21/03/2026
L'ULTIMO DEMOCRISTIANO...
Br**ta notizia quella della morte di Cirino Pomicino. Nonostante una formazione di natura tutta diversa fu fine economista, un bravissimo ministro del bilancio, un sagace ed astuto politico. Potente presidente del CIPE in perenne competizione con i ministri socialisti nella programmazione dei fondi per il Sud. Modernizzo' la DC in Campania e non solo. Fu il primo a comprendere quanto fosse importante, sul finire degli anni ottanta, che la teoria craxiana, secondo la quale il consenso era funzione del potere, andava fronteggiata con una sempre più forte presenza di tipo manageriale nei luoghi del potere, soprattutto del sottogoverno locale, e nel rapporto con il mondo della imprenditoria. In tale contesto venne condannato per violazione della legge sul finanziamento dei partiti, ma mai per corruzione, peculato o concussione. Fu anche attento alle dinamiche finanziarie delle politiche del governo. A lui si debbono i primi interventi intesi a frenare una spesa pubblica senza freni, a contenere un debito pubblico fuori controllo, e soprattutto a superare la logica dei decreti Stammati che avevano introdotto il principio del riparto dei fondi agli enti locali in base alla spesa storica consolidata, che ha fatto danni gravissimi ed irreparabile agli enti locali del mezzogiorno. Fu lui che introdusse con il DL 186/89 l'obbligo del pareggio dei bilanci comunali e provinciali, ed il principio del preventivo impegno e di imputazione a bilancio di ogni spesa degli enti locali, per evitare squilibri dovuti a spese non preventivate, con la responsabilità diretta del funzionario o dell'amministratore che avesse autorizzato la spesa priva di copertura. Tutti principi anticipatori dell'attuale assetto della contabilità degli enti locali e delle partecipate. Un politico moderno e brillante, al quale non ha reso merito la volgare rappresentazione caricaturale fattane da Sorrentino ne "Il Divo".
Per tutta la seconda repubblica, pur non avendo ripreso la politica attiva, è stato uno dei più attenti, profondi, lucidi e lungimiranti commentatori dei fatti della politica. Famosi i suoi fondi giornalistici con lo pseudonimo di Geronimo. Esemplare la sua critica al sistema politico e dei partiti della seconda repubblica, tutti privi di idealita' ed ispirazione valoriale, come profetica è stata la sua costante denuncia sulla necessità che la politica per salvare la nazione e per salvare se stessa ritorni alle grandi famiglie europee che hanno alimentato e fatto grandi le democrazie post belliche, abbandonando simbologie botaniche ed animaliste, o banalmente generiche (Ulivi, querce, MARGHERITE e ASINELLI) per tornare a partiti che già nel nome richiamino la appartenenza al sistema di valori che vogliono rappresentare: democristiani, socialisti, liberali, comunisti, ecc. Un geniaccio della politica purtroppo inascoltato. Una grande personalità politica spesso sminuita e sottovalutata. Il mondo politico perde un'altro autorevole interprete, testimone di una stagione tragica, ma anche di una mai sopita voglia di riscatto di una grande e meritoria cultura politica della quale oggi più che mai si avverte l'assenza ed il bisogno. Buon viaggio Paolo Cirino Pomicino. Continua ad ispirarci anche nella tua nuova avventura.