Comitato di difesa del territorio - No Tyrrhenian Link

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Le campagne di Selargius terre di nessunoAncora una volta le campagne di Selargius sono oggetto di deturpamento da parte...
08/04/2026

Le campagne di Selargius terre di nessuno

Ancora una volta le campagne di Selargius sono oggetto di deturpamento da parte di ignoti delinquenti.

Il Sindaco ha rinunciato a governare quel pezzo di Selargius che sta oltre il confine naturale della 554.
Il vero limite è che, entro la 554, si gioca il consenso dei voti, qualsiasi errore viene segnalato.
Oltre la 554, invece, i voti contano poco, dunque quel territorio non è di interesse elettorale.
L'agricoltura non porta voti, per cui una parte importante è stata ceduta a Terna, Enel, Whysol, e altri attori, un'altra parte è totalmente alla mercé dei vandali.

Le campagne di Selargius fanno parte della città?
Certamente, e potrebbero ancora creare sviluppo e produzioni di ottima qualità.
Esiste uno studio pagato profumatamente dai cittadini selargini che traccia alcune direzioni per far crescere l'agro, incluse alcune soluzioni al problema del frazionamento dei terreni.

Le solite risposte - "i terreni sono troppo divisi" - indicano che non hanno nemmeno letto quel documento che recava alcune proposte in tal senso.

Selargius ha un sindaco capace di governare l'intera città e non nascondere la polvere sotto il tappeto?

12/03/2026

Indagati per avere difeso la terra sarda

Chi passa davanti al tribunale di Cagliari non può non notare che l'unica bandiera ammessa nelle aste è quella tricolorata.

In Sardegna "sa giustìtzia" non ha una accezione positiva. Associata ad altre parole è un impropero. "Ancu ti pighit", "ancu t'abruxit", ecc.

La giustizia (minuscolo) non è quella scaturita dal sentimento popolare e dal senso comune che si fa legge di un popolo. Ma è quella del dominatore, per questo è per noi sardi un malaugurio da secoli.

A Selargius, migliaia di sardi sono stati presidianti, sono arrivate persone, aiuti economici, aiuti materiali, beni di consumo, ulivi e piante, e solidarietà.
Dovrebbero dunque indagarci tutti quanti.
La giustizia italica è però vile, colpisce qualcuno per dare l'esempio a tutti.

Eppure era stato il proprietario terriero a chiamare il comitato, perché non voleva vendere il terreno degli avi.
Lo stesso proprietario terriero aveva ancora i suoi diritti.

Il gioco è sempre lo stesso: la grande multinazionale s.p.a. espropria con la forza delle leggi italiane il piccolo proprietario; poi interviene l'antiterrorismo. Centinaia di poliziotti, l'area interdetta per quattro giorni, elicotteri, droni, decine di cellulari.
Infine arriva la magistratura, ad indagare chi per un poco ha provato ad alzare la testa con dignità e la cui unica forma di resistenza è stata la piantumazione di ulivi e le serate culturali

La politica, la magistratura e la polizia sono stati un corpo unico in questo atto repressivo.

Lo stesso giorno dello sgombero, in regione iniziò il voto sulla legge 20, escludendo la Pratobello. Come in un finale di Francis Ford Coppola, i giochi si chiudono orchestrati all'unisono.

Massima solidarietà agli eroi del Presidio. Massimo sdegno per politica, forze dell'ordine e magistratura.

Noi non ci arrenderemo alle scelte imposte dall'alto e continueremo ad opporci.

Comitato di difesa del territorio - No Tyrrhenian Link

SELARGIUS HA SCELTO: IL NOSTRO TERRITORIO NON È IN VENDITA!La voce della nostra comunità è arrivata forte e chiara in Co...
20/02/2026

SELARGIUS HA SCELTO: IL NOSTRO TERRITORIO NON È IN VENDITA!

La voce della nostra comunità è arrivata forte e chiara in Consiglio Comunale.

