell’assessore Aguzzi è stata formalizzata la sottoscrizione dell’accordo di programmazione negoziata che ricostituisce la vigente assemblea del Contratto di Fiume Misa-Nevola. L’accordo, approvato durante l’ultima riunione del Contratto di Fiume del 5 marzo 2024, rappresenta il punto di arrivo nella forma - ma di partenza nella sostanza - di un percorso iniziato ufficialmente nel 2015 con la prima costituzione del Contratto di Fiume. L’obiettivo dell’accordo è difatti quello di definire le modalità del processo partecipativo da mettere in atto e le linee d’indirizzo strategico del piano d’azione per la ricostruzione.

Come 𝐶𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑉𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒/𝑖 𝐴𝑙𝑙𝑢𝑣𝑖𝑜𝑛𝑒 2022 siamo stati inseriti formalmente nel Contratto di Fiume il 5 marzo 2024 e abbiamo scelto di non aderire all’accordo di programmazione sia perché rappresenta la discussione, le scelte e le volontà politiche di un percorso a cui non abbiamo preso parte, sia perché rileviamo diverse criticità nel metodo come nel contenuto presentato nel documento.

Le modalità operative con cui è articolato il processo di affidamento e monitoraggio degli interventi nel processo partecipativo e la loro importanza rendono, ancora una volta, le parti sociali - comitati, associazioni, cittadine e cittadini - interlocutori non protagonisti di un territorio che vivono, lavorano e abitano. E questo senza dettagliare i criteri necessari per approvare gli affidamenti in somma urgenza che vedranno impegnati la maggior parte dei finanziamenti pubblici per la ricostruzione.

Il piano d’azione 2023, assunto come base di partenza, prende forma dal piano d’azione 2019, aggiornato dopo l’alluvione del 15 settembre 2022. Dal piano 2019 sono state estrapolate le priorità d’intervento sulla base delle fattibilità tecnico-economiche dei progetti presentati e, seppur consapevoli che tali indicazioni siano essenziali per iniziare un processo, crediamo altrettanto essenziale, dopo due alluvioni come quella del 2014 e del 2022 e dopo il disastro in e in , mettere in discussione la logica del ripristino e del ritorno alla normalità, quando era proprio la normalità stessa il problema.

Rispettiamo e comprendiamo la decisione dei comitati di sottoscrivere tale accordo che rappresenta la conclusione del lungo e tortuoso percorso con cui dal 2014, tenacemente e costantemente, hanno preso parola e dato battaglia per il nostro territorio. Saremo al loro fianco nel pretendere una gestione del sistema fiume in chiave sostenibile, integrata e pubblica. Insieme ai comitati continueremo nel pretendere 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲, 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲; tavoli di confronto periodici, processi di mappatura di comunità, processi di co-progettazione, momenti di scambio/diffusione della conoscenza di saperi locali e tecnico-scientifici; nell’allargare la partecipazione, nel rendere accessibili e comprensibili i meccanismi che determinano o meno 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱’𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗲 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗰𝗼𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗲.

Per questo motivo intendiamo continuare a essere presenti nell’assemblea del Contratto di Fiume per occuparci di Senigallia e della nostra valle. Pronti a prendere parola se le ragioni del profitto, delle clientele politiche ed economiche, verranno ancora una volta anteposte a quelle delle e degli abitanti e dell’ecosistema fiume.

Coordinamento Volontarie/I Alluvione 2022

Cara Befana, pensaci tu a usare per il    i   di soldi pubblici per rimettere in sicurezza il nostro territorio. Ecco i ...
08/01/2024

Cara Befana, pensaci tu a usare per il i di soldi pubblici per rimettere in sicurezza il nostro territorio.
Ecco i punti salienti dell'azione comunicativa messa in campo durante l'epifania.

𝗖𝗮𝗿𝗮 𝗕𝗲𝗳𝗮𝗻𝗮 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲, per questo 6 gennaio vorremmo che i 400 milioni stanziati per la nostra Regione 𝗻𝗼𝗻 venissero utiliz...
06/01/2024

𝗖𝗮𝗿𝗮 𝗕𝗲𝗳𝗮𝗻𝗮 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲, per questo 6 gennaio vorremmo che i 400 milioni stanziati per la nostra Regione 𝗻𝗼𝗻 venissero utilizzati per ripristinare lo stato di incuria e malagestione che ha caratterizzato l’amministrazione della nostra Valle fino ad ora.

