Guido Paci federazione provinciale PSI Teramo

Guido Paci federazione provinciale PSI Teramo Politica socialista sul territorio abruzzese e teramano.

18/06/2026

L' attuale politica non fa riforme, non incide e non decide, ha un solo compito: durare il più possibile, mantenere il più a lungo possibile il potere, non mollare. Che non faccia niente di concreto e di importante per la gente non è un problema, tanto le opposizioni avrebbero fatto la stessa cosa; niente, se non peggio. La virtù di un governo (soprattutto della seconda repubblica) è solo quella di durare al potere.

01/06/2026

CARI EUROPEI, NON SIATE INGENUI: LA CAMPANA DEL 7 OTTOBRE SUONERA' ANCHE PER VOI !

C’è da dubitare che i leader europei che questa settimana hanno dichiarato il loro riconoscimento unilaterale di uno stato palestinese si siano soffermati sull’agghiacciante video diffuso di recente che documenta il brutale rapimento delle giovani sentinelle israeliane e la loro deportazione a Gaza.

Se quegli europei vi dedicassero qualche minuto del loro tempo prezioso, riscoprirebbero ciò che sembrano aver dimenticato: che il 7 ottobre migliaia di terroristi hanno fatto irruzione in Israele e hanno massacrato, seviziato, stuprato, rapito e deportato centinaia di innocenti cittadini israeliani.

Sicuramente ai garbatissimi europei non sfuggirà che quei terroristi appartengono a un’organizzazione conosciuta come Hamas (definita terrorista anche dall’Unione Europea). Si tratta della stessa organizzazione che ora accoglie con calorosa gratitudine la loro decisione di riconoscere lo stato di Palestina.

C’è una differenza fondamentale tra noi e quei paesi europei: il feroce terrorismo in stile 7 ottobre ha già raggiunto noi, ma non ancora loro. Tuttavia, chiunque abbia gli occhi per vedere sa che è solo questione di tempo.

Loro, che ingenuamente parlano di diplomazia, sono convinti che il modo per raggiungere la pace e la stabilità in Medio Oriente sia quello di fare un enorme regalo a un’organizzazione terroristica creata con un obiettivo preciso: distruggerci.

Ma la pace, cari amici in Europa, si fa con coloro che vogliono davvero la pace, non con l’islam estremista e fondamentalista.

Nonostante il Bataclan e l’ondata di attentati di dieci anni fa, i leader dei pacifici paesi europei non si rendono ancora bene conto di cosa significa autobus e bar che esplodono in serie, camion e auto che si avventano sulle persone in attesa a una fermata, sventagliate di mitra esplose da un veicolo contro innocenti passanti, famiglie i cui figli si nascondono in un armadio in preda al terrore mentre i loro famigliari vengono trucidati da belve umane.

Se quei ministri e primi ministri fossero preoccupati per la loro vita e per quella delle loro famiglie e dei loro concittadini, se – Dio non voglia – si svegliassero in Norvegia, in Irlanda o in Spagna in una mattina abominevole come il 7 ottobre, allora la penserebbero diversamente.

Se quelle migliaia di terroristi avessero fatto irruzione nelle case di Siviglia, di Dublino e di Oslo, avessero strappato dai loro letti i Carlos, i Frank e i Jan in una mattina di festa per trascinarli via in pigiama, a botte e minacce, su una motocicletta o un furgone e farli sfilare tra ali di folla ebbra di sangue, allora capirebbero che quella pace che sono tanto sicuri di ottenere creando – propria adesso e unilateralmente – uno stato palestinese è realistica solo nelle loro fantasie: il sogno europeo di una realtà israeliana che non capiranno mai.

In Europa si investe molto nell’educazione dei bambini e nello sviluppo della cultura dei cittadini. Hamas investe nell’educare i bambini a uccidere gli ebrei. I bambini respirano questa mentalità sin da piccoli e crescono sulle ginocchia di una mostruosa “bibbia” di omicidi e massacri.

Bruciare bambini con l’intera famiglia nella loro casa, seviziare e violentare ragazze e donne, rapire civili e deportarli nei tunnel e torturarli, ammazzare a bruciapelo davanti a familiari e amici, braccare e trucidare uno per uno centinaia dei giovani che ballavano a un festival musicale pacifista, e documentare il tutto con urla belluine di felicità e di vittoria: questa, per loro, è la via verso la realizzazione del loro stato.