Grazie al nostro Comitato di difesa del territorio - No Tyrrhenian Link che con impegno instancabile e principale motore locale della raccolta firme per la proposta di legge Popolare Pratobello 24, abbiamo dimostrato che Selargius non accetta una transizione energetica calata dall’alto che si trasforma in pura speculazione.

Un ringraziamento speciale va alla consigliera comunale Olla, che non solo ha supportato operativamente il Comitato certificando le migliaia di firme raccolte, ma ha anche portato la nostra battaglia nelle istituzioni presentando la mozione per l'attuazione del piano Pratobello '26.

Cosa abbiamo ottenuto?L'approvazione della mozione ribadisce il ruolo cruciale dei Comuni e dei PUC (Piani Urbanistici Comunali) come ultima linea di difesa contro l'assalto ai nostri suoli.

È un passo decisivo in attesa dell'impugnazione della Legge Nazionale 4/2026 e della piena attuazione della legge d'iniziativa popolare Pratobello '24.

Con questo risultato però NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!

La battaglia non finisce qui.
Chiediamo a ogni cittadino e cittadina di Selargius di restare al nostro fianco: informatevi, partecipate alle prossime assemblee e condividete le nostre iniziative.

Solo restando uniti come una "comunità sentinella" possiamo vigilare affinché il nostro Piano Urbanistico resti uno scudo invalicabile contro chi vuole svendere il nostro territorio.

Il futuro di Selargius appartiene a chi lo vive, non a chi vuole sfruttarlo.
Difendiamolo insieme!




13/02/2026

Il Comitato di Difesa del Territorio NO Tyrrhenian Link chiede l'immediata rimozione dall'elenco dei sottoscrittori di tale pubblicazione denominata "Mozione", a chiunque quest'ultima faccia riferimento o appartenga di nome e/o di fatto, della dicitura "No tirrenian link", anche nelle versioni NO tirrenian link" o NO Tyrrhenian Link official, in quanto imitazioni dell'originale detenuto dallo stesso Comitato NO Tyrrhenian Link che ufficialmente appare come Comitato di Difesa del Territorio NO Tyrrhenian Link. Il Comitato non avendo dato alcuna autorizzazione all'uso o alla pubblicazione, non essendo sottoscrittore di tale "Mozione" ne può pretendere la immediata rimozione, chiedendo di darne comunicazione dove è stato erroneamente divulgato, anche perché la sottoscrizione non corrisponde a verità.

I territori di Selargius, Settimo, Quartucciu, Uta sono destinati ad ospitare una concentrazione significativa di sistem...
07/02/2026

I territori di Selargius, Settimo, Quartucciu, Uta sono destinati ad ospitare una concentrazione significativa di sistemi di accumulo elettrochimico (BESS).

Solo Selargius è destinata ad ospitare una potenza complessiva autorizzata o in fase di pianificazione che supera i 350 MW.

Queste batterie BESS sono soggette a roghi e sorgeranno in un'area caldissima in estate, dove le temperature elevate rappresentano un fattore critico che può innescare la fuga termica. Quegli stessi territori sono già soggetti a rischio idrogeologico e ad incendi (quattro avvenuti solo l'estate scorsa).

È risaputo che una violenta esplosione delle BESS nel McMicken (Arizona) avvenuta circa tre ore dopo l'inizio del guasto ha scagliato detriti a decine di metri di distanza.

È risaputo che nel Moss Landing (California), in seguito a un guasto nel 2025, sono state disposte evacuazioni e chiusure scolastiche in un'area che ha richiesto il monitoraggio fino a 28 chilometri di distanza.

È risaputo che il rischio principale a lunga distanza è legato alla nube di gas altamente tossici, infiammabili e cancerogeni rilasciati durante la combustione o il "venting" delle batterie al litio. Tra queste sostanze letali figurano l'acido fluoridrico (HF), il monossido di carbonio (CO) e il cianuro di idrogeno (HCN). La dispersione di queste sostanze nell'atmosfera può rendere necessaria la protezione della popolazione anche a chilometri di distanza dal punto di origine del rogo.

