21/11/2025
🟥 FINE VITA: persa un’occasione di dare una risposta di civiltà alle necessità dei nostri cittadini
La decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge sul fine vita approvata dal Consiglio regionale della Sardegna rappresenta un atto grave, che colpisce un percorso costruito con serietà, responsabilità e nel pieno rispetto delle sentenze della Corte costituzionale.
📣 Il presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale, On. Roberto Deriu, sottolinea come la Regione abbia operato con rigore giuridico e responsabilità:
“La normativa sarda si muove nel solco tracciato dalla Consulta. Lo Stato e la Regione si occupano di cose diverse. Le Regioni devono organizzare la sanità: prevedere una procedura non significa auspicarla. Nessun intento pedagogico, nessun abbassamento della guardia sul dovere di curare. Si tratta solo di disciplinare un caso che, volenti o nolenti, si presenta. E se un giorno una legge nazionale stabilirà diversamente, ci si adeguerà.
Ma oggi, questo è il dovere di una Regione. Ancora una volta abbiamo perso un’occasione di dare una risposta di civiltà alle necessità dei nostri cittadini”
🟣 Il segretario regionale del Partito Democratico, On. Silvio Lai, denuncia con forza la scelta dell’esecutivo:
“È come se il Governo Meloni pretendesse di decidere come ciascuno di noi debba vivere e morire, negando alle persone il diritto fondamentale all’autodeterminazione e alla dignità negli ultimi momenti della propria vita.
La legge sarda nasce da un percorso serio, condiviso, rispettoso delle sentenze della Corte costituzionale e delle linee già tracciate in diverse regioni. Non si sostituisce allo Stato, non crea nuovi diritti, ma garantisce procedure e tutele per evitare che cittadini e famiglie soffrano nell’abbandono istituzionale. Il Governo sceglie invece la strada dello scontro ideologico, trasformando una questione di umanità in un terreno di propaganda. È un errore politico e morale”