24/04/2026
25 aprile 2026
Festa della Liberazione
Nel ricordare a tutti i Sanzenonesi i valori di libertà e democrazia insiti in questa ricorrenza, quest'anno accogliamo le riflessioni del nostro Assessore Pierluigi Cassinari e il suo invito alla riappacificazione:
"Il 25 di aprile richiama situazioni e scenari diversi a seconda di come lo si vuol vedere.
Per chi ha una visione naturalista potrebbe evocare la fine del piccolo inverno di San Giorgio ovvero quel breve periodo in cui si manifestano gli ultimi episodi di freddo meteorologico prima del lungo periodo di caldo tardo primaverile ed estivo.
Per chi è più legato ai richiami del calendario religioso, si ricorda San Marco, patrono della Serenissima, evangelista e discepolo di San Pietro.
Per chi è cittadino italiano si ricorda la Festa della Liberazione istituita con il DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 22 aprile 1946, n. 185 all'art.1.
'UMBERTO DI SAVOIA PRINCIPE DI PIEMONTE LUOGOTENENTE GENERALE DEL REGNO
... Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato, (Alcide De Gasperi) .... promulghiamo quanto segue:
Art. 1. A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 é dichiarato festa nazionale.'
È interessante rilevare in questa dichiarazione alcune particolarità che vorrei sottolineare:
1. Chi promulga [Umberto di Savoia]
2. Festa
3. Liberazione
1. UMBERTO DI SAVOIA fu esiliato circa 50 giorni dopo questo suo decreto, probabilmente già consapevole del proprio destino: promulga un decreto in cui si istituisce una festa per la liberazione dal governo della sua famiglia. Sicuramente una firma pesante da digerire, perché sono insiti i danni provocati dalla sua famiglia a quel variegato gruppo sociale che chiamiamo Italia.
Non so quanti italiani fossero consapevoli o felici di dover dichiarare nel 1941, in un atto di compravendita di una casa, che per loro poteva essere oltre che motivo di orgoglio anche motivo di grandi speranze, frasi di questo tipo: ' Detti signori della cui identità personale e piena capacità giuridica sono certo, previa dichiarazione di non appartenere a razza ebraica, dichiarano e convengono quanto segue:
Neanche ai notai era chiaro perché fosse necessaria una tal precisazione in sede di rogito.
2. La parola festa ci porta subito in un contesto di gioia condivisa e diffusa, senza limitazioni di sorta in cui il piacere di stare con gli altri non prevede ostruzioni o possibilità diverse dal comune sentirsi collettività unita e partecipe delle manifestazioni di gaudio, il settimo giorno di una sorta di creazione. In quel contesto solo la festività del 1° maggio riportava la parola festa nella sua dicitura, le altre 2 riportavano anniversari di vittorie cioè uscite da conflitti.
3. Nel testo istitutivo si vuole celebrare 'la totale liberazione del territorio italiano 'non l'esito di una guerra', come a dire che non vi è stata una guerra civile. Se prendiamo il 'Treccani' troviamo la seguente definizione di Liberazione: 'L'atto, il fatto di liberare, di liberarsi o di essere liberato (da una soggezione, da un male, da un vincolo, da un controllo, ecc.)'. Chi ha pensato all'istituzione del 25 aprile come Festa della Liberazione non ha voluto indicare l'esito di una guerra civile. Era una situazione non paragonabile né alla guerra civile Americana, né a quella Ispanica. Purtroppo, siamo stati capaci, a partire dalla data di quella istituzione, di creare i presupposti di una guerra civile, tra fascismo e antifascismo, tra chi preferisce festeggiare il 2 giugno a scapito del 25 aprile e viceversa. Dobbiamo riprenderci il vero senso della parola Liberazione...a partire da ognuno di noi"
Pierluigi Cassinari