È risaputo che questa distanza mette a rischio tutta l'area cagliaritana e mezzo Campidano.

Il sindaco Pierluigi Concu, la vicesindaca (probabile candidata sindaca futura) Gabriella Mameli, il presidente del consiglio Tonino Melis, e tutto il consiglio comunale staranno ancora in silenzio-assenso di fronte a questa cronaca di una morte annunciata?

Ecco il riepilogo degli impianti di batterie (BESS) previsti per l'area di Selargius:

1. W Selargius S.r.l. (ex Whysol-E Sviluppo S.r.l.):
- Potenza nominale: 150 MW.
- Caratteristiche: L'impianto prevede l'installazione di 100 container prefabbricati di batterie al litio, 25 container per il sistema di conversione (PCS) e 50 trasformatori.
Autorizzato con Decreto Direttoriale n. 55/13/2023.

2. Atena Storage S.r.l.:
- Potenza: 200 MW.
- Ubicazione: Comune di Selargius, in prossimità della stazione utente di condivisione.
- Stato: Progetto presentato/in corso.

3. Energy Q1 Bess S.r.l.:
- Tipologia: Impianto di accumulo autorizzato.
- Ubicazione: Sebbene situato nel territorio di Quartucciu, l'impianto è parte integrante del polo energetico locale poiché si collega direttamente alla stazione elettrica di Selargius.
Il suo cavidotto è oggetto di segnalazioni per il passaggio sopra un vecchio deposito di rifiuti pericolosi (amianto). Il comitato ha denunciato questi lavori.

4. FRV Italia S.r.l.:
- Tipologia: Impianto BESS.
- Connessione: Situato a Settimo San Pietro, ma progettato per collegarsi all'infrastruttura del Tyrrhenian Link a Selargius.

5. RDC
- questa azienda ha già acquisito diversi terreni sempre in zona Mat'e Masoni, Selargius, per ora non sappiamo altro, grandezza, numero container, potenza.

L’incidente delle batterie BESS McMicken, ArizonaL’incidente McMicken, in Arizona, è l’esempio migliore per caratterizza...
29/01/2026

L’incidente delle batterie BESS McMicken, Arizona

L’incidente McMicken, in Arizona, è l’esempio migliore per caratterizzare l’evoluzione della sequenza incidentale che avviene in seguito ad un thermal runaway.
Circa alle 16:54 del 19 Aprile 2019 una cella nel secondo Modulo 2 del Rack15 ha sperimentato un calo di tensione (da 4.06 V a 3.82 V) durante la fase di carica.
Poco tempo dopo la cella è entrata in regime di fuga termica, generando off-gas e fumi.
Subito dopo il calore si è propagato alle altre celle nel Modulo 2 e da lì in poi si è ulteriormente propagato a tutti gli altri moduli nel Rack15. La presenza degli off-gas ha favorito un’atmosfera infiammabile e la generazione di fiamme. Il fuoco è stato soppresso circa 3 ore dopo il calo di tensione iniziale, e la porta del container è stata aperta. Circa 2 minuti dopo l’apertura della porta c’è stata un’esplosione che ha scagliato detriti sulla recinzione circostante, ferito un vigile del fuoco e danneggiato il sistema HVAC.

Per questo incidente sono stati evidenziati cinque fattori principali:
1. Difetto interno della cella: durante l’investigazione sono stati prelevati dei campioni di celle integre dal medesimo BESS e da un altro sito che ne usava della medesima provenienza. Dall’analisi di questi campioni random è emerso
che una buona parte presentava depositi di litio metallico e la presenza di dendriti, non si è quindi esclusa la possibilità che la cella del modulo 2 del Rack15 fosse danneggiata a causa di difetti interni;

2. Il sistema antincendio non è stato in grado di intervenire propriamente: infatti il Novec 1230 non è risultato sufficiente ad interrompere il thermal runaway, in quanto non è bastato per dissipare il calore generato dalla propagazione su tutto il Rack15. Inoltra la stessa agenzia produttrice aveva annunciato seri dubbi sulla sua efficacia in caso di fuga termica, già nel 2017.

