18/09/2018
Chi mi conosce, sa che non ho particolari problemi ad usare le parole. Anzi. Eppure sono 36 ore che vorrei scrivere un post per raccontare la nostra Festa de L'Unità - Scafati, e non ci riesco. La verità è che non riesco a trovare il modo per raccontarvi quanto sono felice. E non solo perché per quattro giorni il Partito Democratico Scafati è stato in piazza, ha promosso dibattiti, discusso di problemi e soluzioni, unito una comunità, acceso luci e musica nel buio.
Ma perché questa Festa è un simbolo, di come va la nostra città, e della speranza che testardamente custodisce.
Un simbolo: delle difficoltà che attraversiamo, tra una piazza trovata come una discarica, invasa da insetti e zanzare, e le difficoltà e le pastoie burocratiche che incontra chi vuole fare qualcosa (a proposito di chi paga, abbiamo fatto da noi anche per la corrente elettrica, affittando un generatore).
Un simbolo: di come con competenza, testardaggine, spirito di comunità, coraggio, i problemi si possono affrontare, la piazza pulire, le difficoltà e le pastoie burocratiche superare; e creare un luogo ad immagine e somiglianza di come vorremmo la nostra Scafati: ordinata, unita, allegra, attenta, responsabile, con lo sguardo rivolto al futuro.
Per quattro pomeriggi e quattro sere tutta la Scafati che c'è si è riunita, come un tempo, come tornerà ad essere, per stare assieme, e per assieme confrontarsi, crescere, costruire identità, provare a cambiare quello che non va. Decine e decine di persone, ai dibattiti, allo stand gastronomico, sotto il palco degli spettacoli. Cose che non si fanno con un social network, con la retorica che nasconde problemi o differenze, con la propaganda fine a se stessa. Ma guardandosi in faccia, e guardando in faccia la realtà che va cambiata ed affrontata.
Per questo ci siamo confrontati con il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, su temi essenziali quali il destino dell'ospedale, del fiume Sarno, dei trasporti, dei poli di sviluppo e occupazione. Per questo abbiamo chiesto ad esperienze e professionalità quali quelle di Michele Russo, Michele Vangone, Carmine Ferrara, Sergio Catalano, di esporci ognuno per il proprio campo le questioni e le possibili soluzioni, e di ragionare assieme di come costruire un programma di cambiamento: perché i problemi non vanno soli enunciati, vanno risolti, con analisi, studio, e decisioni. E per questo ci siamo confrontati con il nostro segretario nazionale Maurizio Martina ed il nostro presidente nazionale Matteo Orfini su temi quali l'azione deficitaria del governo nazionale, la manifestazione del 30 settembre, lo stato di salute del nostro partito. E anche su questo - lo dico a chi ironizza sulle idee diverse che si sono confrontate - noi non abbiamo paura, a proposito di trasparenza, a discutere pubblicamente anche dei nostri problemi e delle nostre differenze, a discuterne in piazza, a dibattere serenamente anche di quello su cui non siamo d'accordo: ma posso capire che chi frequenta partiti padronali - nei quali c'è un capo e nessun dibattito, alla faccia della partecipazione - tutto questo non possa comprenderlo.
Comunque, prima di farla troppo lunga, questo post è scritto innanzitutto per ringraziare.
I tanti scafatesi, anche quelli che non sono iscritti o elettori del nostro partito, che hanno deciso di stare con noi, di ascoltarci, di parlarci, di confrontarsi.
I tanti artisti che hanno accettato il nostro invito ad esibirsi, e che - ognuno per la propria parte - rappresentano quel popolo, quelle tradizioni, quelle innovazioni, quella professionalità, quella spensieratezza, di cui facciamo parte, e con il quale e con le quali vogliamo cambiare Scafati.
E soprattutto, non me ne voglia nessuno, i tanti volontari che hanno permesso questa Festa: uomini e donne liberi, ricchi di passione e di coraggio, esempio di sacrificio, impegno, militanza, spirito civico, che senza sosta hanno montato stand, cucinato, servito ai tavoli, spostato sedie, pulito la piazza, assicurato che tutto funzionasse al meglio. Senza di loro, e soprattutto senza i Giovani Democratici Scafati, la Festa non sarebbe esistita.
A che serve dunque una Festa in tempi bui come questi ? A dimostrate che i tempi bui possono essere spenti, e sostituiti da tante piccole luci. Che tutte insieme annunciano un giorno nuovo. Per questo giorno nuovo lavoriamo, senza paura di niente e di nessuno, con tutta la Scafati che c'è.
P.S.: per ultimo, in ordine di importanza. Leggo di polemiche sulle presenze e sulle assenze alla Festa. 1) La Festa era aperta a tutti, e quelli per noi importanti sono i tutti che hanno scelto di esserci: come si suol dire, chi non c'è, non ci sarà. 2) Per quattro giorni, alle cinque del pomeriggio, una media di 150 scafatesi ha partecipato ad un dibattito politico. Non ci sembra poco, e aspettiamo con ansia che tanti commentatori si adoperino a fare lo stesso: noi non guferemo come loro ma, anzi, saremo in prima fila ad ascoltare, perché la partecipazione ed il confronto sono valori importanti. D'altronde, come direbbe il compianto mister Boskov, "meglio poca - presunta poca - gente ad una festa, che nessuna gente a nessuna festa".