Il riconoscimento – proprio adesso e in modo unilaterale – di uno stato palestinese rafforza, entusiasma e incentiva coloro che mirano alla distruzione dello stato ebraico, e li convince d’essere sulla strada giusta con le loro stragi e carneficine.

Ma state certi: quando avranno finito con noi, andranno avanti e arriveranno in Occidente, nell’Europa classica e non classica, e ovunque riusciranno a mettere piede.

Signori leader europei, non siate ingenui. Non pensate: “a noi non succederà”. Anche qui c’erano tanti israeliani che pensavano che una cosa del genere non sarebbe mai potuta accadere. Abbiamo scoperto sulla nostra pelle che i terroristi non vogliono la pace né un piccolo stato accanto a Israele. Voglio solo guadagnare altro territorio su cui imporre il loro dominio e da cui attaccarci.

E ricordate, cari europei: nessuno di quei mostri verserà mai una lacrima per un bambino ucciso né a Be’eri, né a Gaza, né a Barcellona.

30/05/2026

GLI UTILI IDIOTI !

Perché molti "pacifisti" odiano l'Ucraina? La propaganda russa ha fritto il cervello ai grillini e ai comunisti. Per loro esiste solo Gaza, perché sono iper-convinti, come Putin ed i suoi servi italiani urlano da anni, che l'Ucraina sia un paese "nazista". E che nonno Putin, "circondato", abbia dovuto invadere un paese sovrano (ma non voleva, eh) causando 2 milioni di tra morti e feriti, solo per difendersi da un malvagio piano UE-Nato. Di cui l'elemento ebraico è inevitabilmente parte, come di tutte le teorie del complotto che si rispettino ( del resto, l'odiato "nazista Zelensky è o non è ebreo? ) Per cui, ricapitolando, per moltissime zucche vuote che si strappano i capelli per Gaza e scendono in piazza con bandiere di Hezbollah, Palestina e Iran, l'Ucraina non merita di vivere in quanto stato "nazista". E nella loro testolina da grilli, ovviamente in combutta con Netanyahu. E pazienza se il 20% degli israeliani ha passaporto russo. Non c'è spazio per la logica tra i tifosi di dittature e teocrazie.

20/05/2026

È arrivato il momento di mettere fine a queste continue repliche della cosiddetta “flottiglia”, iniziative che ormai appaiono sempre meno legate a un reale sostegno umanitario alla popolazione palestinese e sempre più costruite come operazioni mediatiche e politiche. Gli aiuti concreti, verificati e realmente destinati ai civili continuano infatti a transitare attraverso canali ufficiali, coordinati e controllati dagli organismi internazionali competenti, non tramite spedizioni dal forte impatto propagandistico organizzate appositamente per generare tensione, immagini simboliche e clamore internazionale.
Ogni volta che queste imbarcazioni vengono intercettate in un’area estremamente delicata sotto costante monitoraggio israeliano, si tenta immediatamente di trasformare l’intervento in uno scandalo globale, ignorando volutamente la complessità giuridica e strategica della situazione. Eppure il diritto internazionale prevede, in determinate circostanze, controlli e interventi anche in acque internazionali, soprattutto quando esistono questioni legate alla sicurezza e alla verifica dei materiali trasportati.
Colpisce inoltre il comportamento di molti partecipanti, che troppo spesso sembrano impegnati più in una rappresentazione teatrale e carnevalesca fatta di sceneggiate, provocazioni verbali, esibizionismi fisici e dichiarazioni studiate per i social network che in una reale missione umanitaria. Più che volontari impegnati ad aiutare civili in difficoltà, alcuni appaiono come attivisti in cerca di visibilità personale o politica, pronti a trasformare ogni controllo in uno spettacolo mediatico utile ad alimentare slogan e polemiche.
Restano inoltre molte domande legittime su chi organizzi realmente queste operazioni, chi le finanzi, con quali obiettivi politici e mediatici vengano pianificate e quale sia il reale scopo finale di queste iniziative. Perché se l’intento fosse davvero esclusivamente umanitario, ci sarebbe totale trasparenza sui materiali trasportati, sui finanziatori coinvolti, sulle modalità operative e sul coordinamento con le strutture internazionali che già lavorano sul territorio. In assenza di questa chiarezza, è inevitabile che tali missioni appaiano soprattutto come strumenti di propaganda politica più che autentici interventi di solidarietà.
Ancora più discutibile è la partecipazione di certi esponenti politici e personaggi pubblici che sembrano utilizzare queste iniziative come palcoscenico personale, prestando il proprio volto a una narrazione semplificata e fortemente ideologizzata del conflitto. Una partecipazione spesso farsesca e profondamente ipocrita, utile soprattutto a ottenere consenso, esposizione mediatica e ritorno politico interno, mentre la popolazione palestinese continua ad avere bisogno di stabilità, aiuti reali e soluzioni concrete, non di performance simboliche costruite per telecamere e campagne social.
È quindi arrivato il momento che questo teatrino finisca una volta per tutte. Chi organizza e promuove operazioni che rischiano deliberatamente di alimentare tensioni internazionali e incidenti diplomatici dovrebbe essere chiamato a rispondere delle proprie azioni secondo quanto previsto dalle normative e dalle eventuali sanzioni applicabili. Non si può continuare ad accettare che drammi umanitari complessi vengano trasformati in strumenti di opportunismo politico, propaganda ideologica e autocelebrazione personale da parte di soggetti che, nei fatti, sembrano interessarsi più della propria esposizione e dei propri interessi che del destino reale delle popolazioni coinvolte.

