FGCI La Spezia

FGCI La Spezia Pagina ufficiale della Federazione Giovanile Comunista Italiana de La Spezia.

18/05/2026

⚠️⚠️Massima allerta: la flottilla è stata intercettata. Blocchiamo tutto!

🗓️ Martedì 19 Maggio h 18:00
📍 Piazza Beverini - La Spezia

❗A partire da questa mattina l'esercito sionista ha avvicinato diverse imbarcazioni della flottilla e ha dato inizio all'ennesimo atto di pirateria e sequestro ai danni dell'operazione umanitaria e di attivismo contro il genocidio del popolo palestinese.
✊Siamo stanchə di restare a guardare, dobbiamo agire.

🇵🇸 Ci vediamo Martedì 19 Maggio alle ore 18 presso Piazza Beverini.
Resistiamo insieme ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che navigano verso Gaza, insieme al popolo palestinese che non vuole arrendersi, insieme a tutta quell'umanità che non vuole cedere alle guerre ed ai genocidi.
RESTIAMO UMANI!

12/05/2026
12/05/2026
01/05/2026

𝗣𝗥𝗜𝗠𝗢 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢: 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮

Il primo di Maggio non si festeggia, come viene chiamata oggi, la “Festa del Lavoro”: la festa è soltanto dei lavoratori!

Sono i lavoratori che producono tutte le nostre ricchezze, sono i lavoratori che mandano avanti il mondo e che ne subiscono le ingiustizie, molto spesso morendo alla catena di montaggio, nei magazzini, nei porti, nei cantieri, sul proprio scooter o sulla propria bicicletta di lavoro, nei campi.

La festa di oggi non vuole solo commemorare un qualcosa di passato, le grandi lotte otto e novecentesche del movimento operaio e contadino; al contrario, è necessario riprendere quelle lotte perché i diritti conquistati sono stati progressivamente persi in nome del profitto dei grandi capitalisti, affinché il Primo Maggio torni a essere un giorno di riscatto e non di mera nostalgia della grande forza dei lavoratori che fu.

𝗔𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮!
𝗩𝗶𝘃𝗮 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼!
𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼!

25/03/2026

𝐂𝐀𝐌𝐏𝐎 𝐋𝐀𝐑𝐆𝐎? 𝐍𝐎, 𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐄.

Il risultato che abbiamo davanti non può e non deve essere letto in modo superficiale o, peggio, strumentale. La vittoria del No rappresenta un segnale importante, ma sarebbe un grave errore interpretarla come una ricomposizione automatica di un campo politico che, nei fatti, continua a essere profondamente diviso nei valori, nelle scelte e nella visione di società.

C’è una parte significativa di chi ha votato No, tra il 15 e il 20 per cento, e in particolare tanti giovani, che non si riconosce nei partiti esistenti, che non si sente rappresentata e che esprime un disagio politico e sociale profondo. Questo dato non può essere ignorato né, tantomeno, inglobato forzatamente dentro logiche di schieramento che hanno già dimostrato tutti i loro limiti.

Noi lo diciamo con chiarezza: l’unità non si costruisce sommando sigle o costruendo alleanze elettorali prive di contenuto. L’unità si costruisce sui temi, sui bisogni concreti delle persone, sulla difesa del lavoro, della sanità pubblica, della scuola, dei diritti sociali e civili. Senza questa base, ogni tentativo di ricomposizione è destinato a essere un “pastrocchio” politico, lontano dalla vita reale delle persone.

Per questo ribadiamo che esistono differenze profonde e non aggirabili. Non possiamo considerare parte di un progetto di sinistra chi sostiene politiche liberiste, chi ha contribuito allo smantellamento dei diritti del lavoro, chi continua a sostenere scelte di guerra, come l’invio di armi, o chi in Europa vota risoluzioni che mettono sullo stesso piano comunismo e nazismo, cancellando la storia e il ruolo decisivo dei comunisti nella lotta al fascismo.

