13/09/2026
Quante immagini vediamo ogni giorno?
Viviamo immersi nelle fotografie. Ne produciamo, ne scorriamo e ne dimentichiamo migliaia, spesso nel giro di pochi secondi.
E proprio per questo, negli ultimi anni, mi sono interrogato sempre di più sulla responsabilità di chi fotografa.
Quando fotografo un paesaggio, un animale, un bosco o un territorio, sento di avere una responsabilità: quella di non limitarmi a creare un'immagine bella, ma di provare a raccontare qualcosa.
Perché dietro ogni fotografia di natura c'è un luogo reale. Ci sono ecosistemi, specie, storie e fragilità che meritano di essere conosciute e rispettate.
In un mondo in cui le immagini sono diventate così tante e così facilmente sostituibili, forse il valore di una fotografia non sta soltanto in quanto è bella.
Sta in ciò che riesce a lasciare dentro chi la guarda.
Ed è questa, alla fine, la ragione per cui continuo a fotografare la natura: non soltanto per mostrare ciò che vedo, ma per provare a farlo guardare con occhi diversi.
Questo è l'ultimo estratto del talk sulla fotografia di paesaggio che ho avuto il piacere di tenere il 21 agosto a Torre Sant'Antonio, a Santa Caterina dello Ionio, in occasione della premiazione del concorso fotografico “Paesaggi Naturali”.
E forse è proprio da qui che vorrei chiudere questo racconto:
fotografare la natura significa, prima di tutto, imparare a guardarla.
E forse, dopo aver imparato a guardarla, possiamo finalmente imparare a prendercene cura.