07/05/2026

Dopo piu' di 20 anni a difendere l'ospedale di Sant'Omero da svariati "attacchi" politico/economici, insieme al mio PSI e Alberto Pompizi in primis, alzo le braccia e mi arrendo. Facciano quel che vogliono. Mi arrendo alla loro manifesta incapacita' (dx e sx, nessuno escluso) di essere politici e di fare politica. Tutto e' azzerato compreso l'ideale e l'amore verso il proprio territorio. Tutto e' asservito soltanto alla propria immagine per le prossime votazioni. Ne vedremo, purtroppo, delle belle.

28/04/2026

Ipocrisia ecologista !

Molti si riempiono la bocca di pensieri ecologisti. Taluni di loro credono di avere la patente di difensore dell'ambiente. Poi, passeggi una domenica nelle nostre campagne e ti rendi conto che la maggior parte di coloro che si reputano ecologisti lo sono, si, ma da "discount" ! Ponti ostruiti da alberi e sacchi di immondizia, alvei dei fiumi pieni di canne, erba e spazzatura, fiumi pieni di rifiuti, bombole del gas, sacchi neri pieni di chissa' cosa. Poi arriva un temporale un po' piu' lungo del solito e arriva l'alluvione nonche' il riempimento delle spiagge della Val Vibrata di montagne di rifiuti di ogni genere. Ma agli ecologisti da discount interessa di piu' mettersi l'anima in pace facendo foto delle bellezze del nostro territorio teramano, salendo sulla goletta verde per dimostrare che i nostri mari abruzzesi meritano la bandiera blu o mettendo in croce pellicciai e macellai. In sintesi guardano la pagliuzza e non la trave negli occhi. La realta' invece e' che mai come oggi dell'ambiente non frega niente a nessuno (men che meno agli ecologisti) se non in pochi. Non e' vero che si ricicla come non e' vero che i rifiuti siano diminuiti. Del futuro dei nostri figli non frega proprio a nessuno. Se non a pochi, compreso il sottoscritto.

20/04/2026

Il declino dell’Occidente !

Se analizziamo la competizione tra le civiltà globali nel mondo multipolare in cui viviamo, vediamo che l’Occidente è messo alla prova come non lo era da secoli. È assiomatico che una Cina in ascesa e forse altre potenze si presentino come formidabili contendenti per la leadership globale, con implicazioni per la nostra sicurezza e prosperità.
Tuttavia, se stiamo perdendo questa battaglia, non è per la superiorità dei sistemi autoritari, comunisti o autocratici. Sappiamo che il capitalismo liberale ha fatto di più per la prosperità, la salute e la libertà umana di qualsiasi altro sistema economico o politico.
Se stiamo perdendo, è perché stiamo perdendo la nostra anima, il nostro senso dello scopo come società, la nostra identità come civiltà. Noi occidentali siamo in preda a un’ideologia che disconosce il nostro genio, denuncia il nostro successo, disprezza il merito, esalta il vittimismo, abbraccia il disprezzo per sé stessi della società e fa rispettare tutto questo in una rete di regole escludenti e autoritarie, grandi e piccole.