3. Assenza di barriere termiche tra le celle ha facilitato la propagazione: sebbene non ci fossero barriere termiche tra le celle o tra i moduli, la barriera termica installata sul rack ha prevenuto la propagazione ai rack adiacenti (Rack13 e Rack17), e ad ogni modo, dall’analisi della carcassa è possibile notare come il thermal runaway si sia propagato per via di trasmissione di calore piuttosto che per mezzo di una fiamma;

4. Concentrazione di gas infiammabili senza la presenza di una ventilazione adeguata: infatti il sistema antincendio Novac1230 è progettato per intervenire solo spegnendo il sistema di ventilazione, per evitare la dispersione dei gas di raffreddamento. Tuttavia, in questo caso, come detto prima, non è stato in grado di arrestare la propagazione del thermal runaway e perciò si è verificata una sovraproduzione di gas infiammabili;

5. Il corpo di intervento non disponeva di una procedura per l’estinzione, la ventilazione e l’accesso nel container.

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A Selargius vorrebbero mettere tre impianti di batterie BESS, una a Settimo San Pietro, una a Quartucciu e una ad Uta
È un assedio alla città Metropolitana di Cagliari, con l'epicentro Selargius.

Sindaci Pierluigi Concu (Selargius), Gian Luigi Puddu (Settimo San Pietro), Pietro Pisu (Quartucciu), Giacomo Porcu (Uta), Massimo Zedda (Città Metropolitana), sarebbe ora di opporsi a questo scempio

Batterie BESS a Selargius, Settimo San Pietro, Quartucciu, Uta: cronaca di una morte annunciataIl piano speculativo sta ...
25/01/2026

Batterie BESS a Selargius, Settimo San Pietro, Quartucciu, Uta: cronaca di una morte annunciata

Il piano speculativo sta realizzando una concentrazione senza precedenti di infrastrutture energetiche in un'area territoriale ristretta a ridosso di Cagliari e dei centri abitati di Selargius, Quartucciu, Sestu, Settimo San Pietro, Uta. Questa "sovrapposizione" di impianti — che include il Tyrrhenian Link, molteplici sistemi di accumulo BESS (W Selargius, Energy Q1, Atena Storage, FRV Italia), la dorsale Sardinian Link e vari collegamenti per parchi eolici e offshore — comporta una serie di rischi multidisciplinari.

Rischi di Incendio ed Esplosione (Thermal Runaway)

Il rischio principale legato alla massiccia presenza di impianti BESS (che utilizzano batterie agli ioni di litio) è il thermal runaway (fuga termica), una reazione esotermica incontrollabile che può portare a incendi ed esplosioni violente. In un territorio così densamente infrastrutturato, esiste il pericolo concreto di effetti domino, dove un incidente in un container potrebbe propagarsi ai rack adiacenti o alle vicine stazioni di conversione e trasformazione di Terna ed Enel.
Le fonti citano casi internazionali come quello di Moss Landing, dove un guasto ha richiesto il monitoraggio di un'area fino a 28 km di distanza, una scala che contrasta con la localizzazione di questi impianti a soli 2,8 - 3,6 km dai centri abitati sardi.

Emissioni Tossiche e Rischi Chimici

In caso di incendio delle batterie, vengono rilasciati nell'atmosfera gas altamente tossici e cancerogeni, tra cui fluoruro di idrogeno (HF), monossido di carbonio (CO) e cianuro di idrogeno (HCN). La vicinanza alle abitazioni e la ridotta estensione del territorio aumentano la vulnerabilità della popolazione a queste nubi tossiche. Inoltre, si segnalano rischi di inquinamento del suolo e delle falde dovuto a possibili perdite di oli di raffreddamento dei trasformatori o alla presenza di gas serra come l'SF6 (esafluoruro di zolfo) nelle stazioni elettriche. Un caso specifico di allarme riguarda l'impianto Energy Q1, il cui cavidotto passerebbe sopra un vecchio deposito di rifiuti pericolosi (amianto).

