15/07/2025
La proposta di limitare l’attività libero-professionale intramuraria (ALPI) è una misura demagogica, che ignora dati concreti:
📌Gli spazi usati per l’ALPI sono pari solo al 10–20% del totale aziendale.
📌L’attività avviene fuori orario istituzionale: nessun tempo rubato al SSN.
📌Le attese per visite intramoenia? Uguali o superiori a quelle del pubblico.
Il servizio pubblico ci guadagna, perché 25% della tariffa va a coprire costi aziendali, 5% a perequazione e 5% alla riduzione delle liste d’attesa.
I numeri parlano chiaro: solo 2–3% delle spese “out‑of‑pocket” sono legate all’ALPI. E le prestazioni intramurarie stanno progressivamente diminuendo rispetto al 2010.
📣 Il punto di ANAAO?
➡️ L’ALPI non è un nemico, ma uno strumento utile per:
• alleggerire le liste d’attesa,
• generare risorse per le aziende ospedaliere,
• offrire prestazioni aggiuntive per i cittadini, sempre sotto vincoli di trasparenza e non sostituibilità.
➡️ Chi punta il dito contro i professionisti rischia di nascondere le vere cause delle liste d’attesa: sottofinanziamento, mancanza di personale, carenze organizzative e demografiche.
✅ Cosa chiediamo?
Stop alla retorica facile: affrontiamo le vere cause.
Valorizzazione dell’ALPI, non repressione gratuita.
Rispetto per i medici e dirigenti sanitari, che garantiscono ogni giorno cure sicure e accesso pubblico.
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La sanità pubblica non si difende a colpi di slogan.
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