14/09/2026
💊 PILLOLA DI SALUTE
IPOCALORICO SIGNIFICA ADATTO A TUTTI?
«Dottoressa, i funghi hanno pochissime calorie. Posso mangiarli tranquillamente?»
È una domanda apparentemente semplice che nasconde uno degli errori più comuni quando parliamo di alimentazione:
giudicare un alimento soltanto dalle sue calorie.
Prendiamo proprio i funghi.
Sono ricchi di acqua, generalmente poco calorici e apportano minerali, vitamine del gruppo B e particolari polisaccaridi.
Sembrerebbero quindi l'alimento “leggero” per eccellenza.
Ma il nostro organismo non legge le etichette caloriche. Risponde alle molecole che introduciamo.
🦠 INTESTINO: PERCHÉ UN ALIMENTO “LEGGERO” PUÒ GONFIARE?
La parete cellulare dei funghi contiene chitina, un polisaccaride che l'organismo umano non digerisce come un comune carboidrato.
Alcune specie contengono inoltre polioli fermentabili, appartenenti ai FODMAP.
In un intestino sensibile possono quindi comparire meteorismo, distensione addominale e alterazioni dell'alvo.
Poche calorie, dunque, non significano necessariamente facile digeribilità.
🧲 NICHEL: QUELLO CHE LE CALORIE NON CI DICONO
I funghi possono rappresentare una fonte alimentare significativa di nichel, con concentrazioni che variano secondo specie, terreno e condizioni di crescita.
Per la maggior parte delle persone non costituisce un problema.
Nei soggetti sensibilizzati, invece, l'esposizione alimentare al nichel può contribuire, in casi selezionati, a manifestazioni cutanee e gastrointestinali.
Ecco un'informazione che una semplice tabella delle calorie non potrebbe mai raccontarci.
🦋 E LA TIROIDE?
Anche qui bisogna evitare falsi miti.
Il normale consumo di funghi non “blocca” la tiroide e i funghi non sono una terapia per l'ipotiroidismo.
La fisiologia tiroidea dipende da un equilibrio complesso nel quale intervengono iodio, selenio, ferro e zinco, oltre allo stato nutrizionale generale.
Alcune specie di funghi possono apportare quantità variabili di micronutrienti, ma questo non permette di attribuire loro un effetto terapeutico sulla ghiandola.
C'è però un aspetto più interessante.
Intestino, metabolismo, sistema immunitario e tiroide comunicano tra loro.
Il microbiota partecipa al metabolismo di nutrienti e composti bioattivi; contemporaneamente, le alterazioni della funzione tiroidea possono influenzare anche la motilità gastrointestinale.
È quindi più corretto parlare di un equilibrio intestino–metabolismo–tiroide piuttosto che cercare un singolo alimento “amico” o “nemico” della tiroide.
🔬 LA VERA DOMANDA, ALLORA, NON È:
«Quante calorie ha?»
ma:
«Che cosa contiene e come risponde il mio organismo?»
I funghi sono soltanto un esempio.
Perché un alimento può essere ipocalorico, naturale e nutrizionalmente interessante, ma non essere necessariamente adatto a tutti, nelle stesse quantità e nelle stesse condizioni.
LA NUTRIZIONE NON È UNA SOMMA DI CALORIE.
È BIOCHIMICA, FISIOLOGIA E RISPOSTA INDIVIDUALE.
A cura della dr.ssa Carmelinda Lombardi
Farmacista specializzata in Nutrizione Clinica e Terapia del Dolore