Impatto sul Territorio e sui Beni Culturali

L'elevata densità di servitù elettriche compromette l'uso agricolo del suolo e il paesaggio. Le indagini tecniche hanno rilevato la presenza di 7 nuraghi entro una fascia di 3 km, con il più vicino situato a soli 150 metri dagli impianti, configurando un rischio di danneggiamento o svalutazione del patrimonio identitario e archeologico. Inoltre, l'installazione di grandi superfici impermeabili (container e piattaforme) può alterare il regime idrogeologico locale, aumentando il rischio di ruscellamento superficiale e dissesto in caso di eventi meteorologici estremi.

Rischi Elettromagnetici e Salute Pubblica

La presenza di numerose linee ad alta tensione e stazioni di conversione espone i residenti e i lavoratori a campi elettromagnetici costanti. Le fonti indicano che l'esposizione a campi di frequenza estremamente bassa è oggetto di studi in relazione a patologie gravi (come la Sclerosi Laterale Amiotrofica) e problemi di infertilità, rendendo la vicinanza delle infrastrutture alle case sparse un fattore di rischio sanitario da non sottovalutare.
Criticità Amministrative e di Copertura dei Rischi

Un rischio ulteriore, di natura burocratica e finanziaria, emerge dalle procedure di voltura delle autorizzazioni.
Società come la W Selargius S.r.l., che subentrano nella titolarità di progetti complessi, risultano avere un capitale sociale ridotto (10.000 euro) e risultano inattive al momento della voltura.
Questo solleva forti dubbi sulla reale capacità di queste aziende di far fronte alle responsabilità civili e penali e di garantire la copertura economica necessaria per la bonifica o il risarcimento danni in caso di catastrofe.

I comuni di Selargius, Settimo San Pietro, Quartucciu, Uta e la città Metropolitana di Cagliari sono complici?
Perché non oppongono resistenza a questa cronaca di una morte annunciata di tutta l'area metropolitana?

L'esponente di Forza Italia Pietro Pittalis ha dichiarato in un suo post la denuncia, senza citare nomi, ma riferendosi ...
18/01/2026

L'esponente di Forza Italia Pietro Pittalis ha dichiarato in un suo post la denuncia, senza citare nomi, ma riferendosi al 41-bis e al decreto energia appena approvato, che va nella direzione opposta rispetto alla Pratobello24, a dispetto di quello che dichiara Pittalis.

La denuncia presentata da un esponente politico contro comitati e attivisti segna un nuovo punto di rottura tra istituzioni e una parte della società sarda, dopo tre anni di mobilitazione ignorata e una legge che ha prodotto l’effetto opposto a quello richiesto dai cittadini.

Tre anni di mobilitazione continua. Tre anni di assemblee, presìdi, studi, proposte. E soprattutto 210.000 firme: un numero mai visto in Sardegna per una legge di iniziativa popolare. La Pratobello24 non era uno slogan, ma un atto politico limpido, pacifico, democratico.

La risposta delle istituzioni?
Il silenzio. Poi, alla fine del percorso, una legge statale percepita come persino più restrittiva, più centralista, più distante dalla volontà popolare.

È in questo contesto che nasce la frustrazione. Non dal nulla, non da un capriccio ideologico, ma da un sentimento preciso: non essere stati ascoltati. Quando una mobilitazione così ampia viene ignorata, quando il lavoro di migliaia di cittadini viene cestinato senza vero confronto, la rottura è quasi inevitabile.

