P.R.C. Circolo XXI Luglio Sarzana

P.R.C. Circolo XXI Luglio Sarzana Circolo fondato nel 1991, prende il nome dai fatti di Sarzana del 21 luglio 1921 quando i Militi e la Popolazione respinse le squadracce fasciste.

14/01/2025

Il 17 Gennaio nella nostra città, come a Roma e in tante altre città italiane, prendiamo in mano fiaccole, accendini, torce dei nostri telefoni candele e illuminiamo le strade.

Diamo vita ad una mobilitazione diffusa in tutto il Paese per opporci al DDL Sicurezza e al regime autoritario che avanza. Portiamo la luce della resistenza sociale contro le ombre di chi vuole negare diritti e libertà.

Costruiamo insieme un fronte popolare che accenda migliaia di luci in ogni angolo del Paese e che trasformi la paura in lotta, il silenzio in ribellione.

L’appuntamento di La Spezia è alle 17.30 in Piazza Mentana

01/05/2022

1°maggio 1945. Gli italiani tornano a celebrare la Festa dei Lavoratori.
La Festa dei Lavoratori, soppressa dal regime fascista, torna ad essere celebrata, dopo la Liberazione del nostro Paese. Nel volantino dei Gruppi di Difesa della Donna del 1° maggio 1945 dal titolo “1° Maggio, giornata di guerra e di vittoria” si legge: “Quest'anno la manifestazione del 1° maggio assume un'importanza veramente eccezionale. Le eroiche formazioni partigiane che da 18 mesi stanno combattendo, coadiuvano strettamente con gli eserciti alleati alla liberazione del proprio Paese, attaccando senza posa i presidi fascisti, le vie di comunicazione, non dando tregua al nemico. Dobbiamo manifestare nelle piazze e davanti ai municipi per ottenere migliori condizioni di lavoro e di vita. La Giornata del 1° maggio dovrà essere la nostra giornata di lotta, la giornata nella quale le masse popolari italiane dimostreranno la loro ferrea volontà di volere farla finita, una volta per sempre, con il nazifascismo.”
Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano.

01/05/2022

Sono un accanito fruitore dei programmi di Alessandro Borghese, mi sta molto simpatico. E siccome conduce una media di un milione di trasmissioni l’anno, oltre a gestire un piccolo impero culinario, mai mi azzarderei a metterne in dubbio l’operosità.

Proprio per questo, mi sento di rivolgergli un appunto fraterno: Alessandro, ma che c***o dici? Cioè, ma davvero anche tu con ’sta storia che i giovani non hanno voglia di lavorare, che ai tuoi tempi sì che si faceva sul serio, che è normale fare praticantato non pagato, che addirittura c’è gente che pretende i giorni di riposo… Intanto perché non hai l’età. Certe cose sarebbe meglio lasciarle ai babbioni come me. Poi, perché ci si espone ai malpensanti.

Dacché non è reato nascere da lombi patrizi, ovvio. Colpe e meriti dei genitori non ricadono sui figli. Ma finisce che qualche malfidato ti ricorda papà produttore e mamma attrice. E rischi di risultare, ecco, un filo anacronistico. Il punto però è un altro, decisivo: che alla fine ti vien dietro Briatore. Altra intervistona, altri panegirici su queste generazioni, a cui tra parentesi le nostre hanno ciucciato di tutto, pensione compresa. E i giornali la rimestano all’infinito, forse perché la loro platea giovane non è, e quindi pensano di vellicarla a colpi di nostalgismo. Che poi Briatore la gavetta l’ha anche fatta, e secondo recenti evidenze ci anche pagato l’Iva. Però, ecco, come modello di capitalismo francescano proprio non me lo vedo.

Inoltre, quando un altro giornalista si prende la briga di verificare perché l’imprenditore solingo non trova dipendenti, quasi sempre scopre che lo stipendio era la metà di quello sbandierato. Stipendio che ai candidati, tra l’altro, spesso manco viene anticipato. Perché così si sentono i nostri imprenditori: donatori di lavoro. Chi giovane lo è ancora, può persino uscire da questa narrazione. O, come dice un tizio che appunto mi sta simpatico, ribaltare il risultato.

👉 https://bit.ly/3Mq9HDs

30/04/2022

Biden avrebbe chiesto all'Italia un contributo di tre miliardi di dollari

30/04/2022

Dopo 2 anni ritorniamo a Solaro ✊🏽

30/04/2022

Primo Maggio: Altro che festa, nessun rispetto per lavoratrici e lavoratori!

