07/01/2023
IL TEMPO CHE NON PASSA. MAI.
7 GENNAIO, ACCA LARENZIA
Si finiva per frequentare una sede del Movimento sociale italiano solo per amore. Perché tutt’intorno la società andava a sinistra, il comunismo pareva un destino ineludibile, te lo raccontavano a scuola, all’università, nelle fabbriche, nei quartieri e la Democrazia Cristiana non aveva grande voglia di puntellare la libertà. Si aderiva al Fronte della Gioventù, appunto, per amore della libertà, per difenderla dalla tirannia del socialismo reale che sfacciatamente agiva coi carri armati nelle nazioni europee cedute a Stalin alla fine della seconda guerra mondiale. Si entrava in un “covo” del Fuan (così lo chiamava la stampa) per amore dell’Italia, per il gusto di essere patrioti mentre intorno la società ti raccontava che era peccato, che avere a cuore la propria nazione significasse essere nostalgici e il nostro passato - dall’antica Roma al Risorgimento - andasse offeso e cancellato.
Per questo chi è caduto nell’epopea degli anni ‘70 è un eroe. Si dichiarava di destra quando gli altri intorno dicevano fosse fascista e insieme urlavano con la bava alla bocca che “uccidere un fascista non era reato”.
Grazie Franco, Francesco, Stefano per il vostro coraggio, vi avevamo promesso la vittoria, unica consolazione capace di dare un senso al non-senso del perdere la vita a vent’anni. Non la vendetta, che rabbiosamente volevano alcuni stolti, inconsapevoli che quella spirale d’odio era l’obiettivo della strategia della tensione, ma la vittoria. Per conquistarla ci sono voluti tanto cuore, tanta testa e tanto tempo. Ma vittoria è stata.
Sorrideteci ora dal cielo e dateci la forza per non deludere la nostra comunità. Ancora una volta segnate il passo e guidate il nostro viaggio terreno.
Fabio Rampelli
Vice Presidente della Camera dei Deputati