Oggi assistiamo a una scena che rovescia la realtà: il potere politico che denuncia i cittadini, i comitati, gli attivisti. Chi governa, protetto da meccanismi istituzionali sempre più blindati — una legge elettorale regionale con uno sbarramento al 10% (al pari soltanto della Turchia, offrendosi per violare od ignorare l'autonomia regionale), leggi popolari svuotate, manifestanti denunciati — si presenta come vittima. Chi protesta, invece, diventa il problema.

È questa la dimensione distopica, in cui la partecipazione viene trasformata in fastidio, il dissenso trattato come delegittimazione, la parola pubblica ricondotta entro i confini della “correttezza” stabilita dal potere.

La reazione dura, anche eccessiva nei toni, di una parte del movimento va letta dentro questa asimmetria. Non come modello, ma come sintomo. Quando i canali democratici non producono effetti, quando tre anni di lotta finiscono con un risultato opposto a quello richiesto, la rabbia prende il posto del linguaggio istituzionale.

Resta una domanda di fondo, che precede ogni querela e ogni comunicato:
che spazio reale ha oggi la volontà popolare in Sardegna?
Se 210.000 firme non bastano, se la protesta viene criminalizzata, se il diritto di parola diventa un rischio legale, allora il problema non è il tono di chi grida. È il silenzio di chi governa.

14/01/2026

𝐋𝐄𝐀𝐋𝐓𝐀' 𝐀𝐈 𝐒𝐀𝐑𝐃𝐈

𝐈𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐃𝐋 𝟏𝟕𝟓, 𝐛𝐥𝐢𝐧𝐝𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨.

Un testo che, a parole, sembrerebbe restituire alle Regioni a Statuto Speciale la competenza sull'individuazione delle aree idonee. Ma non fatevi ingannare: è una concessione fragile e piena di ombre.

𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞𝐦𝐞𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚: 𝐥’𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞𝐬𝐨𝐫𝐛𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝟔.𝟐 𝐆𝐖𝐩.

Senza garanzie blindate, l’autonomia rischia di essere un guscio vuoto, mentre la "clausola di salvaguardia" rimane un'ignobile sanatoria per il caos normativo che ha permesso la presentazione di oltre 800 progetti speculativi.

𝐓𝐫𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐒𝐚𝐩𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 è 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐄 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐮𝐧 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨: è 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Non rispondete ai diktat di un "Governo padrone" o a logiche di partito. 𝐕𝐨𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐨𝐛𝐛𝐞𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐢. È in gioco la nostra terra, la nostra vita e il futuro dei nostri figli.

La Sardegna vi osserva:

𝐅𝐎𝐑𝐙𝐀 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀
𝐔𝐠𝐨 𝐂𝐚𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐚𝐜𝐜𝐢
𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐏𝐢𝐭𝐭𝐚𝐥𝐢𝐬

𝐅𝐑𝐀𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈 𝐃'𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀
𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐃𝐞𝐢𝐝𝐝𝐚
𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐋𝐚𝐦𝐩𝐢𝐬
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐌𝐮𝐫𝐚
𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐨

𝐋𝐄𝐆𝐀
𝐃𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢

𝐌𝟓𝐒
𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐏𝐞𝐫𝐚𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢
𝐒𝐮𝐬𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐂𝐡𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢

𝐏𝐃
𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐨 𝐋𝐚𝐢

𝐀𝐕𝐒
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐆𝐡𝐢𝐫𝐫𝐚

Non accettate compromessi al ribasso.
𝐋'𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚. 𝐅𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐃𝐋 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐥'𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢𝐨.

𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐑𝐃𝐄𝐆𝐍𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐏𝐈𝐄𝐆𝐀. 𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐑𝐃𝐄𝐆𝐍𝐀 𝐕𝐈 𝐎𝐒𝐒𝐄𝐑𝐕𝐀!

‼️‼️𝗡.𝗕. 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁 𝘁𝗮𝗴𝗴𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶

𝗣𝗦 in foto il murale che rappresenta la mamma della nostra mitica Zia Assunta Assunta Biscu, durante la rivolta Pratobello del '69, ieri e oggi protagonista della lotta per la Libertà!