Anche quest’anno nel giorno della Festa dei Lavoratori dobbiamo fare i conti con i pesanti attacchi subiti dal mondo del lavoro. Attacchi che si chiamano precarietà, insicurezza, disoccupazione, povertà e che hanno come mandanti sempre gli stessi, governo e Confindustria.
In Umbria, nei primi tre mesi dell’anno, si sono verificati 2.757 incidenti sul lavoro, 712 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una media di 3 morti sul lavoro al giorno a livello nazionale. Oltre al danno la beffa: i lavoratori e le lavoratrici della grande distribuzione, che sono stati in prima linea durante la pandemia, subendo nel 2020 un’impennata dei decessi del 67% grazie alla liberalizzazione selvaggia, saranno costretti e costrette a lavorare anche il Primo Maggio e negli altri giorni di festa.
Da troppo tempo il nostro sistema economico reagisce a crisi ed eventi catastrofici pagando con il sangue ed il sudore dei lavoratori e delle lavoratrici
Noi pensiamo che il Primo Maggio anche nella nostra regione possa tornare ad assumere un significato di lotta e di riconquista dei diritti. In questo senso, anche l'apertura dei negozi in questa data è da respingere e contrastare con forza, una vergogna assoluta. Viva il Primo Maggio, viva le lavoratrici e i lavoratori.

Andrea Ferroni, Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Perugia – SE

30/04/2022

Il primo maggio cade quest’anno in una fase politica, economica e sociale molto difficile per il mondo del lavoro e i ceti popolari del nostro paese.

L’escalation della guerra in Ucraina e la guerra delle sanzioni stanno producendo effetti drammatici sulle economie e soprattutto sui ceti popolari già duramente colpiti dalla gestione della pandemia e dagli aumenti dei prezzi prodotti dalla crisi della globalizzazione.

E’ esplicita la volontà delle classi dominanti di scaricare i costi crescenti sui salari, le pensioni e i redditi bassi rifiutando di bloccare le bollette, di calmierare i prezzi, di aumentare i salari e di introdurre meccanismi di indicizzazione che proteggano dall’inflazione.

Al contrario prevale da parte del governo la scelta di proseguire e intensificare le spinte neoliberiste attuando politiche di bilancio restrittive e accorciando i tempi di rientro nei vincoli di bilancio come richiesto con forza da tutti gli organismi della governance europea; con la conseguenza che non ci sarà nulla per l’occupazione, per il pubblico (scuola e sanità), per una vera riconversione ecologica guidata dal pubblico.

E necessario l’impegno di tutti per determinare le condizioni per la ripresa di un grande ciclo di lotte unificando soggetti sociali, sindacali e politici contro il neoliberismo, la guerra e l’economia di guerra.

Per questo invitiamo tutte e tutti ad essere presenti in tutte le mobilitazioni del primo maggio.

30/04/2022

Il sistema fiscale italiano sembra organizzato per tassare solo stipendi e pensioni, e dunque finisce per premiare patrimoni e rendite. Nel 2020 solo un milione e mezzo di italiani, il 4 per cento, hanno dichiarato guadagni superiori ai 70mila euro; il reddito medio dei lavoratori dipendenti è appena sopra i 20mila euro; ma è maggiore di quello dichiarato dagli imprenditori che a 20mila dicono di non arrivare e se la battono con i pensionati che sfiorano i 19 mila. E poi c’è il male cronico dell’evasione fiscale: 100 miliardi l’anno; e la storica incapacità dell’amministrazione a incassare perfino ciò che è concordato: ogni anno su 70 miliardi di crediti accertati non ne entrano più di dieci.

Se così stanno le cose, il “no a nuove tasse” sbandierato dal centrodestra e la spinta per l’ennesimo “scostamento di bilancio”, insomma l’aumento del debito di tutti, significa in realtà “non toccate gli evasori”, perché qui non di nuovi balzelli si parla, ma di far pagare chi non paga, o dà troppo poco rispetto al tanto sul quale non dà niente. Un tasto dolente per la destra.

Già anni fa Tremonti definiva «immorale» l’imposta sulle eredità più ricche (che peraltro piaceva a Luigi Einaudi); arrivato a Palazzo Chigi Berlusconi la abolì. In tempi più recenti Forza Italia ha boicottato il tetto al contante, La Lega i pagamenti on line; e Salvini è arrivato a definire eroe l’imprenditore che per sopravvivere non paga le tasse.

Contro una destra che premia gli evasori, piacerebbe vedere un partito dell’equità fiscale che si batta per non lasciare il peso fiscale e il costo dei servizi solo sulle spalle di pensionati e lavoratori dipendenti. È un principio democratico, costituzionale di redistribuzione che dovrebbe fare tutt’uno con l’identità stessa di una sinistra che si dice riformista.

👉 https://bit.ly/3vGq7kA

19/02/2022

Indirizzo

Via Mascardi N. 81
Sarzana
19038

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