14/04/2026

Soltanto gli illusi condideravano la giunta di csx di Guido D'Alberto del comune di Teramo una buona giunta. Da socialista non sprovveduto invece, l'ho sempre ritenuta un insieme di pseudo politici da discount legati esclusivamente fra loro da enormi ambizioni personali. Staremo a vedere ma credo che al peggio non siamo ancora arrivati. Tiremm'innanz...

12/04/2026

L’idea che il privato sia meglio del pubblico è stata una truffa gigantesca che ci ha spogliato di una grande ricchezza che avevamo in condivisione: per strada, in spiaggia, a scuola, al bar, in ospedale, tra di noi, nelle nostre relazioni, nella nostra mente.
E una volta che ti espropriano, riappropriarti di ciò che avevi è praticamente impossibile.
Comincerei a dire che alle prossime elezioni voterò solo partiti e coalizioni che prendano impegni precisi per un RITORNO AL PUBBLICO di tutte le nostre sfere di esistenza.

29/03/2026

Perche' amo Israele ?

Sono diventato fermamente pro-Israele e radicalmente contrario a Hamas, Hezbollah e a tutti i gruppi jihadisti che li sostengono soprattutto dopo il 7 ottobre 2023, dopo aver visto in diretta e nei giorni successivi le immagini e i resoconti del pogrom bestiale compiuto da Hamas contro civili israeliani. Quel giorno, terroristi di Hamas e di altre organizzazioni islamiste hanno massacrato oltre 1.200 persone – per lo più civili innocenti, tra cui giovani al festival Nova, famiglie nei kibbutz, anziani, donne e bambini. Hanno stuprato, mutilato, bruciato vivi, decapitato e smembrato le vittime, spesso documentando le atrocità con le loro telecamere GoPro per poi diffonderle con orgoglio. Hanno preso in ostaggio più di 250 persone, tra cui neonati, ragazzini e anziani, trascinandoli a Gaza tra urla e umiliazioni.Quello che mi ha colpito di più non è stata solo la ferocia inaudita, ma la gioia con cui molti attentatori e parte della popolazione di Gaza hanno celebrato lo stupro, l’assassinio e la profanazione dei corpi. Ho visto video di donne trascinate n**e per le strade, di genitori uccisi davanti ai figli, di bambini bruciati nelle loro case. Scene che ricordano i pogrom antisemiti del passato e, per molti ebrei, il trauma più oscuro della storia. Da quel giorno mi chiedo: quanto bisogna essere disumanizzati, quanto deve essere avvelenata la propria educazione e la propria cultura, per non provare ribrezzo di fronte a tali atti di barbarie? Come si fa a non sentire empatia per le vittime ebree – uomini, donne e bambini massacrati solo perché ebrei e israeliani – e anzi, in alcuni casi, a giustificarli o addirittura a esultare? La mia posizione non è contro i palestinesi come popolo, ma contro Hamas e l’ideologia jihadista che governa Gaza, che usa i propri cittadini come scudi umani, che ruba gli aiuti internazionali per costruire tunnel e razzi invece di scuole e ospedali, e che ha come obiettivo dichiarato la distruzione di Israele e l’eliminazione degli ebrei. Il 7 ottobre 2023 non è stato un “atto di resistenza”: è stato un pogrom premeditato, sadico e antisemita. Chi non riesce a condannarlo senza “se” e senza “ma”, chi minimizza, nega o giustifica quegli orrori, rivela molto di più su se stesso che sul conflitto. Da allora, la mia solidarietà va senza esitazione allo Stato di Israele e al suo diritto sacrosanto di difendersi e di distruggere chi ha giurato di ripetere quel massacro fino a quando non ci sarà più uno Stato ebraico. Non si può dialogare con chi celebra lo stupro e l’infanticidio come strumenti politici.

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