Vorremmo che si potesse parlare chiaramente di come la realizzazione della seconda vasca di espansione, approvata nel lontano 2016, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗶𝗱𝗿𝗼𝗴𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼, né ad evitare l’ennesima tragica corsa ai piani alti. Come illustrato dall’Ing. Babini, vicecommissario per il post-alluvione, nell’incontro di presentazione del piano di interventi strutturali al cinema Gabbiano, lo strumento della vasca di espansione può definirsi efficace se inquadrato in un sistema di interventi complementari.

𝗟’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝘂𝗴𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼, che hanno atteso circa 30 anni per toccare con mano gli effetti disastrosi di un intervento isolato qual è la vasca di espansione in fase di realizzazione nell’omonima frazione, sembra non essere servita alla p.a per raddrizzare la rotta. La Regione Marche annuncia l’approvazione dell’ordinanza 1001 che permetterà di snellire ulteriormente le procedure di affidamento diretto dei lavori.

Peccato che la 𝗱𝗲𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 sugli appalti non garantiscano l’approvazione del piano progettuale da parte dell’Autorità di Bacino così come la realizzazione degli interventi. Nel 2016 l’Autorità di Bacino si era infatti già espressa ma la maggior parte degli interventi programmati non sono stati mai attuati. Si sono piuttosto susseguiti 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗮𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲 (non strutturali) 𝗱𝗶 𝗲𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 e con 𝗿𝗶𝗽𝗲𝗿𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 sulla stessa popolazione abitante .

Invece di agire sulle condizioni strutturali che rendono il nostro territorio altamente vulnerabile, continuiamo ad impegnare finanziamenti a pioggia per ricostruire tutto “dov’era, com’era”. 𝗡𝗼𝗻 “𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺’𝗲𝗿𝗮”! Più di 15 ponti sono stati gravemente danneggiati il 15 settembre 2022 e la scelta politica, non tecnica come invece vorrebbero farci credere, è nella maggior parte dei casi di restitutio in integrum. Poco importa se proprio le caratteristiche di quei ponti hanno impedito il deflusso dell’acqua in prossimità del tratto urbano quella notte: i fondi sono vincolati al ripristino, 𝗺𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼?

𝗖𝗮𝗿𝗮 𝗕𝗲𝗳𝗮𝗻𝗮, questo è il paradosso della ricostruzione in Italia, confermato dalla visione politica di un governo liberista e spregiudicato 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 nonostante quanto accaduto nelle Marche, in Emilia Romagna, e in Toscana (solo per citare gli eventi più recenti). Nonostante il dolore e la rabbia delle persone private di tutto.

Ed è così che il nostro commissario straordinario Acquaroli si riempie d’orgoglio per la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che dovevano essere già stati portati a compimento mesi e mesi fa. In continuità con quanto non svolto dall’Amministrazione Ceriscioli, di nuovo, il problema del dissesto idrogeologico della valle si affronta 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲 “𝗶𝗻 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮”, senza ascoltare la voce e l’esperienza di chi vive e lavora sul territorio, di chi conosce gli effetti di un’alluvione, e di chi conosce i tempi dei soccorsi.

𝗖𝗮𝗿𝗮 𝗕𝗲𝗳𝗮𝗻𝗮, forse i tredici decessi del 2022, i tre del 2014, gli incalcolabili danni a livello lavorativo, abitativo, personale, sociale, non hanno ancora dimostrato l’urgenza di ripensare completamente le modalità di intervento pre- e post-? Abbiamo bisogno di 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝗿𝗲 “𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮” 𝗲 𝘀𝘂 “𝗮𝗺𝗽𝗶𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮” adeguate azioni di mitigazione del rischio, con l’obiettivo di ridurne le cause e, contemporaneamente, garantire la tutela e la salvaguardia dell’ecosistema fiume.

Abbiamo bisogno di rendere 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼, coniugando sapere locale e scientifico, unendo l’esperienza di chi abita la valle allo sguardo di chi progetta e amministra. Non una tantum, come si è visto nel percorso frastagliato e spesso escludente del Contratto di Fiume, ma in maniera aperta e continuativa per prenderci cura del territorio nel 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗲, 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗲 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼.

Abbiamo bisogno di 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 cara Befana, così come di 𝘂𝗻’𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗮 𝗽𝗶𝘂' 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 da parte delle amministrazioni cittadine, regionali e nazionali, da parte della Protezione Civile così come delle aziende chiamate ad operare a tutela della valle e non del proprio profitto.

𝗧𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 le azioni da mettere in campo per sostenere e ridurre l’isolamento e l’incertezza di chi un secondo piano o un’alternativa non ce l’ha. La nostra esperienza di volontarie e volontari ci ha fatto conoscere la solitudine e la vulnerabilità di tante e tanti di fronte al fango ostinato di chi antepone gli interessi di pochi, alle necessità e ragioni di tutte e tutti.

Indirizzo

Senigallia
60019

Sito Web

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