16/09/2026
🔵 COMUNICATO STAMPA 🔵
“La democrazia non si governa da remoto”: scontro totale a San Vito dei Normanni.
L'opposizione abbandona l'aula, presenta esposto al Prefetto e lancia una raccolta
firme.
Carenza del numero legale, violazione delle regole democratiche e una preoccupante
deriva "virtuale" delle istituzioni. Sono queste le ragioni che hanno spinto i Consiglieri
Comunali di opposizione di San Vito dei Normanni, a presentare un dettagliato esposto al Prefetto
di Brindisi e a dichiarare battaglia aperta dentro e fuori dal palazzo municipale.
Al centro della tempesta politica c’è la seduta consiliare dello scorso venerdì 11
settembre convocata per approvare il nuovo "Regolamento delle sedute in remoto".
Una scelta contestata con fermezza sia nel metodo che nel merito. Durante la
discussione, l’intera minoranza e un esponente della maggioranza hanno chiesto
ufficialmente il ritiro del provvedimento. Di fronte al "muro" alzato dal resto della
maggioranza, è scattata la protesta: l’opposizione in blocco ha abbandonato l’aula, lasciando i banchi vuoti.
A quel punto, la maggioranza ha scelto di procedere facendo valere i propri numeri
risicati: l'atto è stato approvato con soli 9 voti totali (il Sindaco e 8 consiglieri).
Un'azione che i firmatari dell’esposto definiscono una gravissima illegalità aritmetica.
Il Regolamento comunale vieta infatti di computare il Sindaco nel numero legale della
prima convocazione; tolto il Sindaco, restavano solo 8 consiglieri, ovvero la metà
esatta dei 16 assegnati. Secondo la giurisprudenza consolidata del TAR Puglia e i
pareri del Ministero dell’Interno, quando la metà è un numero intero, per deliberare
serve una presenza superiore (almeno 9 consiglieri). Non vi era più il numero legale
quindi e, pertanto, la seduta doveva essere dichiarata deserta.
Oltre al "pasticcio" dei numeri, i consiglieri denunciano un vizio politico e di visione
profondissimo:
Istituzioni da divano: Il timore, basato sui fatti, è che ciò che viene presentato
come un'eccezione diventi presto la normalità. Del resto, questa amministrazione ha
già sdoganato la Giunta in modalità telematica: emblematico il caso della delibera n.
164 dello scorso 8 settembre, quando in municipio era fisicamente presente un solo
assessore, mentre tutti gli altri erano collegati da remoto. Stando comodamente a
casa sul divano? O in ufficio a fare contemporaneamente altro?
Un'idea distorta di modernità: "Ci parlano di modernità — attaccano i
consiglieri — ma la vera modernità significa avvicinare i cittadini alle istituzioni, non
trasformare la democrazia in uno schermo. Un clic, una password, una telecamera
accesa e il gioco è fatto? No. Non basta essere connessi, bisogna essere presenti. Il
Consiglio comunale è il luogo del confronto fisico, della dialettica, del dibattito e del
contraddittorio".
Lo strappo sulle regole condivise: Un regolamento che disciplina il
funzionamento dell'assemblea di tutta la comunità avrebbe dovuto essere il risultato
di un percorso condiviso. Avere i numeri per approvare un colpo di mano non significa
avere ragione. Le regole del Consiglio non appartengono alla maggioranza di turno,
ma all'intera città.
Profili di illegittimità e controsensi tecnici: L'esposto evidenzia come l'atto
eluda la maggioranza qualificata dei due terzi prevista dallo Statuto per le modifiche
strutturali dell'ente. Inoltre, smaterializza l'aula violando l'obbligo di spazi fisici
protetti per pubblico e consiglieri, costringe all'uso di dispositivi privati (vietati dal
testo principale) e presenta un grossolano difetto di istruttoria: nelle premesse
afferma che chi si collega da remoto rinuncia al gettone di presenza, mentre
nell'allegato dichiara l'esatto contrario.
"La vita democratica di una comunità si costruisce attraverso i suoi momenti fisici e i
suoi luoghi storici — concludono i consiglieri firmatari —. Abbiamo investito il
Prefetto della questione affinché acquisisca i verbali e le registrazioni per ripristinare
la legalità violata. Ma la nostra battaglia non si ferma nelle stanze della Prefettura:
porteremo questa mobilitazione nelle strade e tra la gente con una raccolta firme, per
raccogliere il forte dissenso già manifestato dai cittadini e difendere un'idea di
Consiglio comunale che sia presente, trasparente e aperto al pubblico. Chi è stato
eletto per rappresentare San Vito ha il dovere di esserci".
San Vito dei Normanni, 15.09.2026
I Consiglieri Comunali Firmatari
Giacomo Viva
Alessandra Pennella
Salvatore Carlucci
Federico Carrone
Errico Silvana
Luciano Cavaliere