11/09/2026
L'11 settembre 1973 il Cile ha visto spezzarsi la sua democrazia sotto le bombe, ma non la dignità del suo presidente:
𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐝𝐨𝐫 𝐀𝐥𝐥𝐞𝐧𝐝𝐞.
Qualche tempo prima che venisse assassinato, una troupe di italiani andò a intervistarlo, in prima linea il fotoreporter campano 𝐅𝐑𝐀𝐍𝐂𝐄𝐒𝐂𝐎 "𝐂𝐈𝐂𝐂𝐈𝐎" 𝐉𝐎𝐕𝐀𝐍𝐄, il cui archivio fotografico è conservato al 𝐌𝐔𝐃𝐈𝐅.
Ma chi era Salvador Allende e perché il suo ricordo resiste al tempo?
𝟏𝟗𝟕𝟎: Allende diventa il primo politico di ispirazione marxista al mondo a essere eletto democraticamente come Presidente del suo Paese.
𝐈 𝐌𝐈𝐋𝐋𝐄 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈: Alla guida di Unidad Popular, avvia la "via cilena al socialismo": nazionalizza le miniere di rame, accelera la riforma agraria e ridistribuisce le terre, puntando su giustizia sociale, sanità pubblica e alfabetizzazione.
𝐈𝐋 𝐆𝐎𝐋𝐏𝐄 (11 Settembre 1973): Le forze armate, guidate dal generale Augusto Pinochet, assaltano il palazzo presidenziale de La Moneda. Allende sceglie di restare, rifiutando l'esilio e difendendo fino all'ultimo respiro la democrazia.
Il vero lascito di Allende non è solo politico, ma profondamente umano. Mentre La Moneda bruciava sotto i bombardamenti aerei, la sua voce, serena ma ferma, passava attraverso i microfoni di Radio Magallanes per il suo ultimo, indimenticabile discorso.
"𝑆𝑎𝑝𝑝𝑖𝑎𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑖, 𝑠𝑖 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑒𝑟𝑎̀ 𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒."
📸 Una straordinaria testimonianza fotografica proviene dall'Archivio MUDIF - Fondo Jovane. Scatti che ci riportano al clima di quegli anni, restituendoci non solo un frammento di storia, ma l'anima di un'epoca.