14/03/2026
I modelli estetici negativi, intesi come canoni di bellezza irraggiungibili, stereotipati e spesso veicolati dai media e social network, hanno un impatto profondo e nocivo sulla mente e sulla percezione di sé. Questi ideali impongono standard fisici non conformi alla realtà, portando a una costante pressione sociale a conformarsi a volte sottoponendo il proprio corpo a trattamenti estetici estremi, all'utilizzo di farmaci dimagranti spesso altamente nocivi per la salute oppure allo sviluppo di vere e proprie patologie.
Gli effetti principali dei modelli estetici negativi sulla mente portano a quella che viene definita "Insoddisfazione Corporea" ovvero l'insoddisfazione verso il proprio corpo.
Il body shaming, ovvero la derisione per caratteristiche fisiche non in linea con i canoni, provoca colpevolizzazione, vergogna e abbassa fortemente l'autostima.
Questa pressione a raggiungere ideali estetici non realistici può portare allo sviluppo di ansia, depressione e disturbi alimentari o alla Dismorfobia, un'intensa e costante preoccupazione per difetti immaginari o lievi nel proprio aspetto, spesso associato a una ricerca compulsiva di interventi di chirurgia estetica.
Nei casi più gravi, l'incapacità di accettare il proprio corpo, influenzata da questi modelli, può condurre ad atti di autolesionismo.
I social media e l'uso di filtri hanno distorto il valore della bellezza, creando un "ansia da paragone" e alimentando un ideale di "perfezione" inesistente. Questo fenomeno ha portato anche alla diffusione di una bellezza standardizzata, talvolta creata dall'intelligenza artificiale, che aumenta ulteriormente i rischi per la salute mentale.
Per contrastare questi effetti e per proteggere la mente da tali modelli, è necessario fare una promozione della body positivity o la pratica della gentilezza verso se stessi, riconoscendo che il valore personale va oltre l'immagine corporea e parlarne apertamente con medici professionisti.
Per tutti questi motivi vi invitiamo a partecipare all'incontro con la dottoressa Graziella Martoglio, ginecologa, e il collettivo femminista valsusino Talea, persone che da sempre hanno a cuore questi temi.