Santo Stefano in Aspromonte sorge sul versante tirrenico aspromontano della provincia di Reggio Calabria, da cui dista 33 km. Il territorio comunale, a vocazione spiccatamente turistica, si presenta particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, sia alle quote più basse, prevalentemente rurali, sia a quella più alte, maggiormente antropizzate e particolarmente indicat
e al soggiorno estivo e invernale. La vegetazione, fino ai mille metri di quota, è costituita prevalentemente da ulivo e castagno; dopo i mille metri prevalgono faggio, pino e abete. A quota 1300 metri vi è la stazione turistica invernale ed estiva di Gambarie, frazione del Comune di Santo Stefano. Da Monte Scirocco, è possibile godere di panorami unici, con vista su Stretto di Messina, Isole Eolie ed Etna, mentre numerosi sono i pittoreschi ruscelli che rendono fertile il territorio. Fondato dai Bizantini nel VII secolo, pare tuttavia avere origini ancor più antiche. Il termine greco stephanos, infatti, equivale al latino corona. Secondo lo storico rev. Pensabene, Santo Stefano, in posizione militarmente strategica, sarebbe stato la "corona", cioè "la cintura di difesa delle forze romane a monte", quindi attribuisce al centro una funzione militare già in epoca romana. In seguito, arrivati i Greci Bizantini, il lessico latino cominciò ad essere tradotto alla greca, stephanos, appunto. Tuttavia, l'origine del paese sembra potersi fare risalire, senza forzature, al periodo bizantino, a seguito dell'esodo dei profughi che, dalle coste della Calabria e della Sicilia, si rifugiavano sui monti dell'Aspromonte, per sottrarsi alle persecuzioni dei pirati. Di sicuro impulso per lo sviluppo del paese, fu la costruzione del monastero basiliano di San Giovanni in Castaneto, che fu centro di irradiazione della spiritualità italogreca per tutto l'Aspromonte occidentale, dal 1100 in avanti.
-Al 1310 risale la fondazione della parrocchia, una delle più antiche
della diocesi di Reggio Calabria.
-Nel 1543 subisce l'incursione dell'ammiraglio ottomano Khayr al-Din
detto "Barbarossa".
-Nel 1552 e nel 1561 un altro corsaro turco, Dragut, si spinge fino al
casale.
-Nel 1648, gli stefaniti partecipano attivamente alla violenta ribellione
antispagnola, scoppiata a Reggio Calabria sull'onda di quella di
Masaniello a Napoli.
-Nel 1777 viene completata la nuova chiesa di Santo Stefano
Protomartire, fatta costruire dal principe Vincenzo Ruffo. Distrutta dal
terremoto del 1783, viene fatta ricostruire nel 1796, con pianta a croce
greca.
-Nel 1811 Santo Stefano, fino al 1806 feudo dei Ruffo, diviene comune
autonomo.