A chi ci dice che rappresentiamo “solo” il 2%, rispondiamo con orgoglio: questo 2% è fatto di coerenza, di radicamento sociale, di militanza reale. Non è un limite, ma una base da cui ripartire. E questo patrimonio noi lo mettiamo a disposizione di un confronto vero, aperto, trasparente, che parta però da punti chiari e non negoziabili con chi intende costituire una reale alternativa che non passa, non può passare da centrodestra e centrosinistra.

Siamo disponibili al dialogo, non alla rinuncia della nostra identità. Siamo disponibili al confronto, ma non all’ambiguità. Siamo disponibili a costruire, ma solo su basi solide: giustizia sociale, pace, lavoro, uguaglianza.

Se davvero si vuole ricostruire una sinistra nel Paese, bisogna avere il coraggio di rompere con politiche che, anche per responsabilità di una finta sinistra, hanno prodotto precarietà, disuguaglianza e sfiducia.

È necessario tornare tra la gente, ascoltare, ricostruire legami, rimettere al centro chi oggi è escluso e dimenticato.

Noi ci siamo; da Comunisti, con coerenza, con determinazione, con la forza delle nostre idee.

Enrico Pieraccini
Segretario provinciale PCI La Spezia

25/03/2026

Il Segretario regionale del PCI considera l'esito del voto da interpretare anche al di là del quesito referendario.

25/03/2026

⚖️ 𝗚𝗥𝗔𝗭𝗜𝗘 𝗔𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝟭𝟰 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗡𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗦𝗢 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘!

La netta vittoria del NO al referendum sulla giustizia rappresenta un segnale chiaro e inequivocabile: la Costituzione non si cambia per convenienza politica, ma si rispetta e si applica.

Nonostante una campagna referendaria condotta dal governo con un impiego massiccio di risorse, spesso oltre i limiti della correttezza istituzionale, i cittadini hanno scelto di difendere i principi fondamentali della nostra democrazia.

Ancora una volta, il popolo ha ribadito che intervenire sulla Costituzione è un atto delicato, che richiede rispetto per la sua storia e per il sacrificio di chi l’ha costruita e consegnata al Paese come fondamento della convivenza civile.

Con questo voto abbiamo salvaguardato l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, evitando il rischio di un primato della politica sulla giustizia, elemento incompatibile con uno Stato di diritto.

Particolarmente significativo è stato il contributo delle giovani generazioni: il 61% dei votanti tra i 18 e i 34 anni ha scelto il NO. Un dato che non solo rafforza la legittimità di questo risultato, ma indica con forza una domanda di futuro fondata su legalità, giustizia sociale e rispetto delle istituzioni democratiche.

Questo esito va letto senza ambiguità: è una bocciatura dell’indirizzo politico dell’attuale maggioranza e, allo stesso tempo, un rifiuto deciso di una riforma percepita come un attacco all’equilibrio tra i poteri dello Stato. Non si tratta di un semplice segnale, ma di una presa di posizione netta: cresce nel Paese una richiesta di cambiamento reale, che rimetta al centro il lavoro, l’uguaglianza, i diritti e la dignità delle persone.

La vittoria del NO è quindi anche un punto di partenza. Il passo successivo non può che essere la moralizzazione della politica: in un Paese civile, chi è coinvolto in vicende giudiziarie gravi o condannato non può governare né pretendere di riscrivere le regole democratiche, tanto meno quelle che riguardano la giustizia.

Rispettare e attuare la Costituzione significa anche difendere il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro, contrastare ogni forma di sfruttamento, garantire la parità di genere, tutelare l’ambiente e assicurare un sistema sanitario efficiente e accessibile. Significa, in definitiva, dare piena attuazione ai principi di giustizia sociale e democrazia sostanziale su cui si fonda la Repubblica.

Questa vittoria appartiene a tutte e tutti coloro che, con impegno e convinzione, hanno contribuito a questo risultato. È il segno che un’alternativa è possibile e che una parte sempre più ampia del Paese è pronta a costruirla.

𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼
PCI - Partito Comunista Italiano

14/03/2026

"Denunciamo con fermezza la provocazione organizzata dalla cosiddetta Comunità Militante Autonoma, gruppo riconducibile all’area dell’estrema destra

Indirizzo

Via Cisa N. 105
Santo Stefano Di Magra
19037

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