Comitato casertano per la storia del Risorgimento

Comitato casertano per la storia del Risorgimento Il comitato intende recuperare le memorie risorgimentali di Terra di Lavoro, collaborando con le diverse istituzioni del territorio provinciale.

11/01/2024
Il Comitato di Caserta dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, con il Patrocinio del Comune di Santa Mari...
27/09/2023

Il Comitato di Caserta dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, con il Patrocinio del Comune di Santa Maria Capua Vetere e in collabora-zione con l’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi, come l’anno scorso, riprendendo una tradizione secolare, ha programmato la cerimonia di com-memorazione della fondamentale Battaglia del Volturno del 1° ottobre 1860, con la quale si concluse di fatto vittoriosamente con l’epopea dei Mil-le di Garibaldi e dell’Esercito Meridionale la liberazione della Sicilia, del Meridione, di Napoli dal regime assolutista clericale poliziesco borbonico e si unirono di fatto politicamente, dopo l’epoca romana, ma con regime co-stituzionale e liberale, moderno, il Nord ed il Sud della pen*sola. L’Unità fu sancita poi dai plebisciti del 21 ottobre 1860 (banditi per la prima volta nella storia millenaria del Sud) e proclamata dal Parlamento Nazionale (con maggioranza di deputati meridionali) il 17 marzo 1861 nella capitale Torino (in attesa della liberazione di Roma, che avverrà il XX settembre 1870, altro evento epocale di consolidamento del processo unitario). La cerimonia civile doverosa avverrà con le modalità che seguono:
-Raduno presso l’ingresso della Villa Comunale di Santa Maria Capua Ve-tere (Caserta), che accoglie il Monumento Ossario dei Caduti della Battaglia del Volturno del 1° ottobre 1860.
-piccolo corteo con corona di alloro e bandiere; -deposizione della corona e interventi, con l’inno nazionale, il silenzio per i caduti, l’Inno di Garibaldi a segnare la cerimonia.Tra gli ospiti saranno presenti:
Francesco Garibaldi Hibbert, discendente di Giuseppe e Anita Garibaldi; Ascanio Guerriero, Ispettore dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon; Giancristiano Desiderio; Alfonso Piscitelli; Nicola Terracciano.
Si invitano cittadini e cittadine, associazioni, istituzioni.

Lunedì 3 aprile 2023, nell’Aula Magna dell’I. T. S. Galvani, la Mekanè Produzioni di Agropoli, con il Patrocinio morale ...
31/03/2023

Lunedì 3 aprile 2023, nell’Aula Magna dell’I. T. S. Galvani, la Mekanè Produzioni di Agropoli, con il Patrocinio morale del Comitato di Caserta dell’ Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, presenta agli studenti delle classi quarte e alla classe quinta sez. F il docufilm “1848. Barricate a Napoli” che è stato realizzato nei luoghi dove avvennero i fatti e ricorda l’impegno patriottico di , , , della poetessa , dei cilentani e , dei baroni , dei fratelli Pavone e Riccio, i quali affrontarono l’esercito borbonico inviato da Napoli per soffocare il grido di libertà e di democrazia che si alzava dalle piccole e lontane contrade del regno. Il regista Attilio Rossi e il giornalista Clodomiro Tarsia saranno presenti e forniranno agli studenti informazioni sul filmato prima della visione. L’iniziativa si svolge nell’ambito della memoria collettiva risorgimentale prevista dalla legge 222 del 23 novembre 2012, richiamata dalla circolare del Ministro della P.I. del 14 marzo 2023.

La questione delle Lettere di Gladstone a Lord Aberdeen sui processi politici del governo napoletano è stata da sempre m...
21/02/2023

La questione delle Lettere di Gladstone a Lord Aberdeen sui processi politici del governo napoletano è stata da sempre molto dibattuta. Quando esse furono pubblicate nel 1851 suscitarono grande scalpore in Europa e negli Stati Uniti d’America perché rivelarono i soprusi subiti dai prigionieri politici napoletani e, in particolar modo, dal barone Carlo Poerio, che fu ingiustamente imprigionato dopo essere stato accusato da Luigi Jervolino, che fu pagato per testimoniare il falso, di appartenere alla Setta l’Unità Italiana.

