03/04/2026
Domenica 29 marzo 2026 (1944 - 2026)
Nell’82esimo anniversario dell’eccidio di Piobbico e del martirio del comandante Decio Filipponi, con le radici ben salde nel passato, le nostre radici profonde, ci confrontiamo ancora una volta con il presente pensando al futuro.
Crediamo fermamente che il sacrificio e l'esempio del giovane comandante partigiano possa rappresentare ancora oggi, nel contesto attuale, la resistenza intransigente al fascismo, in qualunque forma esso si presenti.
Sebbene questo nel secolo scorso sia stato sconfitto militarmente, è tuttavia perdurato nel tempo.
Quando la crisi sistemica del capitalismo imperialista si acuisce sino a veder crollare le proprie basi di sfruttamento e sopraffazione, la parte più reazionaria del sistema si manifesta apertamente, senza maschere, nel suo aspetto più feroce e devastante; la guerra, la mattanza umana.
La terza guerra mondiale, nella sua fase embrionale è ormai un’evidenza. Tuttavia la deflagrazione totale, che per il suo livello altamente tecnologico è potenzialmente devastatrice, può e deve essere scongiurata affinché la celebre frase di Einstein "Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma so che la quarta si farà con pietre e bastoni", resti un timore e non diventi profezia.
La coalizione Epstein, Stati Uniti ed entità sionista, nella loro fase di declino e decadenza, hanno scatenato la loro presunta superiorità di fuoco.
Il genocidio in Palestina, l’attacco al Venezuela e la guerra all’Iran sono gli ultimi eventi di una scia lunga decenni.
Ora l’amministrazione Trump, consapevole della fallimentare guerra in medio oriente, si accanisce su Cuba, definendola “una minaccia inusuale per la sicurezza nazionale”, cercando di blindare l’egemonia USA nel continente occidentale. Con il blocco petrolifero ed energetico imposto all’isola a partire dalla fine di gennaio, l’imperialismo a stelle e strisce vuole letteralmente asfissiare un intero popolo che, tra mille contraddizioni, ha avuto come unica colpa quella di aver scelto la propria strada senza piegarsi allo strapotere del vicino del nord.
Ma i popoli che resistono, e le figure di spicco come il comandante Filipponi, nei momenti decisivi della storia, ci insegnano una cosa fondamentale: i principi e la dignità, fino alle estreme conseguenze, non sono negoziabili; la libertà e l'indipendenza non sono negoziabili.
I rivoluzionari cubani, semmai i criminali del nord prendessero la scellerata decisione di un intervento armato nella patria di Martì e di Fidel lanciano un messaggio: ci inginocchieremo, ma solo per prendere la mira.