22/12/2025
Il Vento del Diavolo
Leggenda dal Colle del Moncenisio
A volte basta un alito d’aria per riportare alla mente frammenti di passato, come se il vento stesso fosse custode di antichi ricordi. In una valle incastonata tra le montagne, dove il tempo sembra scorrere più lentamente, sopravvive una leggenda sussurrata tra le pieghe della Valle di Susa.
Questa terra, antica e fiera, è conosciuta per il vento che la attraversa incessantemente, stagione dopo stagione. E c’è un luogo, in particolare, dove il vento non conosce tregua: il Colle del Moncenisio. Da lì, il suo respiro scende impetuoso lungo la valle incrociando la Sacra di San Michele arrivando a sfiorare la pianura torinese.
Si racconta che, molto tempo fa, due viandanti, giunti al passo provenendo da Lanslebourg-Mont-Cenis, furono colti da violente raffiche. Uno dei due, infastidito, esclamò: “Strano! È la terza volta che passo di qui, e ogni volta il vento cerca di strapparmi il cappello!”. L’altro, con tono pacato, rispose: “Sei nuovo da queste parti, si vede. Devi sapere che questa non è solo una strada, ma un luogo carico di storia… e di mistero.
Prima ancora che la percorressero Annibale o Napoleone, qui è passato un ospite ben più oscuro: il diavolo stesso, noto con il nome di Le grand seigneur”.
Secondo la tradizione, il demonio incontrò proprio qui il Principe del Vento, uno spirito potente capace di scatenare soffi impetuosi tra le cime e i boschi. I due, attratti da un’oscura affinità, decisero di proseguire insieme il cammino. Camminarono e conversero a lungo, fino a quando, giunti al colle, il diavolo si fermò, battendosi la fronte come colto da un’improvvisa memoria.
“Accidenti,” disse, “mi ero quasi scordato di una faccenda urgente in un villaggio poco lontano. Una questione delicata… devo occuparmene io stesso. Aspettami qui, torno subito.”
Ma quel “subito” si p***e nel tempo. Ogni volta che cercava di tornare, nuovi affari lo trattenevano. Trovò in quella valle terreno fertile per le sue trame, e non fece mai ritorno. Il Principe del Vento, fedele alla promessa, rimase invece ad attendere, continuando a soffiare avanti e indietro, su e giù per la valle, in un eterno andirivieni… che dura ancora oggi.