VI TENIAMO D'OCCHIO!𝗨𝗴𝗼 𝗖𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗮𝗰𝗰𝗶 (𝗙𝗜) 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗶𝘁𝘁𝗮𝗹𝗶𝘀 (𝗙𝗜) 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗗𝗲𝗶𝗱𝗱𝗮 (𝗙𝗱𝗜) 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗟𝗮𝗺𝗽𝗶𝘀 (𝗙𝗱𝗜) 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗠𝘂𝗿𝗮 ...
13/01/2026

VI TENIAMO D'OCCHIO!

𝗨𝗴𝗼 𝗖𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗮𝗰𝗰𝗶 (𝗙𝗜)
𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗶𝘁𝘁𝗮𝗹𝗶𝘀 (𝗙𝗜)
𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗗𝗲𝗶𝗱𝗱𝗮 (𝗙𝗱𝗜)
𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗟𝗮𝗺𝗽𝗶𝘀 (𝗙𝗱𝗜)
𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗠𝘂𝗿𝗮 (𝗙𝗱𝗜) | 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗮𝗿𝗮 𝗣𝗼𝗹𝗼 (𝗙𝗱𝗜)
𝗗𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗚𝗶𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶 (𝗟𝗲𝗴𝗮)
𝗦𝗶𝗹𝘃𝗶𝗼 𝗟𝗮𝗶 (𝗣𝗗)
𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗚𝗵𝗶𝗿𝗿𝗮 (𝗔𝗩𝗦)
𝗠𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶 (𝗠𝟱𝗦)
𝗦𝘂𝘀𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗖𝗵𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶 (𝗠𝟱𝗦).

Il 1°Gennaio 2026 questa nonnina di Su  Planu ha compiuto 101 anni. Oggi è allettata, come spesso accade a questa età,  ...
07/01/2026

Il 1°Gennaio 2026 questa nonnina di Su Planu ha compiuto 101 anni. Oggi è allettata, come spesso accade a questa età, ma la sua storia recente parla di lucidità, autonomia e impegno civile.

Nell'agosto del 2024, a 99 anni e 8 mesi, Cecilia Mascia non era allettata e ha scelto consapevolmente di firmare la proposta di legge popolare Pratobello 24 contro la speculazione energetica in Sardegna.

Una delegazione del comitato no Tyrrhenian link è andata a trovarla per festeggiare il suo 101° compleanno ma anche per dirle GRAZIE!

Perché mentre le campagne selargine diventano un hub energetico, LEI, con la forza di una vita intera, ha dimostrato più senso civico di chi governa.

La sua firma ci ricorda che la partecipazione non ha età e che la dignità non invecchia.





"Nella tarda serata del 19 dicembre 2025,  si è verificato un incendio  presso il Church Street Battery Storage Facility...
05/01/2026

"Nella tarda serata del 19 dicembre 2025, si è verificato un incendio presso il Church Street Battery Storage Facility di Warwick, New York, gestito da Convergent Energy & Power.

[...]
Per i residenti di Warwick e i leader locali, l'incendio ha avuto un peso ulteriore. La città ha subito diversi incidenti con sistemi di stoccaggio di batterie negli ultimi anni e ogni nuovo evento solleva difficili interrogativi sul rischio, sulla risposta alle emergenze e sull'idoneità degli attuali sistemi di stoccaggio di batterie (BESS) a luoghi vicini a case, scuole e piccole imprese.

Questo articolo fornisce una panoramica completa e basata sui fatti di quanto accaduto nel sito di Church Street, di come si è sviluppata la risposta e del perché incidenti come questo continuino a influenzare il dibattito nazionale sulla sicurezza antincendio BESS. "

https://eticaag.com/convergent-site-battery-storage-fire-in-warwick-ny/ #:~:text=In%20June%202023%2C%20a%20major,and%20a%20prolonged%20emergency%20response.

A fire at a Convergent BESS site in Warwick, NY renews scrutiny of battery storage safety and the technologies shaping the future of fire-resilient energy storage.

Indirizzo

Bia E Mesu
Selargius
09047

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