Il libro “Carlo Poerio e William Gladstone. Le due Lettere al Conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano (1851). I documenti dell’Archivio di Stato di Napoli”, a cura di Anna Poerio Riverso, con una introduzione di Renata De Lorenzo, edito da Rubbettino, raccoglie e analizza documenti inediti dell’Archivio di Stato di Napoli, Ministero degli Affari Esteri, Affari Riservati dell’On. W. Ed. Gladstone 1851. Si tratta della cospicua corrispondenza diplomatica di Giustino Fortunato, Ministro degli Affari Esteri del Regno delle Due Sicilie, relativa alla pubblicazione delle Lettere di Gladstone, che comprende anche lettere inedite di William Gladstone, di Lord Aberdeen e di Lord Palmerston indirizzate al principe di Castelcicala, ambasciatore del Regno delle Due Sicilie a Londra. Questi documenti si sono rivelati una fonte preziosa per fare luce sull’argomento. Il libro nasce quindi dall’analisi, selezione e trascrizione di tali documenti e comprende anche la traduzione, curata da Anna Poerio Riverso, di saggi di studiosi stranieri, Denis Reidy, Steve Soper e Pierre-Marie Delpu, che illustrano le dinamiche che precedettero il viaggio a Napoli dell’illustre statista, la pubblicazione delle Lettere e l’uso efficace della stampa per veicolare il suo messaggio umanitario. Tra i documenti inediti ritrovati, di notevole valore è la lettera del 19 settembre 1851 (di cui si conserva all’Archivio di Stato di Napoli sia una copia in inglese che una trascrizione in italiano) indirizzata al principe di Castelcicala e scritta da Lord Aberdeen, il quale mette in chiaro che il pamphlet di Gladstone è frutto di ciò che egli ha personalmente constatato in riferimento alle terribili pene sofferte dai prigionieri politici napoletani. Egli ribadisce che Gladstone, oltre a essere uno degli uomini più coscienziosi, è incapace di asserire cose della cui verità non è pienamente convinto. Inoltre, rimarca che il dispaccio inviatogli da Giustino Fortunato, in risposta a quanto asserito da Gladstone, non nega il disumano trattamento dei prigionieri, barbaramente incatenati a coppie, né mostra che sia stata data qualche disposizione per migliorarlo.

Altrettanto importanti e sorprendenti sono due lettere datate l’una il 26 settembre 1851 e l’altra il 5 novembre 1851, entrambe scritte dal barone Antonini e indirizzate al marchese Giustino Fortunato, da cui si rileva che sia l’imperatore d’Austria che Ferdinando II di Borbone elargirono doni in diamanti ad Alfonso Balleydier e a Jules Gordon per aver scritto, su commissione, le Confutazioni alle Lettere di Gladstone.

Come è noto, la pubblicistica borbonica ha tentato in vari modi di confutare le affermazioni di Gladstone, negando e occultando spudoratamente i maltrattamenti subiti dai prigionieri politici. Le tesi revisioniste si sono addirittura spinte a dichiarare falsa la visita del politico inglese a Napoli e a sostenere che egli avrebbe successivamente smentito la veridicità della sua denuncia, collocandola nel complotto organizzato da Lord Palmerston contro la monarchia borbonica. I documenti presentati nel libro edito da Rubbettino evidenziano l’infondatezza di queste tesi e dimostrano che il Regno delle Due Sicilie, attaccato e isolato, nel difendersi, rafforzò i legami con le potenze conservatrici, ricorse a sistemi di controllo della pubblica opinione, usò la corruzione. Ad esempio, il Regio Incaricato di Affari del Regno delle Due Sicilie a New York suggerì al re di comprare il silenzio dei giornalisti americani, pratica evidentemente non insolita, dato il peso della stampa nel condizionare le sfere di influenza e di consenso.

Resta il fatto che le affermazioni di Gladstone costituiscono una fondamentale e incontrovertibile testimonianza del feroce dispotismo borbonico e, specialmente in riferimento all’arresto e al processo di Carlo Poerio, sono perfettamente aderenti a quanto dichiarato da quest’ultimo nel suo discorso pronunciato davanti ai suoi giudici. Ad avvalorare le Lettere di Gladstone, emblematiche sono le parole a lui indirizzate da Carlo Poerio, dopo la sua liberazione, in una sua lettera scritta da Cork il 12 marzo 1859: “nulla vi ha di più esattamente istorico. Il vero spesso può non esser verisimile, soprattutto quando la rabbia della persecuzione studia tutt’i modi possibili per convertire una prigione in una tomba di uomini vivi.”

Santa Maria C.V., 9 febbraio 2023, Biblioteca Comunale “F. Pezzella”Presentazione del libro “Gli invisibili. Polizia pol...
10/02/2023

Santa Maria C.V., 9 febbraio 2023, Biblioteca Comunale “F. Pezzella”
Presentazione del libro “Gli invisibili. Polizia politica e agenti segreti nell’Ottocento borbonico”, Federico II University Press, FedOA, di Laura Di Fiore,
Professore di Storia delle Istituzioni Politiche (Università Federico II, Napoli) e Direttore del Comitato di Napoli dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Il libro “Gli Invisibili” nasce dalla volontà di analizzare un argomento che è stato poco al centro della ricerca scientifica, quale la polizia borbonica. Due sono gli elementi di maggiore spicco che emergono: il primo riguarda il ruolo della polizia politica nell’amministrazione e i suoi rapporti con il Governo, mettendo in evidenza quanto la polizia borbonica fosse un attore di quello che è stato una sorta di conflitto civile che ha caratterizzato il Mezzogiorno, tra liberali da un lato e conservatori dall’altro; il secondo aspetto riguarda invece il profilo delle spie, assoldate da una polizia moderna, per seguire i sospetti.
Aspetto peculiare dello studio effettuato dalla Di Fiore riguarda proprio la figura dell'agente segreto.
Questo libro si concentra specificamente sulla polizia politica del Regno delle Due Sicilie, lungo un arco temporale che va tra il 1816 e il 1861.

Indirizzo

Via Angiulli 5
Santa Maria Capua Vetere
81055

Sito Web

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