11/05/2026
Si è aperta una porta.
La stavamo costruendo da tempo — con le mani, con le parole, con anni di presenza silenziosa nelle scuole, nei comuni, nella vita reale delle persone. La stavamo costruendo soprattutto con l’ascolto: quello lungo, paziente, fatto di donne che ci hanno affidato le loro storie e, senza saperlo, ci hanno indicato una strada nuova.
Quella porta si è aperta l’8 maggio. E dall’altra parte c’era una sala piena.
“L’Uomo Che Sei” è questo, una scelta maturata nel tempo, non costruita a tavolino. Una campagna che non accusa, non assolve, ma chiede. E Savino Zaba ha scelto di fare quella domanda con noi, davanti a tutte e a tutti, senza esitazioni. Quel gesto semplice, libero, convinto, vale più di mille comunicati.
La sala ci ha restituito qualcosa di inaspettato e bellissimo.
La sindaca Episcopo sindaca non ha delegato la sua presenza. È venuta, ha parlato, ha portato il peso di un’istituzione che vuole stare dalla parte giusta. Con lei Franca Dente, che ha parlato di stereotipi, di alleanza, di quanto siamo immerse e immersi in una cultura che non vediamo perché ci è troppo vicina.
Simona Mendolicchio, Camilla Villanova,Rosa Barone, Patrizia Lusi, Elena Gentile. Le associazioni, le reti che hanno scelto di esserci non per protocollo, ma per convinzione.
E poi ci sono state le persone che non potevano esserci fisicamente ma ci hanno fatto sentire la loro vicinanza. Assunta Di Matteo, Consigliera di Parità della Provincia, e Mario Cagiano, presidente della Consulta per le Pari Opportunità del Comune di Foggia, l’Università di Foggia, le amministratrici e gli amministratori, gli ambiti territoriali, chiamate e attestati di stima che hanno avuto il sapore di un abbraccio.
Ogni parola ricevuta ci ha detto la stessa cosa: non siete sole.
Non lo siamo mai state. Ma quel giorno lo abbiamo visto.
E tutto questo non sarebbe stato possibile senza chi ha lavorato nell’ombra per renderlo reale. Il nostro addetto stampa Domenico Cicolella e la nostra grafica Ilaria Gosciola, esperta in comunicazione di genere.
A loro due, grazie. Davvero.
Da settembre nelle scuole.
Perché il cambiamento si semina prima, e si raccoglie insieme.
Il futuro è qui.
Ed è più vicino di quanto pensassimo.