* Cenni storici *
Santo Stefano di Sessanio è uno dei più suggestivi borghi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per l'armonia degli elementi architettonici: un cammeo incastonato tra i monti, prossimo all'altopiano di Campo Imperatore. La conservazione dell'impianto insediativo in perfetta continuità con il paesaggio circostante, fu dovuta, paradossalmente, al pressoché totale
spopolamento che il paese ha subito nella seconda metà del '900. L’originario abitato medievale di Santo Stefano fu edificato tra l’IX e il XII secolo sui ruderi di un pago chiamato Sextantio (dal latino Sextantia) a indicare, probabilmente, la distanza di sei miglia romane da Peltuinum, importante centro per la gestione dei traffici commerciali, crocevia fondamentale grazie alla vicinanza con il Tratturo Regio, strada maestra della transumanza che connetteva L’Aquila e Foggia. Il borgo appare generato dalla costruzione di un recinto fortificato attorno a una torre cilindrica altomedievale. La torre viene rimaneggiata e circondata, tra il XIV e il XV secolo, da un una più ampia cinta muraria, a difesa delle popolazioni delle vicine campagne che abitavano in grotte scavate nella roccia nel piano delle Locce. Già dal XVI secolo il borgo era parte integrante della Baronia di Carapelle, feudo posseduto dalla famiglia Piccolomini, ma che nel 1579 entrò nell’orbita di dominio del Gran Ducato di Toscana. Sotto la guida di Francesco I de’ Medici, Santo Stefano di Sessanio visse il suo periodo di massimo splendore sviluppando intensivamente alcuni commerci tra cui la produzione della cosiddetta lana carfagna, una lana scura di tipo grezzo, che veniva trasportata a Firenze per essere lavorata e prevalentemente impiegata quale tessuto per la realizzazione di uniformi militari e abiti monacali. Nel XIX secolo, il paese entrò nell’orbita del Regno delle Due Sicilie diventando possedimento privato del Re di Napoli fino all’Unità d’Italia; dopo la privatizzazione del Tavoliere delle Puglie ebbe termine l’attività millenaria della transumanza e si avviò un lento processo di decadenza. Da luogo della marginalità e dell'abbandono a luogo di sperimentazione di un grande modello di sviluppo ecosostenibile, oggi Santo Stefano di Sessanio è al centro di un crescente interesse turistico e culturale, meta di turismo culturale e naturalistico di qualità, ma anche luogo di elezione per molti artisti. Sempre più frequenti i grandi eventi culturali, come la mostra "Condivisione d'affetti", allestita nell'estate 2011 dal Museo degli Uffizi di Firenze ed altre Mostre di varia natura che nel tempo hanno trovato nel Borgo una cornice magnifica. Oggi ,Santo Stefano di Sessanio, è un Borgo vissuto da una popolazione di circa 60 abitanti che con tenacia e fierezza portano avanti le tradizioni tipiche.
* Passeggiare nel Borgo *
Costruito completamente in pietra calcarea bianca, resa opaca dal tempo, il borgo è un'opera d'arte, che sorge su una piccola collina, nel mezzo di una vallata. L’ingresso al paese, nella zona sud-est, avviene attraverso la Porta Medicea su cui svetta lo stemma della Signoria di Firenze, che ha lasciato numerose tracce nell'architettura medievale di questo piccolo e stupendo borgo. Medicei, infatti, sono i portali ad arco con formelle fiorite, le bifore e le mensole dei balconi, le finestre in pietra finemente lavorate. Il borgo di Santo Stefano di Sessanio è un labirinto di strette strade in pietra, archi e gallerie, che innamora qualsiasi visitatore, regalandogli sensazioni di protezione e calore, di incanto e magia che lo riporta indietro in tempi lontani, di un medioevo che può essere rivissuto soltanto in questi piccoli borghi delle Terre della Baronia (Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte, Rocca Calascio, Carapelle Calvisio). Il nucleo centrale medievale è dominato da un'imponente torre merlata, di forma cilindrica, impropriamente detta Torre Medicea.; essa emergeva dal profilo urbano, come evidente espressione di potere, sul territorio circostante. Percorrendo le tortuose "rue", si incontrano le bellissime case quattrocentesche, la più importante delle quali è sicuramente la Casa del Capitano, vicina alla Torre, così chiamata in quanto, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu occupata dalle squadre fasciste. Le logge della Casa del Capitano furono realizzate da maestri scalpellini, che furono chiamati direttamente da Firenze, quegli stessi maestri che realizzarono il bellissimo palazzo nobiliare detto Palazzo delle Logge. Sono numerose le case quattrocentesche con loggiati, finestre e portali finemente lavorati, di proprietà private quindi si possono ammirare solo dall’esterno. Il borgo fortificato ha una configurazione ellissoidale; le abitazioni e i percorsi viari, stretti e angusti, da percorrere rigorosamente a piedi, sono formati da tortuosi selciati che si insinuano tra le abitazioni e conducono alla Torre, al lungo percorso ricavato sotto le case per proteggerle dalla neve e dei gelidi venti invernali. Il borgo di Santo Stefano di Sessanio è circondato dalle famose "case-mura", case molto alte, con spesse mura e piccolissime finestre che davano sull'esterno del paese, dalle quali era facile difendersi e difficile essere colpiti. Le "case-mura" o "case-torri" sono la particolarità anche di altri paesi, come il vicino Castel del Monte, ma sicuramente propria soltanto di Santo Stefano di Sessanio è la famosa “Buscella”, la più stretta “rua” una stretta apertura sull'ultima cerchia di mura, dove si narra che, in epoca medievale, i giovani innamorati si incontravano per rubarsi fugaci baci, non potendo farlo pubblicamente.